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ALL'INDOMANI DELLA MORTE DI CESARE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
Κατειργασμένου δὲ τοῦ ἀνδρός, ἡ μὲν γερουσία, καίπερ εἰς μέσον Βρούτου ελθόντος ὥς τι περὶ τῶν πεπραγμένων ἐροῦντος, οὐκ ἀνασχομένη διὰ θυρῶν ἐξέπιπτε καὶ φεύγουσα κατέπλησε ταραχῆς καὶ δέους ἀπόρου τὸν δῆμον, ὥστε τοὺς μὲν οἰκίας κλείειν, τοὺς δ’ ἀπολείπειν τραπέζας καὶ χρηματιστήρια, δρόμῳ δὲ χωρεῖν τοὺς μὲν ἐπὶ τὸν τόπον ὀψομένους τὸ πάθος, τοὺς δ’ ἐκεῖθεν ἑωρακότας. Ἀντώνιος δὲ καὶ Λέπιδος οἱ μάλιστα φίλοι Καίσαρος ὑπεκδύντες εἰς οἰκίας ἑτέρας κατέφυγον. οἱ δὲ περὶ Βροῦτον, ὥσπερ ἦσαν ἔτι θερμοὶ τῷ φόνῳ, γυμνὰ τὰ ξίφη δεικνύντες ἅμα πάντες ἀπὸ τοῦ βουλευτηρίου συστραφέντες ἐχώρουν εἰς τὸ Καπιτώλιον, οὐ φεύγουσιν ἐοικότες, ἀλλὰ μάλα φαιδροὶ καὶ θαῤῥαλέοι, παρακαλοῦντες ἐπὶ τὴν ἐλευθερίαν τὸ πλῆθος καὶ προσδεχόμενοι τοὺς ἀρίστους τῶν ἐντυγχανόντων
TRADUZIONE
Ucciso l'uomo, Bruto si avviò verso il centro della sala, come per dire qualcosa sull'accaduto, ma i senatori si buttarono fuori dalle porte e fuggirono seminando panico e confusione nel popolo, e chi si barricava in casa, chi abbandonava banchi e negozi, chi accorreva sul posto per vedere il misfatto, chi ne tornava dopo averlo visto. Antonio e Lepido, amici intimi di Cesare, corsero a rifugiarsi in casa di conoscenti, mentre Bruto e gli altri congiurati, ancora ebbri di quella strage, uscirono tutti insieme dal Senato, ostentando i loro pugnali, e si avviarono verso il Campidoglio, non come dei fuggiaschi, ma come uomini animosi e decisi. E nell'andare invitavano il popolo a godere della libertà, accogliendo fra loro i cittadini migliori che incontravano.
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FOCIONE CONDANNATO A MORTE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti vol. 2Versione 7 pag. 277
Clicca qui se ti serve la traduzione diversa dal libro triakonta
TRADUZIONE
Dopo la morte di Antipatro, essendoci democrazia per gli Ateniesi, Focione ed i suoi sostenitori furono condannati a morte in assemblea: dunque mentre gli altri che piangevano erano condotti, qualcuno dei nemici, giungendo, sputò in faccia a Ficione che camminava in silenzio. Ed egli, guardando gli arconti, disse: "Nessuno (lett. qualcuno non) farà smettere costui di comportarsi in modo indecoroso?". Poiché uno di quelli che erano sul punto di morire con lui si lamentava e si indignava, disse: "Non sei soddisfatto, o Tudippo, di stare per morire con Focione?". Avvicinandogli subito la coppa essendo stato domandato se dicesse qualcosa al figlio, rispose: "Sì, certo, ordino ed esigo che non serbi nessun rancore contro gli Ateniesi".
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AMBIZIONI DI CESARE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Taxis
λέγεται δὲ τὰς Ἄλπεις ὑπερβάλλοντος αὐτοῦ καὶ πολίχνιόν τι βαρβαρικόν, οἰκούμενον ὑπ’ ἀνθρώπων παντάπασιν ὀλίγων καὶ λυπρόν, παρερχομένου, τοὺς ἑταίρους ἅμα γέλωτι καὶ μετὰ παιδιᾶς „ἦ που“ φάναι „κἀνταῦθά τινές εἰσιν ὑπὲρ ἀρχῶν φιλοτιμίαι καὶ περὶ πρωτείων ἅμιλλαι καὶ φθόνοι τῶν δυνατῶν πρὸς ἀλλήλους; “ τὸν δὲ Καίσαρα σπουδάσαντα πρὸς αὐτοὺς εἰπεῖν· „ἐγὼ μὲν ἐβουλόμην παρὰ τούτοις εἶναι μᾶλλον πρῶτος ἢ παρὰ Ῥωμαίοις δεύτερος“. ὁμοίως δὲ πάλιν ἐν Ἰβηρίᾳ σχολῆς οὔσης ἀναγινώσκοντά τι τῶν περὶ Ἀλεξάνδρου γεγραμμένων σφόδρα γενέσθαι πρὸς ἑαυτῷ πολὺν χρόνον, εἶτα καὶ δακρῦσαι· τῶν δὲ φίλων θαυμασάντων τὴν αἰτίαν εἰπεῖν· „οὐ δοκεῖ ὑμῖν ἄξιον εἶναι λύπης, εἰ τηλικοῦτος μὲν ὢν Ἀλέξανδρος ἤδη τοσούτων ἐβασίλευεν, ἐμοὶ δὲ λαμπρὸν οὐδὲν οὔπω πέπρακται.
