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CESARE CELEBRA LE PROPRIE VITTORIE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Ἀλλὰ γὰρ ὡς ἐπανῆλθεν εἰς Ῥώμην ἀπὸ Λιβύης, πρῶτον μὲν ὑπὲρ τῆς νίκης ἐμεγαληγόρησε πρὸς τὸν δῆμον, ὡς τοσαύτην κεχειρωμένος χώραν, ὅση παρέξει καθ’ ἕκαστον ἐνιαυτὸν εἰς τὸ δημόσιον σίτου μὲν εἴκοσι μυριάδας Ἀττικῶν μεδίμνων, ἐλαίου δὲ λιτρῶν μυριάδας τριακοσίας. ἔπειτα θριάμβους κατήγαγε, τὸν Αἰγυπτιακόν, τὸν Ποντικόν, τὸν Λιβυκόν, οὐκ ἀπὸ Σκιπίωνος, ἀλλ’ ἀπ’ Ἰόβα δῆθεν τοῦ βασιλέως. Μετὰ δὲ τοὺς θριάμβους στρατιώταις τε μεγάλας δωρεὰς ἐδίδου, καὶ τὸν δῆμον ἀνελάμβανεν ἑστιάσεσι καὶ θέαις, ἑστιάσας μὲν ἐν δισμυρίοις καὶ δισχιλίοις τρικλίνοις ὁμοῦ σύμπαντας, θέας δὲ καὶ μονομάχων καὶ ναυμάχων ἀνδρῶν παρασχὼν ἐπὶ τῇ θυγατρὶ Ἰουλίᾳ πάλαι τεθνεώσῃ.
TRADUZIONE
Tornato a Roma dall'Africa, per prima cosa tessè davanti al popolo le proprie lodi, vantandosi di aver conquistato una regione così vasta da fornire all'erario pubblico duecentomila medimni attici di grano e tre milioni di libbre d'olio all'anno. Poi celebrò i trionfi per le vittorie riportate in Gallia, in Egitto, nel Ponto e in Africa, non però su Scipione, ma sul re Giuba, del quale nel corteo dei prigionieri sfilò anche il figlio, il giovanissimo Giuba, che potè godere di una prigionia molto fortunata, perché da numida e barbaro qual era divenne uno dei più colti storici greci. Dopo i trionfi distribuì splendidi doni ai soldati e si accattivò il popolo con feste e banchetti (uno dei quali ebbe la bellezza di ventiduemila triclini), organizzò spettacoli di gladiatori e finte battaglie navali in onore di sua figlia Giulia, ch'era morta da tempo. "
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SOLONE E PISISTRATO VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro
Mondo greco e da i greci e noi
Ορων ο Σολων Πεισιστρατον προς την τυραννιδα παρορμωντα, το μεν πρωτον λογοις αυτον επεχειρησεν αποτρεπειν ταυτης της επιβολης· ου προσεχοντας δε αυτου, καιπερ ηδη παντελως γηραιος ων, προηλθεν εις την αγοραν μετα της πανοπλιας ως μαχουμενος· θαυμαζομενου δε του πληθους δια το παραδοξον, παρεκαλει τους πολιτας αναλαβειν τα οπλα και παραχρημα καταλυειν τον τυραννον ουδενος δε αυτω προσεχοντος, και παντων αυτου μανιαν καταγιγνωσκοντων, τινων δε παραγηραν αυτον αποφαινομενων, ο μεν Πεισιστρατος ηδη τινας δορυφορους συναγαγομενος προσηλθε τω Σολωνι και επυθετο τινι θαρρων την τυραννιδα καταλυειν αυτου βουλεται· του δε ειποντος οτι τω γηρα, θαυμασας την φρονησιν αυτου, ουδεν αυτον ηδικησεν.
Solone vedendo che Pisistrato aspirava alla tirannide, per prima cosa tentò di dissuaderlo con (queste) parole da questo progetto; poiché quello non prestava ascolto sebbene già fosse completamente vecchio, andò verso la piazza con un'armatura, completa per combattere. La moltitudine meravigliandosi per il fenomeno inaspettato, esortava i cittadini a prendere le armi e subito ad abbattere il tiranno. Poiché nessuno gli dava ascolto e poiché tutti conoscevano la sua pazzia, affermando che lui ragionava come un vecchio, Pisistrato avendo già radunato alcuni, armati di lance, si avvicinò a Solone e gli chiese confidando in che cosa voleva abbattere la sua tirannide; poiché quello disse che confidava nella vecchiaia, meravigliandosi della sua intelligenza non gli recò nessuna offesa.
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CESARE DI RITORNO DALLA BITINIA E' CATTURATO DAI PIRATI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Non passò però molto tempo che s'imbarcò di nuovo, ma giunto al largo dell'isola di Farmacussa fu catturato dai pirati, che già allora dominavano il mare con vaste scorrerie e un numero sterminato di imbarcazioni. «Voi non sapete chi avete catturato! Ve ne darò cinquanta!». Dopodiché spedì alcuni del suo seguito in varie città a procurarsi il denaro e rimasto lì con un amico e due servi in mezzo a quei Cilici, ch'erano gli uomini più sanguinari del mondo, li trattò con tale disprezzo che quando voleva riposare gli ordinava di fare silenzio. Passò così trentotto giorni come se fosse circondato non da carcerieri ma da guardie del corpo, giocando e facendo ginnastica insieme con loro, scrivendo versi e discorsi che poi gli faceva ascoltare, e se non lo applaudivano li redarguiva aspramente chiamandoli barbari e ignoranti. Spesso, scherzando e ridendo, minacciava d'impiccarli, e quelli, attribuendo la sua sfrontatezza all'incoscienza tipica dell'età giovanile, a loro volta gli ridevano dietro. Ma appena giunse da Mileto il denaro del riscatto e pagata la somma fu rilasciato, allestì subito delle navi e dal porto di quella stessa città salpò alla caccia dei pirati. Li sorprese che stavano alla fonda nelle vicinanze dell'isola, li catturò quasi tutti, saccheggiò i frutti delle loro razzie.
