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Ανθρωπω κυνιδιον Μελιταιον και ονος ησαν· ο μεν ανθρωπος και αει τω κυνιδιω προσεπαιζε και παντι τροπω εχαριζεν... Ο μυθος δηλοει οτι ου παντες εις παντα ικανοι εισιν.
Un uomo aveva ** un cagnolino maltese ed un asino. L'uomo spesso giocava col cagnolino dandogli anche ogni genere di cibo, il cagnolino, ottenendo benefici (χάρις -ιτος) dall'uomo, scodinzolava e gli saltellava intorno. L'asino, osservando tutto ciò, si diceva: "Il padrone dà al cagnolino tante cose buone perché scodinzola e saltella: io voglio fare queste cose e così il padrone anche a me darà di buon grado cose buone". L'asino, volendo queste cose, andava di corsa verso il padrone, ma nel saltare gli pestava un piede. Il padrone si impauriva (prendeva paura) e ai servitori ordinava di bastonare l'asino e di portarlo via e di legarlo alla mangiatoia. L'asino diceva: "Subisco per cose giuste: volevo fare cose che non sono compiti degli asini". Il racconto dimostra che non tutti sono capaci di tutto.
(By Geppetto)
** Dativo di possesso
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Λυκοι τα προβατα αρπαζειv εβουλοντο αλλα οι κυνες αυτα εφυλαττον· οι δε λυκοι δολω λαμβανει τα προβατα επειραζον και πρεσβευτας αυτοις εστελλον... οτι τοις ακαταλλακτοις εχθροις πειθεται.
Dei lupi volevano aggredire le pecore, ma i cani le proteggevano; i lupi cercavano di prenderle con un trucco e mandavano loro degli ambasciatori. Gli ambasciatori dicevano alle pecore: "Noi lupi vogliamo trattate la pace con voi: la guerra non è vantaggiosa né per i lupi, né per le pecore. Se volete la pace, mandate via i cani e consegnateli (ἐνδίδωμι) a noi". Le pecore stolte si lasciavano convincere dalle parole dei lupi, ma un vecchio capro diceva: "Io non mi fido di voi: non è infatti idoneo per me andare al pascolo senza pericolo neppure quando i cani mi proteggono". Il racconto dimostra che il saggio non si priva della sua sicurezza per il fatto che viene convinto da inconciliabili nemici.
(By Geppetto)
Ulteriore proposta di traduzione
I lupi volevano rapire le pecore, ma i cani le sorvegliavano; i lupi con un inganno tentavano di prendere le pecore e mandavano ambasciatori a loro. Gli ambasciatori dicevano alle pecore: "Noi lupi desideriamo mantenere la pace con voi; la guerra infatti non è utile né ai lupi né alle pecore. Se volete la pace, eliminate i cani e rimettete voi stessi a noi". Le stolte pecore si persuadevano alle parole dei lupi, ma un vecchio caprone diceva: "Io non vi credo; non mi è infatti possibile andare al pascolo senza pericolo neppure che i cani mi sorvegliano". La favola dimostra che il saggio non si priva dell'incolumità poiché da retta a irriconciliabili nemici.
(byStuurm)
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Οι βατραχοι λυπουμενοι επι τη αναρχια πρεσβεις επεμπον προς τον Δια δεομενοι βασιλεα αυτοις διδοναι. Ο δε γιγνωσκων την ευηθειαν των βατραχων ξυλον εις την λιμην καθιει Και οι βατραχοι, το μεν πρωτον καταπληττομενοι τον ψοφον, εις την βαθειαν λιμνη ενδυονται. Υστερον δε, ως ακινητον ην το ξυλον, αναδυομενοι και καταφρονευμενοι το νεου βασιλεως τω ξυλω επεβαινον. Αναζιοπαθουντες δε βραδυν εχειν βασιλαια ηκον παλιν προς τον Δια και τον των θεων πατερα παρεκαλουν αλλασσειν αυτοις τον αρχοντα. Ελεγον γαρ τον πρωτον λιαν ειναι νωχελη. Και ο Ζευς αγανακτων τοις βατραχοις υδρον επεμπε ινα οι βατραχοι συλλαμβανομενοι υπο του υδρου κατεσθιοιντο. Ο λογος δηλοι οτι αγαθον μεν εστι νωθεις και μη πονηρους εχειν αρχοντας, κακον δε παρακτιους και κακουργους.
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Εν τω της Αφροδιτης ιερω εν Αραδω τη νησω Καλλιροη η κορη τη θεα αντικρυ πρωτον μεν σιωπη δακρυει, επειτα δ' ονειδιζει τη θεα...Ταυτα Καλλιροη η κορη τη θεα λεγει ανελπιστος. (da Caritone)
Nel tempio di Afrodite, nell'isola di Arado, la fanciulla Calliroe piange in silenzio di fronte alla dea, poi biasima la dea per la cattiva sorte e dice: "Invece che in Sicilia io mi trovo nella piccola isola di Arado e non ho un amico. Soffro ogni genere di cose terribili: le mie brutte, o Afrodite, mi bastano. Fin a quando mi porterai avversione? Se è manifesta la tua indignazione per la mia bellezza, questa è causa della mia disgrazia. Ora divento anche parte delle tue cose peggiori nell'avversità. Fra le tue cose malvagie c'era anche la benevolente Babilonia: lì mi si offriva l'amore di Cherea, ma qui sono sola; tutti sono stranieri, tutti incivili rancorosi. Tu, mia signora, portami soccorso e mostrami se Cherea è ancora vivo". Queste le cose che dice alla dea la disperata Calliroe.
(By Geppetto)
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Δια καρτεριαν καλαμος και ελαια εριζουσιν. Ο δε καλαμος ονειδιζεται υπο της ελαιας· ... μη ανθιστανται αλλα υποκλινονται. (da Esopo)
La canna e l'olivo litigavano per la resistenza/fermezza. La canna, veniva biasimata dall'ulivo; Essa dice alla canna: "Tu sei debole e facilmente ti pieghi con i venti. Io invece sono salda/forte e non cedo alla forza dei venti". La canna ascolta in silenzio l'arroganza dell'ulivo e non si difende. Dopo poco tempo un vento soffia vigoroso, la canna viene scossa e piegata dai venti e così si salva; ma l'ulivo resiste ai venti e si spezza per la violenza. La favola dimostra che gli uomini saggi non si oppongono ma si sottomettono.