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GLI AUSPICI SONO FAVOREVOLI ALLA SPEDIZIONE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
βουλομενος δε γνωναι απο θεου περι της στρατειας, ο αλεξανδρος ηλθεν εις δελφους, και κατα τυχην εκεινων ημερων αποφραδων ουσων, ευ αις ουκ εστι θεμιστευειν, πρωτον μεν επεμπε παρακαλων την προμαντιν. ως δ' εκεινης ορνουμενης και προισχομενης τον νομον αυτος αναβας βια προς τον ναον ειλκεν αυτην, η δ'ωσπερ εξηττημενη της σπουδης ειπεν"ανικητος ει, ω παι"τουτ' ακουσας ο αλεξανδρος ουκετ' ειπε χπηζειν μαντευματος, αλλ'εχειν ον εβουλετο παρ'αυτης χπησμον. επει δ'ωπμησε προς την στρατειαν, αλλα τ'εδοκει σημεια παρα του δαιμονιου γενεσθαι και τινες ειδον εκ του περι Λειβηρα του Όρφεως ξοανου (ην δε τουτο κυπαριττινον) ιδπωτα πολυν υπο τας ημεπας εκεινας εκρυηναι. φοβουμενων δε παντων το σημειον, Απιστανδπρος ο μαντις εκελευε θαρρειν, λεγων"ω αλεξανδρε, αοιδιμους και περιβοητους πραξεις κατεπγαζεσθαι μελλεις, αι πολυν ιδπωτα και πονον υμνουσι ποιηταις και μουσικοις παρεξουσιν"
TRADUZIONE
Alessandro (per la spedizione contro i persiani) pensò bene di consultare prima l'oracolo di Apollo e a tale scopo si recò a Delfi. Ma poiché quelli erano giorni nefasti, in cui agli indovini non era lecito dare responsi, mandò a chiamare la sacerdotessa e come lei si rifiutava, invocando il rispetto delle regole, andò a prenderla di persona e la trasse a forza sino al santuario. A quel punto la Pizia, come soggiogata da tanto fervore, esclamò: «Invincibile sei, ragazzo mio!». Alessandro allora le disse che non aveva più bisogno di alcun responso perché con quella frase glielo aveva già dato. Sembra che appena avviata la spedizione Alessandro abbia avuto altri segni da parte del dio, come il sudore che in quei giorni emanò dalla statua di Orfeo a Leibetra, scolpita in legno di cipresso. Tutti erano spaventati da quel prodigio, in cui vedevano come un presagio funesto. Ma Aristandro lo interpretò nel senso che Alessandro avrebbe compiuto imprese così famose e sorprendenti che musici e poeti per celebrarle nelle loro opere avrebbero dovuto spendervi molto sudore e molta fatica.
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AMORE DELLA LIBERTA'
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Cata Logon
Βουλις ϰαι Σπεῥχις Λακεδαιμονιοι πορευθένες...
...τις νουν εχων την Περσων βασιλειαν
TRADUZIONE
Gli spartani Bulis e Sperchis, recatisi come volontari da Serse, re dei Persiani, per un castigo - di cui Sparta era debitrice (nei confronti dei Persiani) in base ad un oracolo -, presentatisi al cospetto di Serse, lo esortarono a sacrificarli nel modo che preferiva in nome degli Spartani. Ma poiché quello, pieno di ammirazione, li liberò e (li) giudicò degni di rimanere presso di lui, essi risposero: "E come potremmo vivere qui, dopo aver lasciato una patria e delle leggi e degli uomini tali che per essi abbiamo affrontato un viaggio così lungo per morire?". E dal momento che il comandante Indarne li pregava (ancora) più insistentemente, e prometteva loro che avrebbero ottenuto i medesimi onori degli amici del re più altolocati, risposero: "Ci sembra che tu ignori quanto grande sia il (valore) della libertà, alla quale una persona sana di mente non potrebbe preferire (neppure) l'impero dei Persiani".
