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VITTORIA DI ALESSANDRO SU ANTIPATRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Ἀλέξανδρος δὲ περὶ τῆς μάχης ἐπιστέλλων τοῖς περὶ τὸν Ἀντίπατρον οὐκ εἴρηκεν ὅστις ἦν ὁ τρώσας, ὅτι δὲ τρωθείη τὸν μηρὸν ἐγχειριδίῳ, δυσχερὲς δ’ οὐδὲν ἀπὸ τοῦ τραύματος συμβαίη, γέγραφε. νικήσας δὲ λαμπρῶς καὶ καταβαλὼν ὑπὲρ ἕνδεκα μυριάδας τῶν πολεμίων, Δαρεῖον μὲν οὐχ εἷλε, τέτταρας σταδίους ἢ πέντε προλαβόντα τῇ φυγῇ, τὸ δ’ ἅρμα καὶ τὸ τόξον αὐτοῦ λαβὼν ἐπανῆλθε· καὶ κατέλαβε τοὺς Μακεδόνας τὸν μὲν ἄλλον πλοῦτον ἐκ τοῦ βαρβαρικοῦ στρατοπέδου φέροντας καὶ ἄγοντας, ὑπερβάλλοντα πλήθει, καίπερ εὐζώνων πρὸς τὴν μάχην παραγενομένων καὶ τὰ πλεῖστα τῆς ἀποσκευῆς ἐν Δαμασκῷ καταλιπόντων, τὴν δὲ Δαρείου σκηνὴν ἐξῃρηκότας ἐκείνῳ, θεραπείας τε λαμπρᾶς καὶ παρασκευῆς καὶ χρημάτων πολλῶν γέμουσαν. εὐθὺς οὖν ἀποδυσάμενος τὰ ὅπλα πρὸς τὸ λουτρὸν ἐβάδιζεν εἰπών· "ἴωμεν ἀπολουσόμενοι τὸν ἀπὸ τῆς μάχης ἱδρῶτα τῷ Δαρείου λουτρῷ". καί τις τῶν ἑταίρων "μὰ τὸν Δία" εἶπεν, "ἀλλὰ τῷ Ἀλεξάνδρου· τὰ γὰρ τῶν ἡττωμένων εἶναί τε δεῖ καὶ προσαγορεύεσθαι τοῦ κρατοῦντος". ὡς δ’ εἶδε μὲν ὅλκια καὶ κρωσσοὺς καὶ πυέλους καὶ ἀλαβάστρους, πάντα χρυσοῦ, διησκημένα περιττῶς, ὠδώδει δὲ θεσπέσιον οἷον ὑπ’ ἀρωμάτων καὶ μύρων ὁ οἶκος, ἐκ δὲ τούτου παρῆλθεν εἰς σκηνὴν ὕψει τε καὶ μεγέθει καὶ τῷ περὶ τὴν στρωμνὴν καὶ τὰς τραπέζας καὶ τὸ δεῖπνον αὐτὸ κόσμῳ θαύματος ἀξίαν, διαβλέψας πρὸς τοὺς ἑταίρους, "τοῦτ’ ἦν ὡς ἔοικεν" ἔφη "τὸ βασιλεύειν
TRADUZIONE
Mentre Alessandro, nel dar notizia della battaglia ad Antipatro, non fa il nome del feritore, dice solo che fu colpito alla coscia dalla lama di un pugnale, ma senza gravi conseguenze. Pur avendo conseguito una splendida vittoria, con più di centodiecimila nemici in rotta, Alessandro non riuscì a prendere Dario, che nella fuga aveva su di lui un vantaggio di quattro o cinque stadi. Ne catturò soltanto il carro e l'arco, e quando tornò indietro trovò i Macedoni intenti a far razzia di tutti gli oggetti preziosi abbandonati dai barbari e che erano quanto mai numerosi, benché i Persiani avessero lasciato a Damasco la maggior parte dei bagagli e fossero andati a combattere armati alla leggera. La tenda di Dario, colma di splendide suppellettili, di tesori e di schiavi, toccò ad Alessandro, il quale, toltasi subito l'armatura, disse agli amici: «Andiamo a lavarci il sudore della battaglia nel bagno di Dario!». «No, per gli dèi», lo corresse uno: «in queUo di Alessandro!». C'erano dentro vasche, bacinelle, brocche, vasi, alabastri, tutti in oro finemente lavorato, e un odore soavissimo di aromi e di unguenti inondava la stanza. Alessandro ne rimase colpito e quando poi entrò nella tenda, mirabile per altezza e per ampiezza, e vide il letto, le coperte e i tavoli colmi di cibi, rivolto agli amici esclamò: «Questo era il regno, per Dario».
