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SPARTACO CAPEGGIA LA RIVOLTA DEGLI SCHIAVI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
La rivolta dei gladiatori e il saccheggio dell'italia, che la maggior parte chiamano guerra di spartaco, cominciava da tale causa. poiché Lentulo Batiato educava gldiatori a capua, la maggior parte dei quali era Galati e Traci, non a causa di colpe malvage ma a causa dell'ingiustizia dell'acquisto, costretti dalla necessità di combattere, decidevano di fuggire. incontrando per caso lungo il cammino dei gladiatori con carri trasoprtanti armi verso un altra cità, li rapinavano e si armavano, e arruolavano tre comandanti, il rpimo dei quali era spartaco, uomo tracio della stirpe dei maidi, che non aveva solo grande intelligenza e forza, ma (era) anche nobile per perspicacia e mitazza della sorte.
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STORIA DI UN CANE FEDELE
Versione greco plutarco
traduzione libro I greci e noi
Πύρρος δ' ὁ βασιλεὺς ὁδεύων ἐνέτυχε κυνὶ φρουροῦντι σῶμα πεφονευμένου, καὶ πυθόμενος τρίτην ἡμέραν ἐκείνην ἄσιτον παραμένειν καὶ μὴ ἀπολιπεῖν, τὸν μὲν νεκρὸν ἐκέλευσε θάψαι, τὸν δὲ κύνα μεθ' ἑαυτοῦ ἐκόμισεν. Ὀλίγαις δ' ὕστερον ἡμέραις συντεταγμένων τῶν στρατιωτῶν καὶ καθημένου τοῦ βασιλέως, παρῆν καὶ ὁ κύων ἡσυχίαν ἔχων. ἐπεὶ δὲ τοὺς φονέας τοῦ δεσπότου παριόντας εἶδεν, ἐξέδραμε μετὰ φωνῆς καὶ θυμοῦ ἐπ' αὐτοὺς καὶ καθυλάκτει πολλάκις μετεστραμμένος πρὸς τὸν Πύῤῥον, ὥστε μὴ μόνον ἐκείνῳ δι ' ὑποψίας, ἀλλὰ καὶ πᾶσι τοῖς παροῦσι τοὺς ἀνθρώπους καταφανεῖς γενέσθαι. Δι ' ὃ συνειλημμένοι εὐθὺς καὶ ἀνακρινόμενοι, ὁμολογήσαντες τὸν φόνον ἐκολάσθησαν ''.
Traduzione n. 1
Il re Pirro viaggiando s'imbattè in uncane che custodiva il corpo di un assassinato, e sapendo che quello era rimasto lì per tre giorni senza cibo e che non lo aveva abbandonato, ordinò di seppellire il cadavere, e portò con sè il cane. Pochi giorni dopo, schierati i soldati e seduto il re, anche il cane stava accanto mantenendosi calmo. Poiché vide passare gli assassini del padrone, corse con grugniti e con rabbia da loro e abbaiava ripetutamente volgendosi verso Pirro, così che gli uomini erano diventati sospetti non solo a lui ma a tutti i presenti. Per questo motivo, essendo stati arrestati ed essendo stati interrogati, confessato l'omicidio, furono condannati.
Traduzione n. 2
Il re Pirro s'imbattè per caso in u ncane che custodiva il corpo di un uomo morto, e sapendo che il cane era rimasto lì per tre giorni senza cibo e che non lo aveva abbandonato, ordinò di seppellire il cadavere, e portò con sé il cane. Pochi giorni dopo, schierati i soldati e seduto tranquillo il re, anche il cane stava quieto (in pace). Poiché vide passare gli assassini del suo padrone, corse con grugniti e con rabbia da loro e abbaiava per attirare l'attenzione di Pirro, tanto che gli uomini erano diventati così sospetti non solo agli occhi di Pirro, ma anche a quelli di tutti i presenti. Per questo motivo, dopo essere stati arrestati immediatamente e dopo essere stati interrogati, confessato l'omicidio, furono condannati.
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UN CANE VENDICA LA MORTE DEL SUO PADRONE VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
Πύρρος δ' ὁ βασιλεὺς ὁδεύων ἐνέτυχε κυνὶ φρουροῦντι σῶμα πεφονευμένου, καὶ πυθόμενος τρίτην ἡμέραν ἐκείνην ἄσιτον παραμένειν καὶ μὴ ἀπολιπεῖν, τὸν μὲν νεκρὸν ἐκέλευσε θάψαι, τὸν δὲ κύνα μεθ' ἑαυτοῦ ἐκόμισεν. Ὀλίγαις δ' ὕστερον ἡμέραις συντεταγμένων τῶν στρατιωτῶν καὶ καθημένου τοῦ βασιλέως, παρῆν καὶ ὁ κύων ἡσυχίαν ἔχων. ἐπεὶ δὲ τοὺς φονέας τοῦ δεσπότου παριόντας εἶδεν, ἐξέδραμε μετὰ φωνῆς καὶ θυμοῦ ἐπ' αὐτοὺς καὶ καθυλάκτει πολλάκις μετεστραμμένος πρὸς τὸν Πύῤῥον, ὥστε μὴ μόνον ἐκείνῳ δι ' ὑποψίας, ἀλλὰ καὶ πᾶσι τοῖς παροῦσι τοὺς ἀνθρώπους καταφανεῖς γενέσθαι. Δι ' ὃ συνειλημμένοι εὐθὺς καὶ ἀνακρινόμενοι, ὁμολογήσαντες τὸν φόνον ἐκολάσθησαν ''.
