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Αρινοη μιγνυται Φοιβος, η δε τικτει Ασκληπιον... ο Κρονιδης τον Ασκληπιον αποκτεινει. (da Apollodoro)
Apollo si congiunge ad Arsione, ella partorisce Asclepio. Alcuni dicono che Asclepio non sia stato generato da Arsione figlia di Leucippo, ma in Tessaglia da Coronide figlia di Flegis. Dicono anche che Apollo era innamorato di lei e che subito si era congiunto (con lei): dicono anche che la fanciulla rimase incinta ma fuggiva Febo ed era innamorata di Ischi. Apollo strappato il neonato dal tumulo, lo portava dal centauro Chirone, presso il centauro apprendeva crescendo imparava la medicina e la caccia. Asclepio, diventa un chirurgo e non solo impedisce agli uomini di morire, ma resuscita anche i morti. Il Cronide aveva timore della sapienza di Asclepio: ritiene che per l'arte di Asclepio gli uomini non abbiano paura della morte e lo oltraggino. Per questo timore il Cronide uccide Asclepio.
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Μαια τω Κρονιδη συνερχετο και εν αντρω της Κυλληνης Ερμην ετικτε· ουτος εν πρωτοις σπαργανοις επι του λικνου κατευδε... τας βοας αποδιδωσι.
Maia si congiungeva con il Cronide (Zeus) e nell'antro di Cillene partoriva Ermes: questi appena in fasce (nelle prime fasce) dorme in un cesto. Ermes si spogliava delle fasce e giungeva in Pieira e qui rubava le mucche del fratello Febo. Ermes portava al sicuro le mucche a Pilo e le altre le nascondeva in una spelonca, due ne sacrificava e le portava in fretta a Cillene. Febo conosceva dalla profetessa (chi era) il ladro e andava da Maia a Cillene ed incolpava Ermes del furto. Maia mostra Ermes (ancora) in fasce, ma Febo non crede a Maia e lo conduce dal Cronide. Zeus voleva che Ermes ridesse indietro le mucche, ma Ermes non voleva: alla fine Ermes portava Febo a Pilo e gli riconsegna le mucche.
(By Geppetto)
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Έν ταῖς σχολαῖς ό Αλέξανδρος, ὂτε άνίσταται, πρῶτον μέν τοῖς θεοῖς θύει, ἒπειτα δ’ἃριστον λαμβάνεται. Διά τῆς ήμέρας εις τήν κυνηγίαν έξέρχεται ἢ διδάσκει τά πολεμικά ἢ άναγιγνώσκει καί τά ἒργα τῶν ποιητῶν. Ὅταν ό Αλέξανδρος βαδίζῃ όδον μή λίαν χαλεπήν καί μή ύπό τῶν ἒργων έπείγηται, έν ᾧ πορεύεται, μανθάνει ἢ τοξεύειν ἢ έπιβαίνειν καί άποβαίνειν άμάξης έλαυνομένης. Πολλάκις τρέπεται πρός λουτρόν· ὂτε ό σκότος ἒρχεται, ἃρχεται τού δείπνου· θαυμαστή έστιν ή επιμέλεια τής τραπέζης ἳνα μηδέν άνίσως μηδ’ όλιγώρως διανέμηται· τόν δέ πότον μακρόν ύπ’ άδολεσχίας έκτείνει. Μετά τόν πότον λούεται καί καθεύδει πολλάκις μέχρις μέσης τῆς υστέρας ήμέρας, πολλάκις διημερεύει έν τῷ καθεύδειν.
Alessandro nel tempo libero, allorché si svegliava, come prima cosa fa un sacrificio agli dei, poi raggiunge il meglio. Durante la giornata esce per la caccia o studia l'arte della guerra o legge le opere dei poeti. Talora cammina lungo una strada non molto facile e non è incalzato dagli impegni in cui viene chiamato, impara o a tirare con l'arco o a salire o scendere da un carro che guida. Spesso prende un bagno: a volte cammina nel buio, ordina un pasto; è straordinaria la cura della tavola, infatti nulla viene amministrato in modo diseguale né senza attenzione; mostra loquacità in un grande simposio. Dopo un simposio si lava e spesso dorme fino al giorno seguente, spesso passa la giornata nel dormire.
(By Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
Nei tempi di riposo Alessandro, quando si alza da letto, innanzitutto faceva sacrifici agli dei, poi si prendeva la cosa migliore. Durante il giorno se ne andava a caccia o imparava l'arte della guerra o leggeva anche le opere dei poeti. Quando Alessandro percorreva una strada molto difficoltosa e non era oppresso dalle fatiche, in quella proprio procedeva, imparava o a tirare con l'arco o a salire e scendere mentre guidava il carro. Spesso si dirigeva per fare il bagno; quando faceva buio, cominciava il pranzo; straordinaria è l'attenzione della tavola affinché nulla sia diviso in modo diseguale nulla con negligenza; tirava a lungo brindisi a causa della loquacità. Dopo il simposio si lavava e e dormiva spesso fino a metà del giorno dopo, spesso passava la giornata a dormire.
