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DISCORSI GIUDIZIARI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Esercizi Greci
TRADUZIONE
Lisia, avendo scritto un discorso, lo mostrò ad un tale che aveva un processo(in corso); questo si era recato spesso da Lisia, essendo scoraggiato e discendo per prima cosa che il discorso risultava convincente, ma purtroppo la terza volta(che lo leggeva)sembrava molto brutto e inutile; Lisia, avendo sorriso: "Cosa dunque?"disse: "e non una volta sola sei sul punto di riferire ciò davanti ai giudici?"
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DUE ANEDDOTI SU ALCIBIADE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Il suo modo di fare in seguito, che era sembrato conveniente nelle grandi occasioni e in varie circostanze, provocò in lui differenze e cambiamenti. Per natura essendoci molte e grandi passioni in lui, era litigioso, molto forte e amante del primeggiare, come è chiaro fin dai ricordi fanciulleschi. Infatti essendo oppresso nel lottare, fuggendo dal cadere era l'unico ad ingerire nella bocca con le mani i nodi di colui che stringeva. Dunque quello avendo lasciato la sua presa e dicendo: "O Alcibiade, mordi come le donne", "non così" disse "ma come i leoni".
Essendoci con lui un cane meraviglioso per grandezza e per aspetto, che aveva comprato pagandolo 70 mine, gli tagliò la coda che era bellissima. Biasimando le abitudini e dicendo che tutti si angustiano per il cane e lo rimproverano, mettendosi a ridere, disse: "Dunque, è accaduto ciò che voglio infatti voglio che gli Ateniesi chiacchierino di ciò, affinché non dicano qualcosa di cattivo su di me. "
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E' MEGLIO CANCELLARE UN TIRANNO CHE DISTRUGGERE UN QUADRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Euloghia
Ἤνθει γὰρ ἔτι δόξα τῆς Σικυωνίας μούσης καὶ χρηστογραφίας, ὡς μόνης ἀδιάφθορον ἐχούσης τὸ καλόν, ὥστε καὶ Ἀπελλῆν ἐκεῖνον ἤδη θαυμαζόμενον ἀφικέσθαι καὶ συγγενέσθαι τοῖς ἀνδράσιν ἐπὶ ταλάντῳ, τῆς δόξης 2 μᾶλλον ἢ τῆς τέχνης δεόμενον μεταλαβεῖν. διὸ τὰς μὲν ἄλλας εἰκόνας τῶν τυράννων ἀνεῖλεν εὐθὺς ὁ Ἄρατος ὅτε τὴν πόλιν ἠλευθέρωσε, περὶ δὲ τῆς Ἀριστράτου τοῦ κατὰ Φίλιππον ἀκμάσαντος ἐβουλεύσατο πολὺν χρόνον. ἐγράφη μὲν γὰρ ὑπὸ τῶν περὶ τὸν Μέλανθον ἅρματι νικηφόρῳ παρεστὼς ὁ Ἀρίστρατος, Ἀπελλοῦ συνεφαψαμένου τῆς γραφῆς, ὡς Πολέμων ὁ περιηγητὴς 3 ἱστόρηκεν. ἦν δὲ τὸ ἔργον ἀξιοθέατον, ὥστε γνάμπτεσθαι τὸν Ἄρατον ὑπὸ τῆς τέχνης, αὖθίς τε μίσει τῷ πρὸς τοὺς 4 τυράννους ἐξαγόμενον κελεύειν καθαιρεῖν. τὸν οὖν ζωγράφον Νεάλκη φίλον ὄντα τοῦ Ἀράτου παραιτεῖσθαί φασι καὶ δακρύειν, ὡς δ' οὐκ ἔπειθεν, εἰπεῖν ὅτι τοῖς τυράννοις πολεμητέον, οὐ τοῖς τῶν τυράννων· "ἐάσωμεν οὖν τὸ ἅρμα καὶ τὴν Νίκην, αὐτὸν δέ σοι παρέξω τὸν Ἀρίστρατον 5 ἐγὼ παραχωροῦντα τοῦ πίνακος. " ἐπιτρέψαντος οὖν τοῦ Ἀράτου, διήλειφεν ὁ Νεάλκης τὸν Ἀρίστρατον, εἰς δὲ τὴν χώραν φοίνικα μόνον ἐνέγραψεν, ἄλλο δ' οὐδὲν ἐτόλμησε παραβαλεῖν· τοὺς δὲ πόδας ἐξαλειφομένου τοῦ Ἀριστρά6 του διαλαθεῖν ὑπὸ τὸ ἅρμα λέγουσιν
TRADUZIONE
Perché fioriva ancora la gloria della musa si cionia e della perfetta maniera di dipignere come quella che nulla aveva là di corrotto ma sincera beltà in tanto che Apelle quando era già in gran credito v andò e diede un talento a que due1 per poter conversare con essi a fine d acquistare non tanto esquisitezza nell arte quanto riputazione Per la qual cagione Arato levò via dal di della ricovrata libertà tutte le imagini de tiranni ma stette lungo tempo in dubbio di quella d Aristrato il quale regnò al tempo di Filippo perché questo Aristrato era stato dipinto per mano di tutti