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ὁ Περικλῆς καταδημαγωγούμενος τρέπεται πρὸς τὴν τῶν δημοσίων διανομήν, συμβουλεύσαντος αὐτῷ Δαμωνίδου τοῦ Ὄαθεν, ὡς Ἀριστοτέλης ἱστόρηκε. καὶ ταχὺ θεωρικοῖς καὶ δικαστικοῖς λήμμασιν ἄλλαις τε μισθοφοραῖς καὶ χορηγίαις συνδεκάσας τὸ πλῆθος, ἐχρῆτο κατὰ τῆς ἐξ Ἀρείου πάγου βουλῆς, ἧς αὐτὸς οὐ μετεῖχε διὰ τὸ μήτ' ἄρχων μήτε θεσμοθέτης μήτε βασιλεὺς μήτε πολέμαρχος λαχεῖν. αὗται γὰρ αἱ ἀρχαὶ κληρωταί τε ἦσαν ἐκ παλαιοῦ, καὶ δι' αὐτῶν οἱ δοκιμασθέντες ἀνέβαινον εἰς Ἄρειον πάγον. διὸ καὶ μᾶλλον ἰσχύσας ὁ Περικλῆς ἐν τῷ δήμῳ κατεστασίασε τὴν βουλήν, ὥστε τὴν μὲν ἀφαιρεθῆναι τὰς πλείστας κρίσεις δι' Ἐφιάλτου, Κίμωνα δ' ὡς φιλολάκωνα καὶ μισόδημον ἐξοστρακισθῆναι, πλούτῳ μὲν καὶ γένει μηδενὸς ἀπολειπόμενον, νίκας δὲ καλλίστας νενικηκότα τοὺς βαρβάρους καὶ χρημάτων πολλῶν καὶ λαφύρων ἐμπεπληκότα τὴν πόλιν, ὡς ἐν τοῖς περὶ ἐκείνου γέγραπται. Τοσοῦτον ἦν τὸ κράτος ἐν τῷ δήμῳ τοῦ Περικλέους.
TRADUZIONE
}Pericle conquistato (καταδημαγωγέω) dalla demagogia si volge verso la distribuzione dei beni pubblici, avendoglielo consigliato Damonide di Oio, come ha riferito Aristotele. E rapidamente, avendo legato a sé la massa con sussidi per le feste, compensi per i tribunali, altre paghe e finanziamenti per le coregie, agiva contro il consiglio dell'Areopago, al quale egli stesso non partecipava per non essere stato designato (λαχεῖν inf aor λαγχάνω) né come arconte, né come tesmote, né come re, né come polemarco. Infatti, queste cariche erano assegnate per sorteggio fin dai tempi antichi, e tramite queste coloro che erano stati giudicati idonei (δοκιμάζω) salivano all'Areopago. Perciò, essendosi rafforzato (ἰσχύω) ancor più fra il popolo popolo, Pericle tentò di rovesciare (καταστᾰσιάζω) il consiglio, cosicché la maggior parte dei giudizi gli fu tolta (ἀφαιρέω) grazie a Efialte, mentr Cimone, poiché amico degli Spartani e nemico del popolo/della democrazia, fu ostracizzato, benché in ricchezza e nascita non fosse inferiore a nessuno e benché avesse riportato (lett vinto) le più belle vittorie sui barbari, come ho appunto scritto nella sua biografia. Tanto grande era il potere di Pericle presso il popolo. (By Vogue)
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ANTONIO E CLEOPATRA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Triakonta
θορυβουμένων δὲ τούτων καὶ συμπλεκομένων τοῖς περὶ τὸν Ἀρρούντιον. ἀκρίτου δὲ καὶ κοινῆς ἔτι τῆς ναυμαχίας συνεστώσης, αἰφνίδιον αἱ Κλεοπάτρας ἑξήκοντα νῆες ὤφθησαν αἰρόμεναι πρὸς ἀπόπλουν τὰ ἱστία καὶ διὰ μέσου φεύγουσαι τῶν μαχομένων· ἦσαν γὰρ ὀπίσω τεταγμέναι τῶν μεγάλων καὶ διεκπίπτουσαι ταραχὴν ἐποίουν. οἱ δ' ἐναντίοι θαυμάζοντες ἐθεῶντο, τῷ πνεύματι χρωμένας ὁρῶντες ἐπεχούσας πρὸς τὴν Πελο πόννησον. ἔνθα δὴ φανερὸν αὑτὸν Ἀντώνιος ἐποίησεν οὔτ' ἄρχοντος οὔτ' ἀνδρὸς οὔθ' ὅλως ἰδίοις λογισμοῖς διοικούμενον, ἀλλ' -- ὅπερ τις παίζων εἶπε τὴν ψυχὴν τοῦ ἐρῶντος ἐν ἀλλοτρίῳ σώματι ζῆν -- ἑλκόμενος ὑπὸ τῆς γυναικὸς ὥσπερ συμπεφυκὼς καὶ συμμεταφερόμενος. οὐ γὰρ ἔφθη τὴν ἐκείνης ἰδὼν ναῦν ἀποπλέουσαν, καὶ πάντων ἐκλαθόμενος, καὶ προδοὺς καὶ ἀποδρὰς τοὺς ὑπὲρ αὐτοῦ μαχομένους καὶ θνῄσκοντας, εἰς πεντήρη μεταβάς, Ἀλεξᾶ τοῦ Σύρου καὶ Σκελλίου μόνων αὐτῷ συνεμβάντων, ἐδίωκε τὴν ἀπολωλεκυῖαν ἤδη καὶ προσαπολοῦσαν αὐτόν
