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Il tiranno Falaride e un suo emulo di Segesta
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Falaride tiranno degli agrigentini torturava a puniva duramente gli stranieri che si presentavano. Perillo fabbro d'arte avendo preparato una giovenca di bronzo la diede al re, affinche bruciasse in essa gli stranieri e gli ospiti mentre erano ancora vivi. La giovenca sembrava produrre un muggito. Il re allora soltanto divenuto giusto lo gettò dentro. Ad egesta citta' della Sicilia ci fu un tiranno crudele Emilio Censorino. Questi corrompeva con doni coloro che gli preparavano camere di tortura piu nuove. Un certo Arronzio Patercolo dono'al suddetto avendolo fabbricato un cavallo di bronzo affinche gli gettasse dentro. Egli allora per prima cosa in modo conforme alle usanze voltandosi gettò per primo colui che doveva ricevere il favore, affinche per primolui stesso soffrisse la tortura che escogito'.
Cesare si lascia convincere a non rinviare la seduta del senato- Versione greco di Plutarco da Askes
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Cesare si lascia convincere a non rinviare la seduta del senato
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Askesis
TRADUZIONE
In quella (seduta) arrivò Decimo Bruto, soprannominato Albino, che godeva della fiducia di Cesare, tanto che l’aveva iscritto come suo secondo erede nel testamento; e ciò nonostante aderiva alla congiura dell’altro Bruto e di Cassio. Egli temette che, se Cesare rinviava ad un giorno diverso la seduta, si sarebbe scoperta la congiura, e cominciò a deridere gli indovini e a rimproverare Cesare, che avrebbe dato occasione al Senato di accusarlo e calunniarlo: quel rinvio sarebbe sembrato al Consiglio un affronto fatto alla sua dignità, poiché si era riunito dietro un suo ordine ed era ansioso di attribuirgli il titolo di re per tutte le province dell’impero che si trovassero fuori dall’Italia; inoltre gli avrebbe permesso di portare il diadema quando si fosse recato all’estero, come in terra così in mare. Se invece ora, a seduta già iniziata, un tale andava a dire loro di andatersene e tornare un’altra volta, quando a Calpurnia sarebbero capitati dei sogni migliori, cosa non avrebbero detto i suoi nemici?
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Nessuna privacy per gli uomini politici!
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Euloghia
οὐ γὰρ ὧν λέγουσιν ἐν κοινῷ καὶ πράττουσιν οἱ πολιτευόμενοι μόνον εὐθύνας διδόασιν, ἀλλὰ καὶ δεῖπνον αὐτῶν πολυπραγμονεῖται καὶ κοίτη καὶ γάμος καὶ παιδιὰ καὶ σπουδὴ πᾶσα. τί γὰρ δεῖ λέγειν Ἀλκιβιάδην, ὃν περὶ τὰ κοινὰ πάντων ἐνεργότατον ὄντα καὶ στρατηγὸν ἀήττητον ἀπώλεσεν ἡ περὶ τὴν δίαιταν ἀναγωγία καὶ θρασύτης, καὶ τῶν ἄλλων ἀγαθῶν αὐτοῦ τὴν πόλιν ἀνόνητον ἐποίησε διὰ τὴν πολυτέλειαν καὶ τὴν ἀκολασίαν; ὅπου καὶ Κίμωνος οὗτοι τὸν οἶνον, καὶ Ῥωμαῖοι Σκιπίωνος οὐδὲν ἄλλο ἔχοντες λέγειν τὸν ὕπνον ᾐτιῶντο· Πομπήιον δὲ Μάγνον ἐλοιδόρουν οἱ ἐχθροί, παραφυλάξαντες ἑνὶ δακτύλῳ τὴν κεφαλὴν κνώμενον. ὡς γὰρ ἐν προσώπῳ φακὸς καὶ ἀκροχορδὼν δυσχεραίνεται μᾶλλον ἢ στίγματα καὶ κολοβότητες καὶ οὐλαὶ τοῦ λοιποῦ σώματος, οὕτω τὰ μικρὰ φαίνεται μεγάλα τῶν ἁμαρτημάτων ἐν ἡγεμονικοῖς καὶ πολιτικοῖς ὁρώμενα βίοις
TRADUZIONE n. 1
Gli uomini di governo non solo rendono conto delle cose che dicono e fanno in pubblico, ma viene indagata anche la loro cena, sia il letto che il matrimonio, sia i figli che tutta l'occupazione. Cosa infatti bisogna dire di Alcibiade, che relativamente al modo di vivere distrusse sia la sregolatezza che la rozzezza pur essendo uno stratego imbattibile e attivissimo (molto operoso) sia in politica che in tutte le cose, per via di altri suoi suoi rese svantaggiosa (inutile) la città a causa di una vita dispendiosa e dell'intemperanza? Quando anche questi di cimone consideravano causa il vino, e i Romani -che non hanno nient'altro da dire- il sonno. I nemici insultavano Pompeo Magno perché l'avevano sorpreso a grattarsi la testa con un dito solo. (avendo) infatti un neo e una verruca sul viso li detestava più che le macchie e le mutilazioni e i peli crespi del resto del corpo, per ciò i piccoli tra i difetti se visti in uomini atti a comandarte e ad amministrate la cosa pubblica sembrano grandi. .
