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SELEUCO E IL CONTADINO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro I Greci e noi
TRADUZIONE da i greci e noi
mondo greco e le ragioni del greco
Seleuco il glorioso avendo abbandonato nella battaglia contro i Galli tutto l'esercito e il potere egli stesso essendosi strappato via di dosso la corno reale e essndo fuggito a cavallo con tre o quattro vagando già da lungo tempo e vedendo per il bisogno si avvicinò ad una piccola fattoria e trovando il padrone gli chiese pane ed acqua. Ed egli dando sia queste cose sia quanto di altre ebbe nel campo in abbondanza ed essendo stato gentile riconobbe il volto del re, e essendo divenuto oltremodo lieto per l'evento fortunato non si trattenne né menti insieme al re che voleva nascondersi, ma fno alla srada avendolo mandato condedandolo disse: "abbia tubona salute o reSeleuco". Quello avendo teso la mano destra ad esso e abbracciandolo come per amarlo si protese a tagliare con un coltello di quelli per se il collo dell'uomo.
Traduzione da altro libro testo greco diverso da quello dei greci e noi
Seleuco il callinico nella battaglia contro i Galati, perduto l'esercito e la forza, lui stesso tolto il diadema e fuggito con un cavallo insieme a 3 o 4, per molto tempo avgando e cedendo alla stanchezza giunse in un campo e trovato lo stesso padrone chiese e pane e acqua. Questi dando generosamente sia queste cose sia quanto di altro possedeva nel campo, e comportandosi amabilmente, riconobbe il volto del re, ed essendo pieno di gioia, non approfittò della fortuna, ne' mentì al sovrano che voleva nascondersi ma accompagnandolo alla strada disse: "Stai bene, o Re Seleuco ". e quello tirandgli la mano destra e attirandolo a se', come per abbracciarlo, fece cenno ad uno di quelli che erano con lui di tagliare la testa con la spada.
TRADUZIONE n. 3
da le ragioni del greco
Seleuco il Callinico, poiché aveva perso nella battaglia presso il Galate tutto l'esericito e la forza, dopo aver gettato la corona e dopo essere fuggito a cavallo con tre o quattro, quando già vagava molto e per necessità cedendo giunse in una piccola fattoria e dopo aver incontrato il suo padrone, chiese pane ed acqua. Costui sia queste cose sia quante delle altre che aveva nel campo generosamente dando e mostrandosi amico conobbe il viso del re, ed essendo molto contento della circostanza, non trattenne x sè ne' finse al re di volersi nascondere, ma dopo averlo accompagnato fu sul cammino e, congedandosi, disse: -"Addio, o re Seleuco!"-. E quello, dopo che gli tese la mano destra ed abbracciandolo come se gli fosse stato amico, fece segno ad uno di quelli che erano con lui ordinò di tagliare con la spada il collo dell'uomo.
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SELEUCO E IL CONTADINO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Mondo Greco
TRADUZIONE da i greci e noi
mondo greco e le ragioni del greco
Seleuco il glorioso avendo abbandonato nella battaglia contro i Galli tutto l'esercito e il potere egli stesso essendosi strappato via di dosso la corno reale e essndo fuggito a cavallo con tre o quattro vagando già da lungo tempo e vedendo per il bisogno si avvicinò ad una piccola fattoria e trovando il padrone gli chiese pane ed acqua. Ed egli dando sia queste cose sia quanto di altre ebbe nel campo in abbondanza ed essendo stato gentile riconobbe il volto del re, e essendo divenuto oltremodo lieto per l'evento fortunato non si trattenne né menti insieme al re che voleva nascondersi, ma fno alla srada avendolo mandato condedandolo disse: "abbia tubona salute o reSeleuco". Quello avendo teso la mano destra ad esso e abbracciandolo come per amarlo si protese a tagliare con un coltello di quelli per se il collo dell'uomo.
Traduzione da altro libro testo greco diverso da quello dei greci e noi
Seleuco il callinico nella battaglia contro i Galati, perduto l'esercito e la forza, lui stesso tolto il diadema e fuggito con un cavallo insieme a 3 o 4, per molto tempo avgando e cedendo alla stanchezza giunse in un campo e trovato lo stesso padrone chiese e pane e acqua. Questi dando generosamente sia queste cose sia quanto di altro possedeva nel campo, e comportandosi amabilmente, riconobbe il volto del re, ed essendo pieno di gioia, non approfittò della fortuna, ne' mentì al sovrano che voleva nascondersi ma accompagnandolo alla strada disse: "Stai bene, o Re Seleuco ". e quello tirandgli la mano destra e attirandolo a se', come per abbracciarlo, fece cenno ad uno di quelli che erano con lui di tagliare la testa con la spada.
TRADUZIONE n. 3
da le ragioni del greco
Seleuco il Callinico, poiché aveva perso nella battaglia presso il Galate tutto l'esericito e la forza, dopo aver gettato la corona e dopo essere fuggito a cavallo con tre o quattro, quando già vagava molto e per necessità cedendo giunse in una piccola fattoria e dopo aver incontrato il suo padrone, chiese pane ed acqua. Costui sia queste cose sia quante delle altre che aveva nel campo generosamente dando e mostrandosi amico conobbe il viso del re, ed essendo molto contento della circostanza, non trattenne x sè ne' finse al re di volersi nascondere, ma dopo averlo accompagnato fu sul cammino e, congedandosi, disse: -"Addio, o re Seleuco!"-. E quello, dopo che gli tese la mano destra ed abbracciandolo come se gli fosse stato amico, fece segno ad uno di quelli che erano con lui ordinò di tagliare con la spada il collo dell'uomo.
