- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
UN EPISODIO DELLA CAMPAGNA DI ANNIBALE IN SPAGNA VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Greco Terza Edizione
Ἀννίβας ἐν Ἰβηρίᾳ πόλιν μεγάλην Σαλματίδα ἐπολιόρκει· καὶ δὴ συνθήκας ἐποιήσατο, λαβὼν ἀργυρίου τάλαντα τριακόσια καὶ τριακοσίους ὁμήρους ἀνεῖναι τὴν πολιορκίαν. τῶν δὲ Σαλματαίων οὐκ ἀποδιδόντων τὰ συγκείμενα Ἀννίβας ἐπιστρέψας ἐπαφῆκε τοὺς στρατιώτας ὡς διαρπασομένους τὴν πόλιν. ἱκετεύουσιν οἱ βάρβαροι συγχωρῆσαι αὐτοῖς, ἐν ἱματίῳ μετὰ τῶν γυναικῶν ἐξελθεῖν, ὅπλα δὲ καὶ χρήματα καὶ ἀνδράποδα καταλιπεῖν. αἱ γυναῖκες ἐν τοῖς κόλποις κρύπτουσαι ξίφη τοῖς ἀνδράσι συνεξῆλθον. οἱ μὲν δὴ τοῦ Ἀννίβου στρατιῶται τὴν πόλιν διήρπαζον, αἱ δὲ γυναῖκες ἐμβοήσασαι τοῖς ἀνδράσι τὰ ξίφη παρέδωκαν· ἔνιαι δὲ καὶ αὐταὶ σπασάμεναι μετὰ τῶν ἀνδρῶν ἐπέθεντο τοῖς διαρπάσασι τὴν πόλιν, ὥστε τοὺς μὲν κατέβαλον, τοὺς δὲ ἐτρέψαντο καὶ ἀθρόοι διεξεπαίσαντο. Ἀννίβας τὴν ἀνδρείαν τῶν γυναικῶν θαυμάσας ἀπέδωκε δι᾽ αὐτὰς τοῖς ἀνδράσιν αὐτῶν τήν τε πατρίδα καὶ τὰ χρήματα.
Annibale in Iberia assediava la grande città di Salamanca; e strinse il patto di togliere l'assedio se avesse ricevuto trecento talenti d'argento e trecento ostaggi. Poiché gli abitanti di Salamanca non concessero le cose che erano state stabilite, Annibale, una volta tornato indietro, mandò contro i soldati per saccheggiare la città. I barbari supplicano di concedere loro di andarsene in abito civile insieme alle donne, inoltre, di lasciare armi, ricchezze e schiavi. Le donne, nascondendo le spade in grembo, uscirono con gli uomini. Dunque, i soldati di Annibale saccheggiavano la città, mentre le donne, gridando, passarono le armi agli uomini: alcune, sfoderando loro stesse le spade, attaccarono con gli uomini i saccheggiatori della città tanto che ne colpirono alcuni, ne volsero in fuga altri e in massa si aprirono un varco. Annibale, avendo ammirato il valore delle donne, ridiede agli uomini grazie ad esse la loro patria e le ricchezze.
VERBI DELLA VERSIONE
Un episodio della guerra del Peloponneso: ostilità tra spartani e argivi - Plutarco versione greco d
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
UN EPISODIO DELLA GUERRA DEL PELOPONNESO: OSTILITA' TRA SPARTANI E ARGIVI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Greco Nuova Edizione
TRADUZIONE
Gli argivi avendo accusato gli spartiani xkè non avevano mandato le offerte ad apollo pitico dichiararono guerra a quelli in quel tempo alcibiade assalì l'argolide, gli argivi con lui marciarono contro trezene citta alleata degli spartiani, e avendo sacchegiato la regione si ritirarono. questa cosa irritò gli spartiani che dichiararono guerra agli argivi perciò avendo riunito un esercito elessero comandante il re agide. quello marciò contro gli argivi e bruciò la regione, e chiamava i nemici a battagli vicino la città. i cittadini di elea e quelli di mantinea mandarono come aiuto agli argivi 3000 soldati. allora i comandanti avendo inviato ambasciatore ottennero una tregua.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
UN GIOVANE AMBIZIOSO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Τη δε φιλοτιμια παντας uπερβαλεν...
Fine: ... και φιλοτιμιαν τοu αγωνος εχοντος.