TRADUZIONE
Attraversando le Alpi si trovò a passare per uno squallido villaggio di barbari, abitato da un pugno di persone, e come gli amici ridendo e scherzando si domandavano se anche lì vi fossero ambizioni a rivestire cariche pubbliche e lotte e invidie fra i potenti per conquistare il primato fra i cittadini, lui, serio serio, rispose: «Vorrei essere il primo fra costoro piuttosto che il secondo a Roma». Un'altra volta, in Spagna, si riposava leggendo un libro sulle imprese di Alessandro quando a un certo momento, soffermatosi a lungo a meditare, si mise a piangere, e anche allora, avendogliene gli amici chiesta la ragione, esclamò:
«Non vi sembra ch'io abbia un buon motivo per dolermi quando Alessandro alla mia età regnava già su tanti popoli mentre io non ho ancora compiuto nulla di rilevante?».
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GENEROSITA' DI CESARE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Dopo aver concesso la libertà al popolo dei Tessali, in segno di riconoscimento per la loro vittoria, Cesare si pose all'inseguimento di Pompeo. Giunto in Asia rese liberi anche gli abitanti di Cnido per fare cosa grata a Teopompo, il compilatore dei miti antichi, e a tutti gli abitanti dell'Asia condonò un terzo dei tributi. Arrivò ad Alessandria dopo che Pompeo era già stato ucciso, e come Teodoto gliene portò la testa girò lo sguardo inorridito, poi nel riceverne l'anello col sigillo si mise a piangere. 90 Né mancò di aiutare prendendoli con sé i compagni e gli amici di Pompeo ch'erano stati catturati dal re mentre andavano errando per il paese. A questo proposito scrisse ai suoi amici di Roma che la più grande gioia ricavata dalle sue vittorie era il poter salvare ogni volta qualcuno dei suoi concittadini che l'avevano sempre avversato.
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AMBIZIOSO CARATTERE DI TEMISTOCLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
λέγεται γὰρ οὕτω παράφορος πρὸς δόξαν εἶναι καὶ πράξεων μεγάλων ὑπὸ φιλοτιμίας ἐραστής, ὥστε νέος ὢν ἔτι τῆς ἐν Μαραθῶνι μάχης πρὸς τοὺς βαρβάρους γενομένης καὶ τῆς Μιλτιάδου στρατηγίας διαβοηθείσης σύννους ὁρᾶσθαι τὰ πολλὰ πρὸς ἑαυτῷ καὶ τὰς νύκτας ἀγρυπνεῖν καὶ τοὺς πότους παραιτεῖσθαι τοὺς συνήθεις, καὶ λέγειν πρὸς τοὺς ἐρωτῶντας καὶ θαυμάζοντας τὴν περὶ τὸν βίον μεταβολήν, ὡς καθεύδειν αὐτὸν οὐκ ἐῴη τὸ τοῦ Μιλτιάδου τρόπαιον. οἱ μὲν γὰρ ἄλλοι πέρας ᾤοντο τοῦ πολέμου τὴν ἐν Μαραθῶνι τῶν βαρβάρων ἧτταν εἶναι, Θεμιστοκλῆς δὲ ἀρχὴν μειζόνων ἀγώνων, ἐφ' οὓς ἑαυτὸν ὑπὲρ τῆς ὅλης Ἑλλάδος ἤλειφε καὶ τὴν πόλιν ἤσκει πόῤῥωθεν ἔτι προσδοκῶν τὸ μέλλον.
TRADUZIONE
Si dice che temistocle era così lanciato verso la gloria e così amante per ambizione di grandi imprese che quando era ancora un giovane all'indomani della battaglia di Maratona vinta contro i Barbarimentre si esaltava la bravura di Milziade come generale egli appariva per lo più chiuso nei suoi pensieri e passava le notti senza dormire e disertava i simposi che era solito frequentare. A chi gli domandava la causa di ciò e si meravigliava di questo cambiamento di vita rispondeva che il trofeo di Milziade non lo lasciava dormire. tutti gli altri credevano che la sconfitta dei barbari a Maratona segnasse la fine della guerra, Temistocle invece riteneva che essa fosse il principio di più grandi conflitti per i quali egli si allenava in difesa di tutta la Grecia e teneva in esercizio la città in previsione già molto tempo prima del futuro.