- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Un contadino sta per lasciare la vita e vuole che i figli facciano conoscenza dell'agricoltura: dice allora ai figli: "Figli miei, io sono ormai alla fine della vita ma vi lascio un tesoro nella nostra vigna di buon animo vi lascio un tesoro, scavate e lo troverete facilmente. I figli dopo la sua morte scavano tutta la terra della vigna, ma non s'imbattono nel tesoro ma la vigna scavata bene produce molteplici frutti. La favola dimostra che il lavoro è un tesoro per gli uomini
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Δια στενης πορειας οδευει Ερμης. Ο δε βλεπει επι γης ροιαν και βουλεται συντριβειν·... αιτια βλαβες και πενιας εισιν."
Ermes procedeva per un angusto viaggio. Egli vede sulla terra un melograno (ῥόα -ας, ) e vuole ridurlo in pezzi. Ermes colpisce il melograno con un bastone ma il melograno diventa doppio. Ermes si irrita e cammina sul melograno e lo compisce violentemente, ma il melograno si ingrandisce e sbarra il cammino per i colpi. Ma Ermes scaglia il bastone e si mette vicino al melograno. All'improvviso appare Atena e dice ad Ermes: "Poni fine all'ira o Ermes; il melograno è una che ama vincere (è competitiva), se è senza battaglia o senza soldati abbandona la contesa, è la semplicità, se invece è nelle battaglie e nelle imprese belliche si esalta (cresce). Le battaglie sono per i cittadini causa di danno e di miseria.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Μετα τον θανατον ο Ηρακλης εγιγνετο ισοθεος και εξενιζετο παρα τον Κρονιδην·... αλλα πονηρου τον τροπον.
Dopo la morte Eracle diventava uguale agli dei e veniva accolto dal Cronide: Eracle salutava con gioia (ἀσπάζομαι) ciascuno degli dei con cortesia. Quando per ultimo si presentava Pluto, Eracle volgeva lo sguardo verso terra e si voltava all'indietro. Il Cronide si meravigliava dell'accaduto e gli chiedeva il motivo dell'ostilità e diceva: "Perché saluti con gioia gli altri dei e guardi di traverso Pluto?". Eracle rispondeva: "Per questo lo guardo di traverso, perché, quando ero tra gli uomini, vedevo Pluto sempre con i malvagi". Il racconto sarebbe diretto ad un uomo ricco per sorte, ma malvagio d'animo.
(By Geppetto)
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Διογενης ο φιλοσοφος γιγνομενος κατα σφοδρον ποταμον ιστατο προς τη ακτη και εν απορια ην... αλλα αλογιστιας δοξαν οφλισκανουσι.
Il filosofo Diogene, trovandosi presso un fiume impetuoso, era fermo sulla sponda ed era nello sconforto. Un uomo dei traghettatori (di quelli che sono soliti traghettare) vede il filosofo ed avvicinatosi a lui, con piacere lo traghetta. Il filosofo, lamentandosi della propria povertà, si doleva perché non poteva contraccambiare il benefattore. Nel momento in cui Diogene aveva in mente (νοῦς - οῦ) queste cose, quello, vedendo un altro viaggiatore, gli si avvicinava e lo traghettava. E il filosofo, avvicinatosi a lui, diceva: "Ma allora io non ti devo riconoscenza per quello fatto da te: vedo infatti che tu lo fai non per principio, ma per malattia". Il racconto comprova che gli inetti che diventano benefattori sono valutati non un utile servizio, ma per sconsideratezza.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Mathesis - Versioni greco tradotte
- Visite: 6
Λεων ελανθανε εισερχομενος εις γεωργου επαυλον... εικοτως υπομενουσι τας εξ αυτων πλημμελειας. (da Esopo)
Un leone, entrato nella stalla di un contadino, vi restava nascosto. Il contadino, per cercare di catturarlo, serrava la porta del cortile e diceva: "Adesso sei mio, leone! Io voglio ucciderti e vendere la tua pelle". Il leone, senza darsi cura delle parole del contadino ed incapace di uscire, per prima cosa uccideva dei capi di bestiame, poi si dirigeva verso le altre bestie. Il contadino si impauriva ed apriva (ἀνοίγω) la porta. Allontanatosi il leone, la moglie del contadino lo stava a guardare compatendolo e diceva: "Sapevi di essere impotente ed ora patisci giustamente (cose giuste): infatti perché volevi rinchiudere chi si deve tenere lontano?". Allo stesso modo quelli che provocano i più forti giustamente subiscono i loro torti.
(By Geppetto)