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SERENITA' DI SENOFONTE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
TRADUZIONE
Avendo gli Ateniesi deciso di accorrere in aituo agli spartani che combattevano contro i tebani, Senofonte inviò i figlio Diodoro eGrullo affinché facessero una spedizione militare a favore degli spartani. E infatti erano stati educati proprio li a Sparta. Dunque mentre Diodoro, non avendo conseguito nessuna azione illustre sfugge alla battaglia a Mantinea, invece Grullo avendo combattuto con forza nella battaglia morì. Dicono che allora Senofonte che era incoronato sacrificasse, essendo la morte del figlio annunciata a lui, essendosi tolto la corona (dicono che) chiedesse in quale maniera egli morì (era morto). Essendo fortemente il migliore e avendo sconfitto molti fra i nemici, Senofonte portò a compimento (celebrò) il sacrificio esensosi separato per breve tempo completamente e avendo trattenuto il doloro dal pensiero e essendosi messo di nuovo la corona. Alcuni dico che egli nemmeno pianse ma disse soltanto “sapevo che egli era nato mortale".
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SILLA IMPARTISCE A CRASSO UNA LEZIONE DI CORAGGIO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Sophia
Ἐπεὶ δὲ διαβὰς εἰς Ἰταλίαν ὁ Σύλλας πάντας ἐβούλετο τοὺς σὺν αὐτῷ νέους ἔχειν συνεργούς, καὶ πρὸς ἄλλην ἄλλον ἔταττε πρᾶξιν, ἀποστελλόμενος εἰς Μαρσοὺς ἐπὶ στρατιὰν ὁ Κράσσος, ᾔτει φύλακας· ἡ γὰρ πάροδος ἦν παρὰ τοὺς πολεμίους. Εἰπόντος δὲ τοῦ Σύλλα σὺν ὀργῇ καὶ σφοδρῶς πρὸς αὐτόν· « δίδωμί σοι φύλακας τὸν πατέρα, τὸν ἀδελφόν, τοὺς φίλους, τοὺς συγγενεῖς, ὧν παρανόμως καὶ ἀδίκως ἀναιρεθέντων ἐγὼ μετέρχομαι τοὺς φονεῖς, » οὕτω παθών τι καὶ παροξυνθεὶς ὁ Κράσσος εὐθὺς ἐξῆλθε, καὶ διὰ τῶν πολεμίων ὠσάμενος εὐρώστως, δύναμίν τε συχνὴν ἤθροισε, καὶ πρόθυμον αὑτὸν ἐν τοῖς ἀγῶσι τῷ Σύλλᾳ παρεῖχεν.
TRADUZIONE
Quando Siila passò in Italia, volendo ottenere la collaborazione di tutti i giovani che si trovavano con lui, affidava a ciascuno particolari incarichi; a Grasso diede l'incarico di arruolare un esercito nella regione dei Marsi, e questi chiese una guardia del corpo, dato che si poteva giungere in quella zona solo passando per regioni nemiche. Siila, adiratosi, gli disse con violenza: «Ti do come guardia del corpo tuo padre, tuo fratello, i tuoi parenti e amici che sono stati ingiustamente e illegalmente uccisi, dei quali io perseguito gli uccisori». Colpito in tal modo, Crasso, furente partì subito e dopo essere passato animosamente fra i nemici raccolse un grosso esercito e si dimostrà poi nelle battaglie molto legato a Silla.
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SINGOLARE DUELLO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Klimax
testo greco: Αλέξανδροσ δέ τήν εντόσ τού Ευφράτου...
...Ταύτα μέν ούν Ερατοσθένησ ιστόρηκε.
TRADUZIONE
Alessandro avendo conquistato tutta la parte al di la dell'Eufrate, andava da Dario, scendendocon centinaia di migliaia dell'esercito. Ma qualcuno gli indica tra i compagni, poiché il fatto era degno di riso, quelliche sherzavano delle due parti in cui li aveva divisi, dei quali ciascuno era uno stratego e condottiero, Alessandro, sebbeneDario fosse chiamato da questo; mentre stava cominciando a ingaggiare per le terre una guerra gli uni contro gli altri, quindi nelle battaglie, a stimolare l'esito positivo con la lotta e fino alle pietre e ai legni, essendo diventati moltie difficili da placare. Sentendo queste cose comandò gli stessi di combattere solo contro i comandanti, e lo stesso fece Alessandro, mentre Filota combatteva Dario, Lo stratego osservava, in qualche presagio coloro che stavano per compiere l'impresa. Essendo diventata la battaglia dura, vinse l'esultante Alessandro, e prese come dono 12 villaggi e che usò per la produzione di abbigliamento persiano. Eratostene ha narrato certamente di queste cose.
traduzione n. 2 altro utente
Impadronitosi di tutti i territori al di qua dell'Eufrate, Alessandro mosse contro Dario, il quale pure andava ad affrontarlo con un milione di uomini. Durante la marcia uno dei suoi compagni gli riferì che gli addetti ai servizi, per divertimento, si erano divisi in due schiere, mettendo a capo di ciascuna due finti generali a cui avevano dato rispettivamente i nomi di Alessandro e di Dario, e che i soldati dopo essersi lanciati delle zolle di terra avevano cominciato a prendersi a pugni, finché, scaldatisi sul serio, avevano messo mano a sassi e randelli con una tale foga che c'era voluta non poca fatica per separarli. Alessandro allora ordinò che i due caporioni si battessero, da soli, in un duello e lui stesso armò il finto Alessandro, mentre Pilota faceva altrettanto col finto Dario. Lo scontro, a cui assistette l'intero esercito, fu molto violento e l'esito venne interpretato come un buon auspicio per il futuro: vinse infatti quello ch'era stato chiamato Alessandro e si ebbe in premio dal re dodici villaggi e il privilegio di indossare la stola persiana. L'episodio è riportato da Eratostene nella sua Storia.