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IL DISCORSO DI ANTONIO AI FUNERALI DI CESARE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Durante il funerale di Cesare avvenne dunque che egli, come era costume, tenesse l'elogio funebre nel foro: vedendo che il popolo era straordinariamente trascinato e commosso dalle sue parole, mescolò alle lodi compianto e insieme orrore per il delitto. Alla fine del discorso, agitando in alto le vesti del defunto, insanguinate e forate dai colpi di spada, e chiamando scellerati e assassini coloro che avevano commesso tale crimine, suscitò nei presenti tale ira, che essi, dopo aver s bruciato nel foro il corpo di Cesare su un rogo formato da banchi e tavoli accatastati, corsero alle case degli uccisori e le assalirono con tizzoni ardenti strappati dal rogo
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BRUTO PRIMA DI FILIPPI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Test di Greco
TRADUZIONE
Quando (Bruto) era sul punto di condurre fuori dall'Asia l'esercito, la notte era cupissima, la tenda aveva una luce non del tutto chiara, il silenzio dominava tutto l'accampamento. Quello mentre pensava a qualcosa e riflettendo tra se stesso sembrò percepisse qualcuno che entrava; avendo prestato attenzione all'accesso vide un'apparizione terribile e straordinaria di un cadavere innaturale e terribile, che si era avvicinato in silenzio a quello. Avendo osato chiedere disse. Il fantasma parlava sottovoce a quello: . E Bruto non essendo sconvolto disse:
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IL FAVORE DEGLI DEI ACCOMPAGNA LA SPEDIZIONE DI ALESSANDRO IN PERSIA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Sulla spedizione che si accingeva a compiere volle consultare anche il dio e si recò a Delfi, ma poiché per caso erano giorni nefasti, nei quali non è consentito profetizzare, dapprima mandò a chiamare la sacerdotessa, poiché quella rifiutava e addiceva come scusa la legge, recatosi di persona, la trascinò via a forza verso il tempio, ella come sopraffatta dall'ostinazione disse: “sei invincibile, o ragazzo!”. Come Alessandro udì queste parole, dichiarò di non aver più bisogno di altra profezia e di aver ricevuto da lei l’oracolo che desiderava. Allorché partì per la spedizione, sembra si siano verificati numerosi presagi del Dio tra l’altro la statua di Orfeo (fatta in legno) che si trovava presso Liberta, in quei giorni emanò molto sudore. Tutti avevano paura del presagio, ma Aristandro consigliava di avere coraggio, pensando che avrebbe compiuto imprese degne di essere celebrate e famose, che avrebbero procurato molto sudore e fatica ai poeti e ai cantori che le avrebbero celebrate.
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Il fiume Alfeo
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Metis
nizio: αλφειος ποταμος εστι της Αρκαδιας κατα Πισαν της Ολυμπιας...
Fine: ...απαλλαττουσιν αυτος της μανιας.
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Il temporeggiatore Versione greco Plutarco
Traduzione libro Greco terza edizione
Ό Φαβιος τρέπεται προς Άννίβαν οι'ιχ ιός διαμαχοΰμενος, αλλά χρόνιο την άκμήν αίτοϋ κι; χρήμασι τήν άπορίαν καϊ πολυανθριοπία την όλιγότητα τρίβειν και ύπαναλίσκεο βεβουλευμένος. "Οθεν αεί μετέωρος από της ίππου των πολεμίων έν τόποις ορεινοί: στρατοπεδεΰων 'επηιορεϊτο, καθισμένοι»1 μεν ηουχάζιον, κινουμένου δέ κατά των άκροιν κύκλι περικαν και περιιραινόμενος "εκ διαστήματος... Οϋτω δέ παράγα»ν χρόνον. ϋπό πόντια κατεψ ρονεΐτο και κακώς ιιιν ήκουεν ίν τω ιπρατοπέδω. Κομιδή δί τοις πολέμιοι; άτολμ εδόκει κιιί τό μηδέν είναι, πλην ενός ανδρός, Άννίβου. Μόνος δ" εκείνος, αϊη: οϋ τήν δεινύτητ< και τον τρόπον ω πυλεμεΐν εγνώκει συνιδών, και διανοηθείς ιός πάση τέχνη και βία κινητέος έστο ε'ις μάχην ό άνηρ η διαπέπρακται-' τά Καρχηδονίιον, προσέβαλλε και διετάραττε και μετή: πολλαχόσε τόν Φάβιον. έκστήσαι τιον υπέρ της ασφαλείας λογισμών βουλόμενος.
Traduzione n. 1
Fabio va verso Annibale in pace ( Lett. non come se volesse combattere), ma perché voleva consumare il suo momento opportuno e ridurre le ricchezze e il suo numero di uomini ragione per cui accampandosi in luoghi vantaggiosi stava sempre sospeso in alto rispetto alla cavalleria dei nemici sia quando quello stava fermo sia quando si muoveva intorno alle alture ed era visibile d lontano. Facendo scorrere il tempo era disprezzato da tutti e aveva cattiva fama nell'accampamento perciò sembrava ai nemici vile e valere nulla, tranne che per un solo uomo: Annibale. Infatti quel solo uomo avendo compreso l'abilità di quel uomo e il modo nel quale sapeva combattere e pensando che bisognasse spingere l'uomo alla guerra con tutta l'astuzia e la forza oppure le truppe dei Cartaginesi erano spacciate, gli si gettò contro, lo sconvolse e lo deviò verso molte direzioni, volendo allontanarlo dai suoi pensieri per la sua sicurezza.
traduzione n. 2
Fabio massimo portò l'esercito contro Annibale non con intenzione di combattere ma determinato a fiaccare a poco a poco la sua superiorità lasciando passare il tempo e a logorare con i suoi mezzi finanziari e col numero dei soldati il cartaginese che aveva pochi denari e pochi uomini. Così stando sulle sulle alture si sottraeva alla cavalleria nemica ponendo il campo in luoghi montuosi standosene tranquillo quando il nemico era fermo quando invece quello si muoveva egli con ampio giro sulle alture gli appariva a distanza- Così egli era da tutti disprezzato perché tirava in lungo e nell'accampamento parlavano male di lui e ai nemici appariva del tutto vile quasi una nullità tranne al solo Annibale. Egli solo aveva capito quale fosse la sua intelligenza e la tattica con la quale aveva deciso di combattere ed era convinto che occorresse costringerlo allo scontro con ogni mezzo e con ogni forza altrimenti era finita per i cartaginesi, (Annibale( gli dava addosso, gli procurava difficoltà cercava di attirare fabio in agguati or qua or la volendo impedirgli quella tattica che gli dava sicurezza