(By Stuurm)
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Ο Φιλονικος ο Θεσσαλος τον Βουκεφαλον τον Ιππον δωρον... και τω Αλεξανδρω τον Βουκεφαλον διδωσι.
Il tessalo Filonico dà in dono a Filippo il Macedone il cavallo Bucefalo. Assieme a Filonico, Filippo porta il cavallo in una pianura: vuole infatti mettere alla prova il cavallo. Bucefalo è selvaggio e del tutto indomabile, non sopporta né il cavaliere né tollera la voce degli uomini di Filippo, ma si ribella (κατεξανίστημι). Filippo si infastidisce e vuole far portare via Bucefalo: ritiene infatti il cavallo violento ed intemperante. Alessandro si trova accanto a Filippo e dice: "Per inesperienza e mancanza di vigore dei tuoi (di te) servi tu perdi (ἀπόλλυμι) un cavallo bello e maestoso. Io domo Bucefalo". Alessandro si avvicina al cavallo e afferra la briglia, lo fa girare verso il sole: il cavallo infatti teme la sua ombra. In tal modo Alessandro libera Bucefalo dalla paura e lo doma con sicurezza. Filippo ammira l'abilità del figlio e regala Bucefalo ad Alessandro.
(By Geppetto)
ANALISI GRAMMATICALE
VERBI
δίδωσιν: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: δίδωμι, δώσω, ἔδωκα, δέδωκα, δέδομαι, ἐδόθην
ἄγει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: ἄγω, ἄξω, ἤγαγον, ἦχα, ἦγμαι, ἤχθην
βούλεται: indicativo presente medio-passivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: βούλομαι, βουλήσομαι, βεβούλημαι, ἐβουλήθην
δοκιμάζειν: infinito presente attivo.
Paradigma: δοκιμάζω, δοκιμάσω, ἐδοκίμασα, δεδοκίμακα, δεδοκίμασμαι, ἐδοκιμάσθην
ἐστι: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: εἰμί, ἔσομαι, ἐγενόμην, γέγονα, γεγένημαι, -
προσίεται: indicativo presente medio, 3ª persona singolare.
Paradigma: προσίημι, προσήσω, προσῆκα, προσεῖκα, προσεῖμαι, προσεῖθην
ὑπομένει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: ὑπομένω, ὑπομενῶ, ὑπέμεινα, ὑπομεμένηκα, -, -
κατεξανίσταται: indicativo presente medio, 3ª persona singolare.
Paradigma: κατεξανίστημι, κατεξαναστήσω, κατεξανέστησα, κατεξανέστηκα, -, -
δυσχεραίνει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: δυσχεραίνω, δυσχερανῶ, ἐδυσχέρανα, -, -, -
κελεύει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: κελεύω, κελεύσω, ἐκέλευσα, κεκέλευκα, κεκέλευσμαι, ἐκελεύσθην
ἀπάγειν: infinito presente attivo.
Paradigma: ἀπάγω, ἀπάξω, ἀπήγαγον, ἀпῆχα, ἀпῆγμαι, ἀπήχθην
νομίζει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: νομίζω, νομιῶ, ἐνόμισα, νενόμικα, νενόμισμαι, ἐνομίσθην
πάρεστι: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: πάρειμι, παρέσομαι, -, -, -, -
λέγει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: λέγω, ἐρῶ/λέξω, εἶπον/ἔλεξα, εἴρηκα, εἴρημαι/λέλεγμαι, ἐρρήθην/ἐλέχθην
ἀπόλλυς: indicativo presente attivo, 2ª persona singolare.
Paradigma: ἀπόλλυμι, ἀπολῶ, ἀпώλεσα, ἀπολώλεκα, -, -
δαμάζω: indicativo presente attivo, 1ª persona singolare.
Paradigma: δαμάζω, δαμάσω, ἐδάμασα, δεδάμακα, δεδάμασμαι, ἐδαμάσθην
προστρέχει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: προστρέχω, προσδραμοῦμαι, προσέδραμον, προσδεδράμηκα, -, -
παραλαμβάνει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: παραλαμβάνω, παραλήψομαι, παρέλαβον, παρείληφα, παρείλημμαι, παρελήφθην
ἐπιστρέφει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: ἐπιστρέφω, ἐπιστρέψω, ἐπέστρεψα, ἐπέστροφα, ἐπέστραμμαι, ἐπεστράφην
δείδει: indicativo perfetto attivo con valore di presente, 3ª persona singolare.
Paradigma: δείδω, δείσομαι, ἔδεισα, δέδοικα, -, -
λύει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: λύω, λύσω, ἔλυσα, λέλυκα, λέλυμαι, ἐλύθην
περιβαίνει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: περιβαίνω, περιβήσομαι, περιέβην, περιβέβηκα, -, -
θαυμάζει: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: θαυμάζω, θαυμάσομαι, ἐθαύμασα, τεθαύμακα, τεθαύμασμαι, ἐθαυμάσθην
δίδωσι: indicativo presente attivo, 3ª persona singolare.
