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TOLLERANZA E MAGNANIMITA' DI PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
Pericle essendo biasimato qualche volta e screditato da qualcuno tra gli estremisti più facinorosi, per tutto un giorno sopportò il silenzio nell'agorà, compiendo qualcosa tra quelle più imminenti; di sera ritornava in patria tranquillamente, inseguito dall'uomodal quale riceveva tutto l'oltraggio contro di lui. Quando era in procinto di entrare, essendo già buio, ordinò a qualcuno dei domestici di portare la fiaccola e di accompagnare l'uomo presso la sua casa (la casa del servo). E dunque l'uomo è degno di ammirazione non solo per equità per ricchezza in tutte le cose e conservò il più grande odio, ma anche per la superiorità d'animo: infatti non ottenne nulla da tanto grande potere né con invidia ne con rabbia, e non trattò nessuno dei suoi avversari come se fosse irrecuperabile e ne adopera qualcosa di ostile come dannosa.
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CICERONE E I CORVI VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro
Versioni di greco per il triennio
πολλὰ ταραχώδη καὶ παλίντροπα βουλεύματα τῇ γνώμῃ μεταλαμβάνων, παρέδωκε τοῖς οἰκέταις ἑαυτὸν εἰς Καιήτας κατὰ πλοῦν κομίζειν, ἔχων ἐκεῖ χωρία καὶ καταφυγὴν ὥρᾳ θέρους φιλάνθρωπον, ὅταν ἥδιστον οἱ ἐτησίαι καταπνέωσιν. ἔχει δ’ ὁ τόπος καὶ ναὸν Ἀπόλλωνος μικρὸν ὑπὲρ τῆς θαλάσσης. ἐντεῦθεν ἀρθέντες ἀθρόοι κόρακες ὑπὸ κλαγγῆς προσεφέροντο τῷ πλοίῳ τοῦ Κικέρωνος ἐπὶ γῆν ἐρεσσομένῳ, καὶ κατασχόντες ἐπὶ τὴν κεραίαν ἑκατέρωθεν οἱ μὲν ἐβόων, οἱ δ’ ἔκοπτον τὰς τῶν μηρυμάτων ἀρχάς, καὶ πᾶσιν ἐδόκει τὸ σημεῖον εἶναι πονηρόν. ἀπέβη δ’ οὖν ὁ Κικέρων, καὶ παρελθὼν εἰς τὴν ἔπαυλιν, ὡς ἀναπαυσόμενος κατεκλίθη. τῶν δὲ κοράκων οἱ πολλοὶ μὲν ἐπὶ τῆς θυρίδος διεκάθηντο φθεγγόμενοι θορυβῶδες, εἷς δὲ καταβὰς ἐπὶ τὸ κλινίδιον ἐγκεκαλυμμένου τοῦ Κικέρωνος ἀπῆγε τῷ στόματι κατὰ μικρὸν ἀπὸ τοῦ προσώπου τὸ ἱμάτιον. οἱ δ’ οἰκέται ταῦθ’ ὁρῶντες καὶ κακίσαντες αὑτούς, εἰ περιμένουσι τοῦ δεσπότου φονευομένου θεαταὶ γενέσθαι, θηρία δ’ αὐτῷ βοηθεῖ καὶ προκήδεται παρ’ ἀξίαν πράττοντος, αὐτοὶ δ’ οὐκ ἀμύνουσι, τὰ μὲν δεόμενοι, τὰ δὲ βίᾳ λαβόντες ἐκόμιζον ἐν τῷ φορείῳ πρὸς τὴν θάλασσαν.