Il re Pirro s'imbattè per caso in un cane che custodiva il corpo di un uomo morto, e sapendo che il cane era rimasto lì per tre giorni senza cibo e che non lo aveva abbandonato, ordinò di seppellire il cadavere, e portò con sé il cane. Pochi giorni dopo, schierati i soldati e seduto tranquillo il re, anche il cane stava quieto (in pace). Poiché vide passare gli assassini del suo padrone, corse con grugniti e con rabbia da loro e abbaiava per attirare l'attenzione di Pirro, tanto che gli uomini erano diventati così sospetti non solo agli occhi di Pirro, ma anche a quelli di tutti i presenti. Per questo motivo, dopo essere stati arrestati immediatamente e dopo essere stati interrogati, confessato l'omicidio, furono condannati.
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TATTICA OCULATA DI PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
Εμβαλλουσιν ουν εις την Αττικην στρατω μεγαλω Λακεδαιμονιοι μετα των συμμαχων, Αρχιδαμου του βασιλεως ηγουμενου, και δηουντες την χωραν προηλθον εις Αχαρνας ...
TRADUZIONE
Gli Spartani invasero l'Attica insieme agli alleati con vigorose truppe, comandate dal re Archidamo, e distruggendo il paese arrivarono fino ad Acarne e si schierarono, essendo fiduciosi che gli Ateniesi non avrebbero retto, ma spinti dell'ira e per orgoglio sarebbero scesi in campo contro di loro. Ma a Pericle sembrava troppo rischioso attaccare battaglia, a difesa della stessa città, contro sessantamila fanti Peloponnesi e Beoti: tante infatti erano le potenze che avevano dato inizio all'invasione. Cercava di calmare quelli intenzionati a battersi ed esasperati di fronte all'accaduto. Diceva che gli alberi, abbattuti e potati, ricrescono rapidamente, ma non è affatto facile, quando sono gli uomini a cadere, ottenerne ancora.
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TEMISTOCLE COMPIE SACRIFICI UMANI VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Euloghia
Θεμιστοκλεῖ δὲ παρὰ τὴν ναυαρχίδα τριήρη σφαγιαζομένῳ τρεῖς προσήχθησαν αἰχμάλωτοι, κάλλιστοι μὲν ἰδέσθαι τὴν ὄψιν, ἐσθῆσι δὲ καὶ χρυσῷ κεκοσμημένοι διαπρεπῶς. ἐλέγοντο δὲ Σανδαύκης παῖδες εἶναι τῆς βασιλέως ἀδελφῆς καὶ Ἀρταΰκτου. τούτους ἰδὼν Εὐφραντίδης ὁ μάντις, ὡς ἅμα μὲν ἀνέλαμψεν ἐκ τῶν ἱερῶν μέγα καὶ περιφανὲς πῦρ, ἅμα δὲ πταρμὸς ἐκ δεξιῶν ἐσήμηνε, τὸν Θεμιστοκλέα δεξιωσάμενος ἐκέλευσε τῶν νεανίσκων κατάρξασθαι καὶ καθιερεῦσαι πάντας ὠμηστῇ Διονύσῳ προσευξάμενον· οὕτω γὰρ ἅμα σωτηρίαν τε καὶ νίκην ἔσεσθαι τοῖς Ἕλλησιν. ἐκπλαγέντος δὲ τοῦ Θεμιστοκλέους ὡς μέγα τὸ μάντευμα καὶ δεινόν, οἷον εἴωθεν ἐν μεγάλοις ἀγῶσι καὶ πράγμασι χαλεποῖς, μᾶλλον ἐκ τῶν παραλόγων ἤ τῶν εὐλόγων τὴν σωτηρίαν ἐλπίζοντες οἱ πολλοὶ τὸν θεὸν ἅμα κοινῇ κατεκαλοῦντο φωνῇ καὶ τοὺς αἰχμαλώτους τῷ βωμῷ προσαγαγόντες ἠνάγκασαν, ὡς ὁ μάντις ἐκέλευσε, τὴν θυσίαν συντελεσθῆναι
A temistocle mentre faceva i sacrifici di rito sulla trireme ammiraglia vengno portati tre prigionieri di bellissimo aspetto vestiti sontuosamente e adori d'oro. Si dicevano figli di Sandauce sorella del re e di Artaitto. Come li vide l'indovino Eufrantide proprio nel momento in cui dalle vittime si levava una grande e lucente fiamma e contemporaneamente da destra veniva il segno favorevole di uno starnuto preso per la mano Temistocle gli ordinò di purificare i giovani e di consacrarli tutti e tre a Dioniso Carnivoro dopo aver levato a lui preghieri così infatti salvezza e vittoria a un tempo sarebbe venuta ai greci. Temistocle rimase meravigliato di fronte ad un così grave e terribile vaticinio ma la massa che come suole succedere nei momenti di grandi lotte e in situazioni difficili spera la salvezza più da mezzi irrazionali che da quelli razionali, cominciò ad invocare in gran coro il dio e trascinando i prigionieri davanti all'altere lo costrinsero a far si che si compisse il sacrificio come aveva ordinato l'indovino.