Paradigma: δίδωμι, δώσω, ἔдωκα, δέδωκα, δέδομαι, ἐδόθην
NOMI
Φιλόνικος: nominativo maschile singolare (Φιλόνικος, -ου, ὁ).
Θεσσαλὸς: nominativo maschile singolare (Θεσσαλός, -οῦ, ὁ).
Βουκέφαλον: accusativo maschile singolare (Βουκέφαλος, -ου, ὁ).
ἵππον: accusativo maschile singolare (ἵππος, -ου, ὁ).
δῶρον: accusativo neutro singolare (δῶρον, -ου, τό).
Φιλίππῳ: dativo maschile singolare (Φίλιππος, -ου, ὁ).
Μακεδονίῳ: dativo maschile singolare (Μακεδών, -όνος, ὁ).
Φίλιππος: nominativo maschile singolare (Φίλιππος, -ου, ὁ).
Φιλονίκου: genitivo maschile singolare (Φιλόνικος, -ου, ὁ).
πεδίον: accusativo neutro singolare (πεδίον, -ου, τό).
Βουκέφαλος: nominativo maschile singolare (Βουκέφαλος, -ου, ὁ).
ἀναβάτην: accusativo maschile singolare (ἀναβάτης, -ου, ὁ).
φωνὴν: accusativo femminile singolare (φωνή, -ῆς, ἡ).
ἀνθρώπων: genitivo maschile plurale (ἄνθρωπος, -ου, ὁ).
Φιλίпπου: genitivo maschile singolare (Φίλιππος, -ου, ὁ).
Ἀλέξανδρος: nominativo maschile singolare (Ἀλέξανδρος, -ου, ὁ).
ἀπειρίαν: accusativo femminile singolare (ἀπειρία, -ας, ἡ).
μαλακίαν: accusativo femminile singolare (μαλακία, -ας, ἡ).
δούλων: genitivo maschile plurale (δοῦλος, -ου, ὁ).
ἵππῳ: dativo maschile singolare (ἵππος, -ου, ὁ).
ἡνίαν: accusativo femminile singolare (ἡνία, -ας, ἡ).
ἥλιον: accusativo maschile singolare (ἥλιος, -ου, ὁ).
ἵпπος: nominativo maschile singolare (ἵππος, -ου, ὁ).
σκιὰν: accusativo femminile singolare (σκιά, -ᾶς, ἡ).
φόβου: genitivo maschile singolare (φόβος, -ου, ὁ).
σοφίαν: accusativo femminile singolare (σοφία, -ας, ἡ).
υἱοῦ: genitivo maschile singolare (υἱός, -οῦ, ὁ).
Ἀλεξάνδρῳ: dativo maschile singolare (Ἀλέξανδρος, -ου, ὁ).
AGGETTIVI
χαλεπὸς: nominativo maschile singolare (χαλεπός, -ή, -όν).
δύσχρηστος: nominativo maschile singolare (δύσχρηστος, -ον).
ἄγριον: accusativo maschile singolare (ἄγριος, -α, -ον).
ἀκόλαστον: accusativo maschile singolare (ἀκόλαστος, -ον).
καλὸν: accusativo maschile singolare (καλός, -ή, -όν).
ἀγαθὸν: accusativo maschile singolare (ἀγαθός, -ή, -όν).
ALTRE FORME GRAMMATICALI
σου: pronome personale, genitivo singolare.
Ἐγὼ: pronome personale, nominativo singolare.
αὐτοῦ: pronome personale, genitivo singolare maschile.
μετὰ: preposizione genitivo.
εἰς: preposizione accusativo.
πρὸς: preposizione accusativo.
Διὰ: preposizione accusativo.
ἐκ: preposizione genitivo.
γὰρ: congiunzione.
δὲ: congiunzione.
καὶ: congiunzione.
οὔτε... οὔτε: congiunzioni.
ἀλλὰ: congiunzione.
κομιδῇ: avverbio.
Οὕτως: avverbio.
ἀσφαλῶς: avverbio.
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Πλουσιος βυρσοδεψη παρωκιζετο και δια την δυσωδιαν αει αυτω ελεγε· "Εγω την δυσωδιαν σου ου διναμαι φερειν· μεταβαινε... Ο μυθος δεικνυσιν οτι η συνηθεια και τα δυσχεραινομενα καταπραυνει.
Un ricco andava ad abitare vicino ad un conciapelli e, a causa del cattivo odore, gli diceva sempre: "Io non riesco a sopportare il tuo cattivo odore: vattene in un altro posto e propina ad altri una vita puzzolente. Quello rispondeva sempre che se ne andava via e diceva: "Non adirarti, ma sopporta ancora per poco il cattivo odore: sto cercando un'altra casa e fra poco tempo me ne vado". Tutto questo si ripete e frattanto il tempo passa: il ricco a poco a poco si assuefa al cattivo odore e non si lamenta più. Il racconto dimostra che l'abitudine calma ciò che reca fastidio.
(By Geppetto)