Dopo molti pensieri turbinosi e contraddittorii si fece portare dai servi a Gaeta per mare la aveva dei poderi e un suo rifugio preferito nell'estato quanto gradevolissimi soffiano i venti etesii. Qui era anche un tempio di apollo un poco sopra il mare e da esso si levarono dei corvi in grande stormo e volteggiarono sulla nave di cicerone che si accostava a terra. Poi posatisi da ambe le parti sulle antenne gli uni gracchiavano gli altri beccavano gli orli delle vele destando in tutti pensieri di tristi auspici. cicerone sbarcò entrò nella villa e si mise a letto con l'intento di riposare. E la maggior parte dei corvi si ammassarono sulla finestra gracchiando rumorosamente uno scese sul giaciglio di Cicerone che giaceva completamente coperto e col becco sollevò un poco la coperta dal volto. I servi allora al vedere qusto, maledicendo se stessi perché potevano essere spettatori della morte del loro padrone senza difenderlo mentre anche le bestie gli venivano in aiuto e si prendevano cura di lui, un pogo pregandolo, un poco costringendolo lo portarono in lettiga verso il mare
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TUTTO PASSA SOLO LA PAIDEIA E' IMMORTALE E DIVINA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Le ragioni del greco
inizio: "Καλλος περιμαχητον μεν, αλλ' ὀλιγοχρονιον εστιν. "
fine: "Μονος γαρ ο υους παλαιουμενος ανηβα, και χρονος ταλλα αφαιρων τω γηρα παρεχεται. "
TRADUZIONE
La nobiltà è una bella cosa, ma è un bene proprio degli antenati; la ricchezza è preziosa, ma appartiene alla sorte, che spesso la toglie a chi ce l'ha e la dona a chi non lo sperava. Una grande fortuna è il bersaglio preferito di chi tende l'arco sui borsellini altrui, servi disonesti e delatori, e quel che è peggio, la possiedono anche gli uomini più scellerati. La gloria è meravigliosa, ma instabile; la bellezza ambita, ma caduca; la salute preziosa, ma fragile. La forza fisica è invidiabile, ma comoda preda della malattia e della vecchiaia, e in generale, se uno va orgoglioso della sua robustezza, si renda conto che l'idea è sbagliata: che rapporto può mai esserci tra la forza di un uomo e la potenza degli altri animali? Di un elefante, ad esempio, di un toro o di un leone? L'educazione è l'unico nostro bene immortale e divino. Nella natura umana due sono in assoluto gli elementi più importanti: intelletto e parola. L'intelletto è signore della parola e la parola è al servizio dell'intelletto: è inespugnabile dalla sorte, inattaccabile dalla calunnia, indenne dalla malattia, al riparo dai guasti della vecchiaia, perché solo l'intelletto invecchiando ringiovanisce e il tempo, che porta via ogni altra cosa, alla vecchiaia aggiunge invece la saggezza.
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UN CONSIGLIO UTILE MA DISONESTO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Taxis
Θεμιστοκλέους δὲ πρὸς τὸν δῆμον εἰπόντος, ὡς ἔχει τι βούλευμα καὶ γνώμην ἀπόῤῥητον, ὠφέλιμον δὲ τῇ πόλει καὶ σωτήριον, ἐκέλευσαν Ἀριστείδην μόνον ἀκοῦσαι καὶ συνδοκιμάσαι. φράσαντος δὲ τῷ Ἀριστείδη τοῦ Θεμιστοκλέους, ὡς διανοεῖται τὸν ναύσταθμον ἐμπρῆσαι τῶν Ἑλλήνων, οὕτω γὰρ ἔσεσθαι μεγίστους καὶ κυρίους ἁπάντων τοὺς Ἀθηναίους, παρελθὼν εἰς τὸν δῆμον ὁ Ἀριστείδης ἔφη τῆς πράξεως, ἣν Θεμιστοκλῆς πράττειν διανοεῖται, μήτε λυσιτελεστέραν ἄλλην μήτ' ἀδικωτέραν εἶναι. ταῦτ' ἀκούσαντες οἱ Ἀθηναῖοι παύσασθαι τὸν Θεμιστοκλέα προσέταξαν. οὕτω μὲν ὁ δῆμος ἦν φιλοδίκαιος, οὕτω δὲ τῷ δήμῳ πιστὸς ὁ ἀνὴρ καὶ βέβαιος.
TRADUZIONE
Temistocle parlò al popolo dicendo che aveva una proposta e un piano che non poteva svelare ma che era utile e salutare per la città. Gli ateniesi decisero che l'ascoltasse e lo giudicasse soltanto Aristide. Avendo temistocle detto ad aristide che questo era il suo piano, di dar fuoco alla base navale dei greci confederati così gli ateniesi sarebbero stati i più potenti e gli arbitri di tutti i grci aristide si presentò al popolo e disse che della proposta che temistocle aveva in mente di armare attuare non ce n'era un'altra più utile ma neppure una più ingiusta. udito ciò gli ateniesi ingiunsero a temistocle di desistere dalla sua proposta. Così il popolo era amante della giustizia, così aristide era fermamente leale verso il popolo.
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UN CONVINTO FAUTORE DI TIBERIO GRACCO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Frasis
TRADUZIONE
Blossio Cumano, amico di (Tiberio) Gracco, fu portato davanti ai consoli e, interrogato sui fatti, confessò di aver eseguito una cosa x ordine di Tiberio. Avendogli Nasica domandato: “che avresti fatto, allora, se Tib. avesse comandato di dar fuoco al Campidoglio?”, dapprima obiettò ke ciò nn sarebbe avvenuto per ordine di Tiberio; poi, avendo anche molti rivolto la stessa domanda, rispose: “ma se quello me lo avesse comandato, pure per me sarebbe stato opportuno fare ciò: infatti, Tiberio non me lo avrebbe imposto, se non fosse stato utile al popolo”.
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