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CESARE CATTURATO DAI PIRATI PARTE I-PARTE II VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TESTO GRECO E TRADUZIONE
Πρῶτον μὲν οὖν αἰτηθεὶς ὑπ' αὐτῶν λύτρα εἴκοσι τάλαντα, κατεγέλασεν ὡς οὐκ εἰδότων ὃν ᾑρήκοιεν, αὐτὸς δ' ὡμολόγησε πεντήκοντα δώσειν· ἔπειτα τῶν περὶ αὐτὸν ἄλλον εἰς ἄλλην διαπέμψας πόλιν ἐπὶ τὸν τῶν χρημάτων πορισμόν, ἐν ἀνθρώποις φονικωτάτοις Κίλιξι μεθ' ἑνὸς φίλου καὶ δυοῖν ἀκολούθοιν ἀπολελειμμένος, οὕτω καταφρονητικῶς εἶχεν, ὥστε πέμπων ὁσάκις ἀναπαύοιτο προσέταττεν αὐτοῖς σιωπᾶν. ἡμέραις δὲ τεσσαράκοντα δυεῖν δεούσαις, ὥσπερ οὐ φρουρούμενος ἀλλὰ δορυφορούμενος ὑπ' αὐτῶν, ἐπὶ πολλῆς ἀδείας συνέπαιζε καὶ συνεγυμνάζετο, καὶ ποιήματα γράφων καὶ λόγους τινὰς ἀκροαταῖς ἐκείνοις ἐχρῆτο, καὶ τοὺς μὴ θαυμάζοντας ἄντικρυς ἀπαιδεύτους καὶ βαρβάρους ἀπεκάλει, καὶ σὺν γέλωτι πολλάκις ἠπείλησε κρεμᾶν αὐτούς· οἱ δ' ἔχαιρον, ἀφελείᾳ τινὶ καὶ παιδιᾷ τὴν παρρησίαν ταύτην νέμοντες. ὡς δ' ἧκον ἐκ Μιλήτου τὰ λύτρα καὶ δοὺς ἀφείθη, πλοῖα πληρώσας εὐθὺς ἐκ τοῦ Μιλησίων λιμένος ἐπὶ τοὺς λῃστὰς ἀνήγετο, καὶ καταλαβὼν ἔτι πρὸς τῇ νήσῳ ναυλοχοῦντας, ἐκράτησε τῶν πλείστων. καὶ τὰ μὲν χρήματα λείαν ἐποιήσατο, τοὺς δ' ἄνδρας ἐν Περγάμῳ καταθέμενος εἰς τὸ δεσμωτήριον, αὐτὸς ἐπορεύθη πρὸς τὸν διέποντα τὴν Ἀσίαν Ἴουγκον, ὡς ἐκείνῳ προσῆκον ὄντι στρατηγῷ κολάσαι τοὺς ἑαλωκότας. ἐκείνου δὲ καὶ τοῖς χρήμασιν ἐποφθαλμιῶντος (ἦν γὰρ οὐκ ὀλίγα), καὶ περὶ τῶν αἰχμαλώτων σκέψεσθαι φάσκοντος ἐπὶ σχολῆς, χαίρειν ἐάσας αὐτὸν ὁ Καῖσαρ εἰς Πέργαμον ᾤχετο, καὶ προαγαγὼν τοὺς λῃστὰς ἅπαντας ἀνεσταύρωσεν, ὥσπερ αὐτοῖς δοκῶν παίζειν ἐν τῇ νήσῳ προειρήκει πολλάκις.
TRADUZIONE Cesare catturato dai pirati PARTE I
Cesare, mentre da giovane navigava alla volta dell’Asia, fu catturato dai pirati, che allora infestavano tutti i mari. Essendo stato liberato grazie al denaro pubblico delle città della sua provincia, riunita una piccola flotta, benché improvvisata, di notte volse la rotta lì dove vi erano gli stessi predoni e mise in fuga una parte della loro flotta, una parte la affondò, e catturò diverse navi e molti uomini. Quindi contento per il trionfo di quella spedizione notturna ritornò dai suoi e, consegnati i prigionieri in custodia di fidatissimi, proseguì in Bitinia dal proconsole – la stessa persona infatti amministrava l'Asia e quella provincia - con l'intenzione di chiedergli di infliggere la pena di morte ai pirati, che aveva catturato. Avendo quello negato che lo avrebbe fatto, ma avendo affermato che li avrebbe venduti, Cesare ritornò al mare con incredibile rapidità e lui stesso crocifisse tutti i pirati.
Cesare catturato dai pirati PARTE II
All’inizio, dunque, quando venne chiesto da parte loro un riscatto di 20 talenti, ne rise, poiché non capivano chi avessero catturato, ed egli promise che ne avrebbe dati 50; in seguito, inviati gli uomini del suo seguito chi in una città chi in un’altra per procurarsi le ricchezze, rimasto tra le rozzissime genti cilicie con un amico e due consiglieri, si comportava tanto altezzosamente che, ogni qual volta andava a riposare, ordinava loro di tacere inviando un servo. Poi, trascorsi i 40 giorni mancanti, quasi non fosse sorvegliato ma piuttosto protetto da loro, con molta sfrontatezza faceva ginnastica e scherzava con loro; scrivendo poi poesie e discorsi, li faceva loro ascoltare e definiva barbari ed incolti quelli che non li apprezzavano, e spesso mettendosi a ridere minacciò di impiccarli; i pirati, poi, erano contenti di avere questo tipo di conversazione franca, con semplicità ed educazione. Quando dunque giunsero da Mileto i soldi del riscatto e poté ripartire dopo averli consegnati, una volta compiuto il viaggio per mare, immediatamente tornò verso i pirati dal porto di Mileto; assalite le barche di guardia tutt’attorno all’isola, ne catturò la maggior parte. Fece razzia delle loro ricchezze e impalò tutti gli uomini, come aveva preannunciato loro sull’isola, quando sembrava che scherzasse.
