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UNA MADRE SPARTANA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
TRADUZIONE
Essendo in guerra presso Anfipoli gli ateniesi e gli Spartani e morendo in battaglia molti soldati da ciascun lato, giunse anche Brasida, lo stratega degli spartani.
Arghileonide, della quale donna morì quel figlio, quando alcuni degli abitanti di anfipoli arrivarono a sparta annunciando a quella la morte del figlio, dopo che ascoltò senza lacrime le parole degli ambasciatori, chiese solo se il figlio morì giustamente e in modo degno di sparta.
Gli abitanti di anfipoli esaltandolo come il più valoroso degli spartani, la donna disse: "o stranieri, mio figlio da una parte era sia bello sia buono sia coraggioso, dall'altra Sparta ha ancora motli uomini più forti di quello".
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UN'ASTUZIA DI ALESSANDRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Alessandro, durante l' estate, conduceva l' esercito nei pressi di un fiume e nel frattempo i nemici avanzavano. Vedendo i doldati che, assetati, si drigevano verso il corso del fiume affinché bevendo non spezzassero le fila e non rallentassero la velocità della marcia ordinò al messaggero di annunciare: " Allontaniamoci dal fiume: l' acqua è avvelenata. " Quelli, avendo timore, si allontanarono e velocizzarono il passo. Alessandro dopo la ripresqa del percorso si fremò pose un accampamento in quel posto e assieme ali altri comandanti bevve dal fiume. I soldati dunque si misero a bere dal fiume comprendendo la causa dell' inganno.
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VERSIONI CONTRASTANTI SULLA MORTE DI CLEOPATRA VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Περι της Κλεοπατρας τελευτης διαφοροι λογοι ερρηθησαν ουδεις γαρ αυτη θνησκουση παρην. Ενιοι μεν ουν λεγουσι τη Κλεοπατρα κομισθηναι ασπιδα εν κανω επικαλυφθει σαν ανωθεν συκοις και θριοις (τουτο γαρ λεγεται υπ' αυτης της βασιλειας κελευσθηναι). Η δε ως ειδεν, τον βραχιονα γυμνωσασα, τω δηγματι παρειχεν. Αλλοι δε φασκουσι την ασπιδα εν υδρια υπο της Κλεοπατρας αυτης διαφυλαχθηναι και την βασιλειαν, την ασπιδα ηλακατη χρυση εκκαλουμενην, υπ' εκεινης διαγριαινομενης δηχθηναι. Ελεχθη δε και την βασιλειαν φαρμακον φορειν εν κνηστιδι κοιλη, την δε κνηστιδα τη κομη κρυπτειν. Αλλοι μεν ουν αλλα λεγουσι, το δε αληθες ουδεις γιγνωσκει· τουτο μην σαφες, οτε η Αιγυπτια αποθανουσα εν κλινη ευρεθη, ουτε κηλις εν τω αυτης σωματι ωφθη, ουτε κεντησις, ουτ' αλλο τι φαρμακου σημειον.