TRADUZIONE
In ambizione superò tutti cosicchè essendo ancora giovane e sconosciuto scongiurò il suonatore di cetra Epicle di Ermione chiamto dagli ateniesi a cantare presso di lui ambendo che molti cercassero la sua casa e si recassero presso di lui. Essendo giunto ad olimpia e contendendo con Cimone riguardo ai posti, ai banchetti e allo splendore e ogni altro ricevimento non era gradito ai greci. Ritenevano infatti che a quello che era giovane e di nobile stirpe tali cose dovessero essere lecite per Cimone e per la sua grande casa, ma Temistocle non essendo diventato conosciuto, ma sembrando esaltato senza avere i mezzi, fu accusato di superbia.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
UN INCUBO PRIMA FRAINTESO E POI SPIEGATO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Il Test di Greco
Inizio: "Συνισταμενης δε της επιβουλης, φασμα γινεται το Διωνι μεγα και τερατωδες. "
Fine: "ερριψεν εαυτον απο του τεηους επι την κεφαλην και διεφθαρεν. "
TRADUZIONE
Presentandosi un'insidia, fu a Dione un'apparizione grande e mostruosa. Infatti a tarda sera per caso sedeva sul portico della casa, essendo solo con i suoi pensieri. All'improvviso essendoci rumore all'altra estremità del portico, essendosi voltato, essendoci ancora la luce, vide una grande donna, non differiva in nessuno modo per aspetto ed abito dalle Erinni della tragedia, puliva casa con la scopa. Essendosi sbalordito terribilmente ed essendo pieno di timore, chiamò gli amici e raccontò (il fatto) in loro presenza, e conveniva non fuggire e passare la notte insieme, . ed essendo spaventato non a causa della facoltà (mentale) che lo aveva abbandonato, ma che il mostro ritornasse Questo dunque non fu di ritorno. Di giorno il suo piccolo figlio, essendo poco più che fanciullo, per quel dolore e per una piccola collera e assumendo un potere puerile, si gettò dal tetto per la testa e morì.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
UN MUZIO SCEVOLA ATENIESE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
Ξερξης, τω Αρτεμισιω μετα πεντακοσιων μυριαδων προσορμισας, πολεμον τοις εγχωριοις κατηγγειλεν. Οι Αθηναιοι δε συγκεχυμενοι κατασκοπον επεμψαν Αγησιλαον τον Θεμιστοκλεους αδελφον, καιπερ του πατρος αυτου κατ' οναρ εωρακοτος αμφοτερας αποβεβληκοτα τας χειρας. Παραγενομενος δε ο ανηρ εις το των βαρβαρων στρατοπεδον εν σχηματι Περσικω, Μαρδονιον ενα των σωματοφυλακων ανειλεν, υπολαβων Ξερξην ειναν συλληφθεις δε υπο των δορυφορων, προς τον βασιλεα δεδεμενος ηχθη. Τουτου θυσιαν ποιεισθαι μελλοντος, επι τον βωμον του Ηλιου την δεξιαν επετεινε χειρα, και αστενακτος υπομεινας τας οδυνας ελευθερωθη των δεσμων, ειπων· «Τοιουτοι παντες εσμεν Αθηναιοι· ει δ' απιστεις, και την αριστεραν κατακαυσω». Ο Ξερξης δε φοβηθεις ου μεν απεκτεινε, φρουρεισθαι δε τον Αγησιλαον προσεταξεν.
Serse essendo approdato ad Artemiso con 500. 000 uomini cominciò la guerra contro gli abitanti del paese. Gli ateniesi confusi mandarono come osservatore Agesilao, fratello di Temistocle, sebbene suo padre avesse visto in sogno che perdeva tutte e due le mani. L'uomo essendo giunto presso l'accampamento dei barbari con aspetto persiano, uccise una delle guardie del corpo al posto di Mardonio pensando che fosse Serse. Essendo stato catturato dai lanceri, legato fu portato dal re. Poichè questo era in procinto di fare un sacrificio stese la mano destra sull'altare di Elio e senza lacrime per il grande dolore dicendo: Noi tutti ateniesi siamo così" se non lo credi bruceerò anche la mano sinistra" Serse essendosi spaventato non lo uccise e ordinò che Agesilao fosse imprigionato.
- Un tentativo senz'esito di avvisare Cesare prima dell'attentato - Plutarco versione greco
- Una donna coraggiosa - Plutarco versione greco da L'abbraccio di Dafne
- Una donna coraggiosa - Plutarco versione greco da Test di greco
- Magnanimità di Aristide ingiustamente ostracizzato - Plutarco versione greco da Anthropoi