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ZEUS MANDA IL PUDORE E LA GIUSTIZIA TRA GLI UOMINI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Così certamente forniti nel principio gli uomini abitavano separatamente, non c’erano le città; pertanto, a causa del loro essere dappertutto, i più deboli venivano uccisi dalle belve, e per loro l’arte artigiana era da una parte aiutante verso il nutrimento sufficiente, dall’altra bisognosa contro il nemico delle belve - infatti non avevano ancora l’arte politica, della quale l’arte bellica (era) la funzione – cercavano certamente di radunarsi e di salvarsi fondando le città: quando dunque si radunavano, trattavano ingiustamente gli altri poiché non avevano l’arte politica, pertanto i dispersi venivano uccisi di nuovo. Zeus dunque, a causa dell’ansia per la nostra stirpe, manda Ermes dagli uomini conducendo il pudore e anche la giustizia, perché siano ornamenti della città e legami d’amicizia
L'infanzia di Romolo e Remo fanciulli di eccellente qualità - Plutarco versione greco La lingua grec
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L'INFANZIA DI ROMOLO E REMO fanciulli di eccellente qualità
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro il nuovo lingua greca
Τὰ δὲ βρέφη Φαυστύλος, Ἀμουλίου συφοβρός, ἀνείλετο λαθὼν ἅπαντας. Καὶ γράμματα λέγονται καὶ τἆλλα μανθάνειν οἱ παῖδες εἰς Γαβίους κομισθέντες, ὅσα χρὴ τοὺς γενναίους ἄνδρας. Κληθῆναι δὲ καὶ τούτους ἀπὸ τῆς θηλῆς ἱστοροῦσι Ῥωμύλον καὶ Ῥέμον, ὅτι θηλάζοντες ὤφθησαν τὸ θηρίον. Ἡ μὲν οὖν ἐν τοῖς φύσιν· αὐξόμενοι δὲ θυμοειδεῖς ἦσαν ἀμφότεροι καὶ ἀνδρώδεις· ὁ δὲ Ῥωμύλος γνώμῃ τε χρῆσθαι μᾶλλον ἐδόκει καὶ πολιτικὴν ἔχειν σύνεσιν· διὸ τοῖς μὲν ὁμοφύλοις ἢ ταπεινοτέροις προσφιλεῖς ἦσαν. Ἐχρῶντο δὲ διαίταις καὶ διατριβαῖς ἐλευθρίοις, οὐ τὴν σχολὴν ἐλευθέριον ἡγούμενοι καὶ τὴν ἀπονίαν, ἀλλὰ γυμνάσια καὶ θήρας καὶ δρόμους καὶ τὸ λῃστὰς ἀλέξασθαι καὶ κλῶπας ἑλεῖν καὶ βίας ἐξελέσθαι τοὺς ἀδικουμένους. Ἦσαν δὴ διὰ ταῦτα περιβόητοι
TRADUZIONE
Faustolo, porcaio di amulio, portò via dei bambini essendo rimasto nascosto a tutti. si dice che per imparare le lettere e le altre cose i fanciulli essendo stati condotti a Gabii, quante sono necessarie a uomini nobili. raccontano che questi furono chiamati Romolo e remo dalla mammella, perché furono visti prendere il latte da una Rupa. dunque l'eccellenza nei corpi, anche essendo piccoli, subito si mostrava l'indole per la grandezza e per il modo di pensare; essendo cresciuti erano tutti e due forti e coraggiosi, romolo sembrava che fosse di maggiore intelligenza ed avesse buon senso e senno politico, perciò erano amici di più alla stessa gente che a quelli di umili condizioni. rispondevano per le regole di vita e comportamenti liberali, non pensando che il tempo libero e l'assenza di fatica fossero liberi e di respingere i saccheggiatori, gli esercizi fisici, le caccie, le corse, i pirati per allontanare i furti per prendere la forza per prendere coloro che operano ingiustamente. erano famosi per queste cose.
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MORTE DI DEMOSTENE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
E avendo detto queste parole, (Demostene) ritornò alla nave; e avendo preso un rotolo(n. d. r. di papiro), poiché stava per scrivere, portò alla bocca il calamo e avendolo morso, come era solito mentre pensava e scriveva, passò così un pò tempo, poi copertosi piegò la testa. Le guardie che stavano vicino alla porta, deridendolo poiché quello si spaventava, lo chiamavano debole e vile, ma essendo giunto Archia ordinò di alzarlo, e rivolgendo le stesse parole annunciava la pace con Antipatro; già Demostene accorgendosi che il veleno era in lui e che faceva effetto, si scoprì ilvolto; e rivolgendosi ad Archia disse: Cessa di imitare (n. d. r participio predicativo)Creonte come nella tragedia e di gettare il cadavere privo di sepoltura. Avendo detto queste cose e avendo ordinato prenderlo già tremantte e barcollante mentre procedeva e superava l'altare, cadde e morì gemendo.
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PRUDENZA DI PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
''Gli Spartani irruppero, dunque, con gli alleati con un enorme esercito nell'Attica, sotto il comando del re Archidamo e, devastando la regione, avanzarono fino ad Acarne e posero gli accampamenti, sicuri che gli Ateniesi non l'avrebbero sopportato, ma avrebbero combattuto contro di loro per ira ed orgoglio. Ma a Pericle appariva pericoloso attaccar battaglia per la città stessa, contro i sessantamila opliti peloponnesii e beoti(erano tanti, infatti, quelli che avevano già fatto la prima irruzione ); calmava, poi, quelli che volevano combattere e non tolleravano ciò che stava accadendo, e diceva che se gli alberi tagliati e potati crescono rapidamente, non è facile ottenere la stessa cosa quando gli uomini sono stati uccisi ''. Traduzione n. 2 Gli Spartani irruppero dunque nell'Attica con un grande esercito insieme agli alleati, sotto il comando del re Archidamo e devastando la regione, si diressero verso Acarne e si accamparono, pensando che gli Ateniesi non lo avrebbero sopportato, ma avrebbero combattuto contro di loro per ira e per orgoglio. Ma a Pericle appariva pericoloso contro i sessantamila opliti Peloponnesiaci e Beoti - erano tanti infatti quelli che avevano fatto la prima irruzione (lett: avevano fatto irruzione la prima volta) - calmava poi quelli che volevano combattere e (quelli che volevano) attaccare battaglia in difesa della città (lett: di quella città) e che (quelli che) non tolleravano ciò che stava accadendo, dicendo che certamente gli alberi tagliati e potati crescono velocemente, invece quando gli uomini sono stati uccisi, non è facile ottenere di nuovo ciò.
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