Ritratto di Cesare 2
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
TRADUZIONE

Viaggiava così rapidamente che la prima volta partì da Roma e compì il viaggio fino al Rodano in otto giorni. Cavalcare era sempre stato facile per lui sin da bambino; sapeva persino mantenersi in sella con il cavallo spinto a grande velocità, tenendo le mani unite dietro la schiena. Durante la campagna militare in Gallia si esercitò inoltre a dettare lettere mentre cavalcava e a tenere testa contemporaneamente a due scrivani, dice Oppio, o anche più. Si narra che Cesare sia stato il primo ad usare la corrispondenza per tenersi in contatto con i suoi amici, quando la quantità dei suoi impegni e l’estensione di Roma non gli consentivano di incontrarli di persona per discutere affari urgenti. A dimostrare quanto poco esigente fosse in tema di cibo, si cita di solito questo episodio: un suo ospite, presso cui mangiava a Milano, Valerio Leone, mise in tavola degli asparagi conditi con mirra, anziché con olio. Cesare li mangiò tranquillamente e rimproverò i suoi amici che si sentivano offesi. «Bastava»disse«che coloro a cui non piacevano non se ne servissero. Chi si lamenta di una villaneria come questa, è un villano anche lui». Un’altra volta, mentr’era in viaggio, una tempesta lo costrinse a riparare nella capanne di un pover’uomo; come vide che si componeva di non più di una stanza, capace di ospitare a malapena una sola persona, disse rivolto agli amici«Gli onori spettano ai più potenti, ma le comodità ai più deboli»e impose ad Oppio di riposare lui nell’interno, mentre egli dormì con gli altri sotto la gronda, davanti alla porta.