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TEMISTOCLE CONVINCE GLI ATENIESI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
TRADUZIONE
Non riuscendo Temistocle a persuadere il popolo con gli argomenti umani, montata una messinscena come (si fa) in una tragedia, presentò loro dei prodigi divini, assumendo come prodigio anzitutto quello del serpente, che pare fosse scomparso in quei giorni dal recinto sacro, e i sacerdoti, trovando intatte le offerte a lui quotidianamente consacrate, (lo) riferirono alla gente, mentre Temistocle dava loro da credere la storia che la dèa (Atena) avesse abbandonato la città guidandoli verso il mare; e una seconda volta convinse il popolo con un responso oracolare, dicendo che le "mura di legno altro non indicavano che le navi: appunto perciò il dio chiamava Salamina "divina", non "terribile" né "sventurata", perché era destinata a diventare per i Greci sinonimo di grande fortuna. E quand’ebbe avuto la meglio con la (sua) opinione, fece votare un decreto, (che diceva) che la città veniva affidata ad Atena, la patrona degli Ateniesi, e che tutti coloro che erano in età (da combattimento) s’imbarcassero sulle triremi.
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NON VITE MA BIOGRAFIE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Scrivendo in questo libro la vita del re Alessandro e quella di Cesare, dal quale è fatta cessare quella di Pompeo, a causa della moltitudine di cose che ho a disposizione, non spiegherò prima altro o mi allontanerò da quelli che conosco bene, che non me ne vogliano se riferisco non ogni cosa, né in modo dettagliato nei particolari qualcuna delle azioni piu celebri, ma il piu possibile sintetizzando. Infatti non scrivo storie ma vite, ne vi è esclusivamente nei fatti piu famosi interpretazioni di virtù o malvagità, ma spesso la realtà mediocre e la parola e un qualche passatempo rendono il personaggio piu di battaglie con innumerevoli morti, schieramenti piu grandi, e assedi della città. Come dunque i pittori ricavano le somiglianze dal viso e dal tipo di aspetto grazie ai quali si vede il personaggio, minimamente considerando le restanti parti, così bisogna concedere a noi di entrare di piu nella mente e attraverso queta descrivere la vita di ciascuno, lasciando agli altri le grandi assemblee.
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Alcibiade un uomo mutevole come un camaleonte
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Sapheneia
Ἦν γὰρ ὥς φασι μία δεινότης αὕτη τῶν πολλῶν ἐν αὐτῷ καὶ μηχανὴ θήρας ἀνθρώπων, συνεξομοιοῦσθαι καὶ συνομοπαθεῖν τοῖς ἐπιτηδεύμασι καὶ ταῖς διαίταις, ὀξυτέρας τρεπομένῳ τροπὰς τοῦ χαμαιλέοντος. Πλὴν ἐκεῖνος μὲν ὡς λέγεται πρὸς ἓν ἐξαδυνατεῖ χρῶμα τὸ λευκὸν ἀφομοιοῦν ἑαυτόν· Ἀλκιβιάδῃ δὲ διὰ χρηστῶν ἰόντι καὶ πονηρῶν ὁμοίως οὐδὲν ἦν ἀμίμητον οὐδ' ἀνεπιτήδευτον, ἀλλ' ἐν Σπάρτῃ γυμναστικός, εὐτελής, σκυθρωπός, ἐν Ἰωνίᾳ χλιδανός, ἐπιτερπής, ῥᾴθυμος, ἐν Θράκῃ μεθυστικός, ἱππαστικός, Τισσαφέρνῃ δὲ τῷ σατράπῃ συνὼν ὑπερέβαλλεν ὄγκῳ καὶ πολυτελείᾳ τὴν Περσικὴν μεγαλοπρέπειαν, οὐχ αὑτὸν ἐξιστὰς οὕτω ῥᾳδίως εἰς ἕτερον ἐξ ἑτέρου τρόπον, οὐδὲ πᾶσαν δεχόμενος τῷ ἤθει μεταβολήν, ἀλλ' ὅτι τῇ φύσει χρώμενος ἔμελλε λυπεῖν τοὺς ἐντυγχάνοντας, εἰς πᾶν ἀεὶ τὸ πρόσφορον ἐκείνοις σχῆμα καὶ πλάσμα κατεδύετο καὶ κατέφευγεν.
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CAIO POPILIO E ANTIOCO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti - pagina 263 numero 7. 29
TRADUZIONE
Caio Popillio fu mandato da Antioco portando una lettera da parte del senato, che ordinava di condurre via l'esercito dall'Egitto e di non impadronirsi del regno essendo i figli di Tolomeo orfani; avendo Antioco salutato amichevolmente da lontano colui che si avvicinava attraverso l'accampamento, ma non avendo salutato a sua volta, gli consegnò la tavoletta; avendo letto (Antioco)disse che dopo avrebbe deciso e dato una risposta; così Popillio disegnò con la verga un cerchio attorno a lui, dicendo: "Dunque stando qui, rifletti e rispondi".