i discepoli di Melanto sopra un carro trionfale e vi mise ancora la mano Apelle come scrisse Polemone geografo Era questa opera si degna d esser veduta che Arato in principio dall eccellenza dell arte indotto piegò a conservarla ma in flne dall odio contra tiranni tirato comandò levarsi E raccontano che Nealce pittore amico d Arato supplicò con le lagrime agli occhi per la conservazione d opera si bella E quando noi persuase disse Ben si conviene far guerra a tiranni alle imagini de tiranni non già almeno il carro e la vittoria lasciamo ed io farò che Aristrato partirà dalla tavola Concedendogliene Arato Nealce cancellò la figura d Aristrato e nello spazio dipingendo una palma non ardì aggiungervi altro di suo E parimente é scritto che rimasero sotto il carro coperti i piedi d Ari Strato cancellato Arato per cotali dipinture ben voluto dopo al saggio dato al re del propio valore ne venne maggiormente amato in tanto che ebbe in dono per sovvenire a bisogni della patria cencinquanta talenti e quaranta portandone seco volse la prua verso il Pelopou nesso e 1 restante mandò il re in più volte dividendoli in donativi
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EDUCAZIONE DEI GIOVANI A SPARTA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Tra gli uomini nobili e virtuosi veniva scelto un prefetto dei fanciulli, ed essi, in base a classi di quelli kiamati ereni, sceglievano sempre il+assennato e il + coraggioso.
Dicono ereni quelli ke tra i fanciulli x il secondo anno sono già mellireni, ,i + vecchi tra i fanciulli.
Questo ereno dunque passa i 20 anni, comanda nelle battaglie ai sottoposti e in casa si serve di questi come skiavi x il pranzo.
Ordina ai robusti di portare la legna, ai deboli le verdure.
E portano rubando, alcuni camminando x giardini, altri invece infilandosi bene nei banketti degli uomini, con molta furbizia e cautela; se q1 viene catturato, riceve molte xcosse con la frusta perché sembra ke rubi con cattiveria e senza stile.
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EFFETTO DELL'ORATORIA CICERONIANA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
Λέγεται Καίσαρος επιγέγραπται Λέγεται δέ καί Κοίντου Λιγαρίου δίκην φευγοντος ότι των Καίσαρος πολεμίων εις έγεγόνει καί Κικέρωνος αντψ βοη&ουντος εϊπεϊν τόν Καίσαρα προς τους φίλους Τί κωλΰβι δια χρόνου Κικέ ρωνος άκουσαι λέγοντος επεί πάλαι κέ κριται πονηρός ανήρ καί πολέμιος έπεί δ αρξάμενος λέγειν δ Κικέρων υπερφυώς εκίνει καί προυβαινεν αυτψ πάθει τε ποικίλος και χά ριτι θαυμαστός δ λόγος πολλάς μεν ϊέναι χρόας επί του προσώπου τόν Καίσαρα πάσας δέ της ρνχης τρεπόμενον τροπάς κατάδηλον είναι τέλος
δε τών κατά Φάρσαλον άψαμένου του ρήτορος αγώνων εκπαθί γενόμενον τιναχθηναι τφ σώματι και της χειρός έκβαλείν ενια των γραμματίων Τον γοϋν ανθρωπον απέλυσε της αίτίας βεβιασμένος
TRADUZIONE
Si dice che quando fu celebrato il processo contro Quinto Ligario, che era stato un avversario di Cesare (lo difendeva Cicerone), Cesare disse agli amici: «Che cosa vieta di ascoltare, dopo tanto tempo, un'orazione di Cicerone, dato che ormai Ligario è giudicato come un nemico e un malvagio?». Ma quando Cicerone cominciò a parlare, il suo discorso commoveva tutti, e gli riusciva vario di affetti e mirabile di grazia; anche il volto di Cesare, come tutti potevano vedere, espresse i diversi sentimenti, manifestando il vario atteggiarsi dell'animo; quando poi l'oratore passò a trattare di quanto era avvenuto a Parsalo, Cesare fu colpito da più intensa commozione, e vacillò, e alcuni fogli sfuggirono alle sue mani. Così, per forza, egli prosciolse dall'accusa il convenuto.