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Veni, Vidi, Vici
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Phrasis
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καἰσαρ καταλιπὼν δὲ τὴν Κλεοπάτραν βασιλεύουσαν Αἰγύπτου, ὥρμησεν ἐπὶ Συρίας. Κἀκεῖθεν ἐπιὼν τὴν Ἀσίαν, ἐπυνθάνετο Δομίτιον μὲν ὑπὸ Φαρνάκου τοῦ Μιθριδάτου παιδὸς ἡττημένον ἐκ Πόντου πεφευγέναι σὺν ὀλίγοις, Φαρνάκην δὲ τῇ νίκῃ χρώμενον ἀπλήστως, καὶ Βιθυνίαν ἔχοντα καὶ Καππαδοκίαν, Ἀρμενίας ἐφίεσθαι τῆς μικρᾶς καλουμένης, καὶ πάντας ἀνιστάναι τοὺς ταύτῃ βασιλεῖς καὶ τετράρχας. εὐθὺς οὖν ἐπὶ τὸν ἄνδρα τρισὶν ἤλαυνε τάγμασι, καὶ περὶ πόλιν Ζῆλαν μάχην μεγάλην συνάψας αὐτὸν μὲν ἐξέβαλε τοῦ Πόντου φεύγοντα, τὴν δὲ στρατιὰν ἄρδην ἀνεῖλε· καὶ τῆς μάχης ταύτης τὴν ὀξύτητα καὶ τὸ τάχος ἀναγγέλλων εἰς Ῥώμην πρός τινα τῶν φίλων Μάτιον ἔγραψε τρεῖς λέξεις· "ἦλθον, εἶδον, ἐνίκησα“
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EPAMINONDA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Epaminonda, ancora in vita, fu portato nella tenda, e, dimostrando i medici convocati che in ogni modo, quando la lancia sarebbe stata tolta dal torace, sarebbe successo e sarebbe giunta la morte, fece una morte molto coraggiosa. Dapprima infatti avendo chiamato lo scudiero gli chiese se era stato salvato lo scudo. Annuendo e ponendolo davanti agli occhi, chiese invece chi aveva vinto. Dimostrando il fanciullo che i Beoti avevano vinto dice: E' ora di morire. E comandò che venisse estratta la spada. Gridando i cari che gli erano vicini, e dicendo uno di loro che: Epaminonda, la tua morte è infeconda, e piangendo Epaminonda dice: Per Zeus ma abbandono due figlie, la vittoria a Leuctra e a Mantineia; ed estratta la spada spirò senza alcun turbamento.
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ALCIBIADE UNO DEGLI ALLIEVI PREDILETTI DI SOCRATE VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Triakonta
Τὸ Ἀλκιβιάδου γένος ἄνωθεν Εὐρυσάκη τὸν Αἴαντος ἀρχηγὸν ἔχειν δοκεῖ, πρὸς δὲ μητρὸς Ἀλκμαιωνίδης ἦν, ἐκ Δεινομάχης γεγονὼς τῆς Μεγακλέους. Λέγεται δ' οὐ κακῶς ὅτι τῆς Σωκράτους πρὸς αὐτὸν εὐνοίας καὶ φιλανθρωπίας οὐ μικρὰ πρὸς δόξαν ἀπέλαυεν. Περὶ μὲν οὖν τοῦ κάλλους τοῦ σώματος οὐδὲν ἴσως δεῖ λέγειν, πλὴν ὅτι καὶ παῖδα καὶ μειράκιον καὶ ἄνδρα πάσῃ συνανθῆσαν τῇ ἡλικίᾳ καὶ ὥρᾳ τοῦ σώματος ἐράσμιον καὶ ἡδὺν παρέσχεν. Ἤδη δὲ πολλῶν καὶ γενναίων ἀθροιζομένων καὶ περιεπόντων, οἱ μὲν ἄλλοι καταφανεῖς ἦσαν αὐτοῦ τὴν λαμπρότητα τῆς ὥρας ἐκπεπληγμένοι καὶ θεραπεύοντες, ὁ δὲ Σωκράτους ἔρως μέγα μαρτύριον ἦν τῆς πρὸς ἀρετὴν εὐφυΐας τοῦ παιδός.