traduzione n. 2
La gente, infatti, è curiosa di sapere non solo quello che fa o dice in pubblico (un uomo politico) ma anche cosa mangia, dove e con chi, quali sono i suoi amori, come va il suo matrimonio, qualunque fatto, insomma, sia esso frivolo o serio, che investa la sua sfera personale. Cosa dire di Alcibiade, che pur essendo un ottimo politico e invincibile come generale andò in rovina per l'indecorosa dissolutezza della sua vita privata? Né egli potè giovare alla propria città con le altre doti che pur possedeva, vista la sua sfrenata prodigalità. Gli Ateniesi rinfacciavano a Cimone di ubriacarsi, i Romani, che non avevano nulla da rimproverargli, accusavano Scipione di dormire troppo. Pompeo Magno, a sua volta, doveva sorbirsi le inscienze degli avver-sari politici perché era stato sorpreso a grattarsi la testa con un solo dito, come un effeminato. Se infatti un'efelide o una verruca sul volto indispongono più di qualsiasi macchia, cicatrice, o deformazione nelle altre parti del corpo, allo stesso modo anche i più piccoli difetti sembrano grandi quando attengono alla vita di uomini pubblici e di governo.
Gli uomini devono stare in guardia anche nei momenti meno fortunati- Versione greco di Plutarco da G
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Gli uomini devono stare in guardia anche nei momenti meno fortunati
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Greco Terza edizione
TRADUZIONE
Simonide autore di canti, poiché il re dei Lacedemoni Pausania si vantava frequentemente riguardo i suoi affari e ordinava di annunciargli qualcosa di saggio scherzando, stando a contatto con la sua arroganza, consigliava di ricordargli che era un uomo. Filippo il re dei Macedoni, poiché gli erano annunciati tre buoni successi, nello stesso momento, come prima cosa che aveva vinto con quattro cavalli ad olimpia, come seconda che lo stratega Parmenio aveva vinto nella guerra i Dardani, come terza che Olimpia aveva concepito per lui un bambino maschio, avendo sollevato le braccia al cielo disse : "poni o dio, la giusta misura ad un danno smisurato" sapendo che il destino è portato per natura ad invidiare i grandi successi.
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Eroica dimostrazione di coraggio VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
Serse con cinquecentomila (uomini), dopo essere sbarcato ad Artemisio, dichiara guerra agli abitanti; gli Ateniesi quindi inviarono Agesilao, il fratello di Temistocle, come spia, sebbene Neocleo in persona, il padre, avesse visto in sogno il figlio che ritraeva entrambe le mani. Dopo essere giunto presso i barbari in veste di Persiano, interrogò Mardonio, una delle guardie del corpo, pensando che fosse Serse. Colto sul fatto lì intorno, fu condotto dinanzi al Re. Essendo il re sul punto di sacrificare buoi sull'altare di Elio, Agesilao mise davanti la mano destra, e dopo aver sopportato senza lamenti le torture venne liberato dalle catene e disse: "Tutti noi Ateniesi siamo così: se ne dubiti, porgerò anche la sinistra". Serse, spaventato, ordino che egli fosse vigilato.