TRADUZIONE
Quelli del centro, in subbuglio, attaccarono le navi di Arrurunzio. Mentre la battaglia era ancora indecisa e circa alla pari, improvvisamente si videro le sessanta navi di Cleopatra che spiegavano le vele per ritirarsi e fuggivano attraverso i combattenti: erano infatti schierate dietro le grandi navi e, aprendosi un varco in mezzo a queste, crearono confusione. I nemici le guardavano stupiti, vedendole dirigersi verso il Peloponneso, spinte dal vento. Allora Antonio dimostrò chiaramente di non comportarsi né da capo, né da uomo, e di non essere in grado di agire razionalmente, ma — come qualcuno disse scherzando che l'anima dell'innamorato vive in un corpo altrui — di farsi trascinare da quella donna, come se fosse unito a lei e si muovesse con lei. Infatti, appena vi- s de allontanarsi la sua nave, dimentico di tutto, tradendo e abbandonando coloro che combattevano e morivano per lui, si trasferì su una quinquereme, accompagnato soltanto dal Siro Alessa e da Scellio, e seguì colei che l'aveva già rovinato e avrebbe finito di rovinarlo.
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GLI INIZI DI PERICLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
All'inizio Pericle infatti, come si è detto, aveva sottomesso a sè il popolo, opponendosi alla fama contro Cimone, sebbene fosse inferiore per denaro e ricchezze, con i quali quello ( cimone) si accattivava i poveri, offrendo il pranzo giorno per giorno a chi lo chiedeva fra gli Ateniesi, vestendo gli anziani e allontanando le recinzioni dei campi, affinché coloro che volevano raccoglievano frutti, Pericle, conquistando con arti di demagogo, si rivolge a loro presso i progetti dello stato, dopo che Demone di Oe lo aveva consigliato, come racconta Aristotele. E presto, avendo corrotto la folla con fondi per pubblici spettacoli, con stipendi giudiziari e ancora con paghe e abbandanza di beni, arrivava all'aeropago, del quale egli non faceva parte e inoltre non era stato scelto né come capo né come legislatore, né sacerdote, né generale. Infatti quelle magistrature erano desidnate a sorte da gran tempo e coloro che erano giudicati idonei da quelli erano eletti all'aeropago.
- Antonio infierisce con crudeltà sul corpo di Cicerone - Plutarco versione greco da Verso Itaca
- Gli interessi e il carattere del giovane Alessandro - Plutarco versione greco da Ellenion
- Apollonio Molone loda Cicerone - Plutarco versione greco
- Gli spartani assistono all'invasione della Laconia - Plutarco versione greco da Greco per il Biennio