TRADUZIONE n. 1
Da principio la stirpe di Alcibiade sembra che avesse Eurisace, figlio di Aiace, come iniziatore, per parte di madre era Alcmeonide, essendo nato da Dinomaca, figlia di Megacle. Si dice non male che non piccolo aiuto ottenne riguardo a fama dalla benevolenza e amabilità verso lui di Socrate. Forse non bisogna dire niente sulla bellezza fisica se non che fu fiorente in ogni età e stagione della vita, rese il bambino, il ragazzo e l'uomo amabile e fascinoso. Già molti nobili gli stavano attorno facendogli la corte e i più era evidentemente colpiti dalla sua fiorente bellezza che ammiravano con riverenza; l'affetto di Socrate era grande testimonianza della naturale propensione del giovane per la virtù. traduzione n. 2 A risalire all'indietro sembra che Eurisace figlio di Aiace sia l'iniziatore della stirpe di Alcibiade che per parte di madre era Alcmeonide essendo nato da Dinomache figlia di Megacle. Si dice non senza motivo che non piccolo aiuto a diventar famoso gli venne dalla benevolenza e amabilità dimostrata nei suoi riguardi da Socrate. Forse non è il caso di dilungarsi sulla sua bellezza fisiche se non per dire che fu fiorente in ogni età dela vita e lo rese amabile e fascinoso da ragazzo, da giovane e da uomo. Già molti nobili gli stavano attorno facendogli la corte e i più erano evidentemente colpiti dalla sua fiorente bellezza che ammiravano con riverenza; l'affetto di Socrate era grande testimonianza della naturale proponsione del giovane per la virtù.
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EROICA MORTE DI UN CENTURIONE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion 2
Cesare, stando per muovere l'armata e ormai arrivando al confine, vede il primo dei comandanti, uomo a lui fedele e pratico dei nemici, incoraggiato da lui e essendo convocato per una prova di forza. Chiamandolo col nome ci aspettiamo qualcosa, disse, Gaio Crassinio e per nome ti consideriamo. Crassinio tesa la destra e anvendo gridato molto, disse: "Vinceremo chiaramente, o Cesare oggi mi loderai sia vivo che morto ". Detto ciò, assale in corsa i nemici primariarmente, attirandone cento intorno a sè e venti soldati. Fendendo i primi e procedendo in avanti con molto sangue anche perseguitando, si ferma con la spada e muore per un doloroso fendente lungo il viso.
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la cerimonia in onore dei caduti nella battaglia di platea
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro phronemata
Πλαταιεῖς ὑπεδέξαντο τοῖς πεσοῦσι καὶ κειμένοις αὐτόθι τῶν Ἑλλήνων ἐναγίζειν καθ' ἕκαστον ἐνιαυτόν. καὶ τοῦτο μέχρι νῦν δρῶσι τόνδε τὸν τρόπον. τοῦ Μαιμακτηριῶνος μηνός, ὅς ἐστι παρὰ Βοιωτοῖς Ἀλαλκομένιος, τῇ ἕκτῃ ἐπὶ δέκα πέμπουσι πομπήν, ἧς προηγεῖται μὲν ἅμ' ἡμέρᾳ σαλπιγκτὴς ἐγκελευόμενος τὸ πολεμικόν, ἕπονται δ' ἅμαξαι μυρρίνης μεσταὶ καὶ στεφανωμάτων καὶ μέλας ταῦρος καὶ χοὰς οἴνου καὶ γάλακτος ἐν ἀμφορεῦσιν ἐλαίου τε καὶ μύρου κρωσσοὺς νεανίσκοι κομίζοντες ἐλεύθεροι· δούλῳ γὰρ οὐδενὸς θέμις ἐστὶ τῶν περὶ τὴν διακονίαν ἐκείνην προσάψασθαι διὰ τὸ τοὺς ἄνδρας ἀποθανεῖν ὑπὲρ ἐλευθερίας· ἐπὶ πᾶσι δὲ τῶν Πλαταιέων ὁ ἄρχων, ᾧ τὸν ἄλλον χρόνον οὔτε σιδήρου θιγεῖν ἔξεστιν οὔθ' ἑτέραν ἐσθῆτα πλὴν λευκῆς ἀναλαβεῖν, τότε χιτῶνα φοινικοῦν ἐνδεδυκώς, ἀράμενός θ' ὑδρίαν ἀπὸ τοῦ γραμματοφυλακίου ξιφήρης ἐπὶ τοὺς τάφους προάγει διὰ μέσης τῆς πόλεως. εἶτα λαβὼν ὕδωρ ἀπὸ τῆς κρήνης αὐτὸς ἀπολούει τε τὰς στήλας καὶ μύρῳ χρίει, καὶ τὸν ταῦρον εἰς τὴν πυρὰν σφάξας καὶ κατευξάμενος Διὶ καὶ Ἑρμῇ χθονίῳ, παρακαλεῖ τοὺς ἀγαθοὺς ἄνδρας τοὺς ὑπὲρ τῆς Ἑλλάδος ἀποθανόντας ἐπὶ τὸ δεῖπνον καὶ τὴν αἱμακουρίαν. ἔπειτα κρατῆρα κεράσας οἴνου καὶ χεάμενος ἐπιλέγει· 'προπίνω τοῖς ἀνδράσι τοῖς ὑπὲρ τῆς ἐλευθερίας τῶν Ἑλλήνων ἀποθανοῦσι'. ταῦτα μὲν οὖν ἔτι καὶ νῦν διαφυλάττουσιν οἱ Πλαταιεῖς.