Riguardo alla morte di Cleopatra si raccontano storie differenti, infatti nessuno era presente quando ella morì. Alcuni dicono che fu portato a Cleopatra un'aspide nascosto in una cesta con sopra foglie e fichi, infatti si dice che ciò fu comandato dal suo regno. Questa (l'aspide), come vide che il braccio si rivelava le diede un morso. Altri invece affermano che l'aspide fosse custodito da Cleopatra stessa in una brocca e che la regina poiché aveva provocato l'aspide con una conocchia d'oro, facendola irritare, fu morsa da quella. Fu detto anche che la regina portasse in uno spillone cavo del veleno, e che nascondesse lo spillone tra i capelli. Chi dice una cosa, chi ne dice un'altra ma nessuno conosce la verità
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DOLORE DI PERICLE PER LA MORTE DEL FIGLIO VERSIONE DI GRECO di Plutarco
ἀπέβαλε δὲ καὶ τὴν ἀδελφὴν ὁ Περικλῆς τότε καὶ τῶν κηδεστῶν καὶ φίλων τοὺς πλείστους καὶ χρησιμωτάτους πρὸς τὴν πολιτείαν. οὐ μὴν ἀπεῖπεν οὐδὲ προὔδωκε τὸ φρόνημα καὶ τὸ μέγεθος τῆς ψυχῆς ὑπὸ τῶν συμφορῶν, ἀλλ' οὐδὲ κλαίων οὐδὲ κηδεύων οὐδὲ πρὸς τάφῳ τινὸς ὤφθη τῶν ἀναγκαίων, πρίν γε δὴ καὶ τὸν περίλοιπον αὑτοῦ τῶν γνησίων υἱῶν ἀποβαλεῖν Πάραλον. ἐπὶ τούτῳ δὲ καμφθεὶς ἐπειρᾶτο μὲν ἐγκαρτερεῖν τῷ ἤθει καὶ διαφυλάττειν τὸ μεγαλόψυχον, ἐπιφέρων δὲ τῷ νεκρῷ στέφανον ἡττήθη τοῦ πάθους πρὸς τὴν ὄψιν, ὥστε κλαυθμόν τε ῥῆξαι καὶ πλῆθος ἐκχέαι δακρύων, οὐδέποτε τοιοῦτον οὐδὲν ἐν τῷ λοιπῷ βίῳ πεποιηκώς.
Pericle allora perse anche la sorella e la maggior parte degli amici e quelli anche più utili per il governo (della città). Comunque non cedette né perse, per le disgrazie, il suo orgoglio e la sua magnanimità: non lo si vide piangere, né lo si vide vestito a lutto presso la tomba di alcuno dei familiari, prima che gli venisse a mancare Paralo, l'ultimo dei suoi figli legittimi. Questo lutto lo distrusse; cercò, sì, di resistere e di mantenere il controllo dei suoi sentimenti, ma mentre poneva una corona sul capo del morto, al vederlo, fu vinto dal sentimento e scoppiò in prolungati singhiozzi, mentre nulla di simile aveva mai fatto nel corso della sua vita
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VITA DELL'ORATORE LICURGO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
TRADUZIONE n. 1
Licurgo era (figlio) del padre Licofrone di Licurgo, che i trenta tiranni uccisero. Essendo stato eletto per la preparazione delle guerre, risollevò grandemente le sorti della città, e allestì 40 triremi per il popolo, costruì il ginnasio nel liceo e coltivò, fece costruire la palestra e portò a termine il teatro di Dioniso. Pose le fondamenta allo stadio Panatenaico. Visse tutto il tempo godendo di buona fama presso gli Ateniesi e essendo ritenuto giusto. Essendo sul punto di morire ordinò di essere condotto presso la madre e la sala del consiglio, volendo fare una verifica della sua amministrazione: poiché nessuno aveva il coraggio di parlare, si recò a casa e morì, essendo ritenuto amabile per tutto il tempo della sua vita e essendo lodato nei discorsi.
traduzione n. 2
Licurgo era figlio di Licofrone di Licurgo, ucciso dai trenta tiranni. Essendo stato eletto per l'organizzazione della guerra risollevò le sorti della città, e costruì quattrocento triremi per il popolo, e installò il ginnasio nel Liceo e sviluppò l'agricoltura e edificò la palestra e portò a termine il teatro di Dionisio. E pose le fondamenta dello stadio Panatenaico. Visse per tutto il tempo facendosi onore presso gli ATeniesi e operando buone scelte. Essendo sul punto di morire ordinò di essere condotto preso la madre e la sala del consiglio, volendo fare una verifica della sua amministrazione; poiché nessuno osava dire qualcosa, si recò a casa e morì, ritenuto amabile per tutta la suav ita e lodato nei discorsi.