TRADUZIONE elegante
Approvate queste proposte i Platesi accettarono di celebrare ogni anno riti funebri per quelli che erano caduti ed erano sepolti nel loro territorio, E ciò fanno ancora oggi nel modo seguente. Essendo il mese di maimacterione (16 del mese di maimacterione) che corrisponde a quello che presso i beoti chiamano Alalcoenio, allo spuntar del sole fanno uscire una processione in testa alla quale si trova un trombettiere che fa squillare il segnale di battaglia. , seguono carri pieni di mirto, vengono poi un toro nero e giovanetti liberi che portano anfore come vino e latte per libagioni e brocche con olio e mirra. A nessuno schiavo è lecito aggregarsi per questo servizio in quanto gli uomini che si onorano sono morti per la libertà. Viene per ultimo il primo magistrato dei plateesi il quale per tutto l'altro tempo non può toccare oggetti di ferro ne può portare vestito di altro colore se non bianco in questa circostanza indossa una tnica di porpora porta sollevandola in alto un'urna per acqua e con la spada al fianco partendo dall'Archivio si dirige attraversando il centro della città fino alle tombe. Qui poi attinta acqua alla fontana lava con le sue mani i cippi funerari e li unge con mirra sgozza il toro sulla pira e dopo aver levato la sua preghiera a zeus e a ermes ctonio invita gli eroici uomini che morirono per la grecia al banchetto a bere quel sangue. Quindi riempie di vino un cratere e lo versa pronunciando queste parole "brindo agli uomini che morirono per la libertà dei greci. Tali riti ancora oggi i plateesi conservano.
Altra proposta di traduzione
Approvate queste proposte i Platesi accettarono di celebrare ogni anno riti funebri per quelli che erano caduti ed erano sepolti nel loro territorio, E ciò fanno ancora oggi nel modo seguente, nel giorno della battaglia di platea, gli uomini dapprima fanno un sacrificio agli dei e ai soldati morti, in seguito inviano a un funerale della quale procede sul far del giorno 1 trombettiere incoraggiato a cantare una poena guerresca; i carri pieni di mirra seguono e di incoronati e il toro nero e vasi di vino e latte nell'anfora e giovinetti liberi ke portano brokke di olio e di unguente. presso qsti gli arconti plateesi, al quale durante un altro tempo nn è lecito toccare ferro e n prendere 1 altro vestito tranne 1 bianko allora, avendo indossato 1 kitone purpureo, alzata la brocca e la spada li conduce verso i riti funebri in mezzo alla città. Poi avendo preso l acqua dalla sorgente il medesimo lava le stele e le consacra cn l' unguento e avendo sgozzato il toro sul rogo e avendo pregato zeus e ermes a terra, invoca gli uomini buoni morti per la grecia al banketto e alle libagioni di sangue; dipoi avendo riempito 1 calice d vino e versatolo dice: bevi in onore degli uomini morti x la libertà dei greci. - dunque ankora ora anke i platesi custodiscono queste cose/tali riti