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CESARE E' ELETTO DITTATORE
VERSIONE DI GRECO di. .Plutarco. .
TRADUZIONE dal libro Askesis
Οὐ μὴν ἀλλὰ καὶ πρὸς τὴν τύχην τοῦ ἀνδρὸς ἐγκεκλικότες, καὶ δεδεγμένοι τὸν χαλινόν, καὶ τῶν ἐμφυλίων πολέμων καὶ κακῶν ἀναπνοὴν ἡγούμενοι τὴν μοναρχίαν, δικτάτορα μὲν αὐτὸν ἀπέδειξαν διὰ βίου· τοῦτο δ’ ἦν ὁμολογουμένη μὲν τυραννίς, τῷ ἀνυπευθύνῳ τῆς μοναρχίας τὸ ἀκατάπαυστον προσλαβούσης· τιμὰς δὲ τὰς πρώτας Κικέρωνος εἰς τὴν βουλὴν γράψαντος, ὧν ἁμῶς γέ πως ἀνθρώπινον ἦν τὸ μέγεθος, ἕτεροι προστιθέντες ὑπερβολὰς καὶ διαμιλλώμενοι πρὸς ἀλλήλους, ἐξειργάσαντο καὶ τοῖς πρᾳοτάτοις ἐπαχθῆ τὸν ἄνδρα καὶ λυπηρὸν γενέσθαι διὰ τὸν ὄγκον καὶ τὴν ἀτοπίαν τῶν ψηφιζομένων, οἷς οὐδὲν ἧττον οἴονται συναγωνίσασθαι τῶν κολακευόντων Καίσαρα τοὺς μισοῦντας, ὅπως ὅτι πλείστας κατ’ αὐτοῦ προφάσεις ἔχωσι καὶ μετὰ μεγίστων ἐγκλημάτων ἐπιχειρεῖν δοκῶσιν. ἐπεὶ τά γ’ ἄλλα, τῶν ἐμφυλίων αὐτῷ πολέμων πέρας ἐσχηκότων, ἀνέγκλητον παρεῖχε· καὶ τό γε τῆς Ἐπιεικείας ἱερὸν οὐκ ἀπὸ τρόπου δοκοῦσι χαριστήριον ἐπὶ τῇ πρᾳότητι ψηφίσασθαι.
TRADUZIONE
Ciononostante i Romani s'inchinarono davanti alla fortuna di quell'uomo, e accettatone il morso, convinti che l'unico rimedio ai mali causati dalle guerre civili fosse un governo assoluto, lo dessero dittatore a vita, una carica che, come tutti riconoscevano, equivaleva a una tirannide, a un potere monarchico che si perpetuava nel tempo e senza mai dover rendere conto di niente. Fu Cicerone a proporre in Senato le prime onorificenze, le quali, per quanto grandi, rientravano comunque nei limiti dei riconoscimenti umani;
ma altri, in gara fra loro, ve ne aggiunsero di esagerate, finendo così col rendere Cesare odioso e insopportabile anche alle persone più moderate, tanto erano folli e inusitate quelle attribuzioni, e perciò alcuni credono che oltre agli adulatori abbiano partecipato a quella gara anche coloro che odiavano (pesare, volendo così procurarsi il maggior numero possibile di pretesti per combatterlo e giustificare, sulla base di gravissime accuse, la loro azione contro di lui.
Ma quanto al resto, finite le guerre civili, Cesare si comportò in maniera irreprensibile, e lo dimostra il fatto che i Romani eressero il tempio della Clemenza in segno di gratitudine per la benignità da lui dimostrata. Egli infatti risparmiò molti di coloro che avevano combattuto contro di lui e ad alcum conferì persine cariche e onori, come a Bruto e a Cassie, dominati entrambi pretori. Né tollerò che le statue di Pompeo fossero state abbattute o rimosse, ma le fece raddrizzare e rimettere al loro posto, e giustamente Cicerone osservò che Cesare, erigendo le statue di Pompeo, consolidava le sue.
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CESARE E I PIRATI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
All’inizio, dunque, quando venne chiesto da parte loro un riscatto di 20 talenti, ne rise, poiché non capivano chi avessero catturato, ed egli promise che ne avrebbe dati 50; in seguito, inviati gli uomini del suo seguito chi in una città chi in un’altra per procurarsi le ricchezze, rimasto tra le rozzissime genti cilicie con un amico e due consiglieri, si comportava tanto altezzosamente che, ogni qual volta andava a riposare, ordinava loro di tacere inviando un servo. Poi, trascorsi i 40 giorni mancanti, quasi non fosse sorvegliato ma piuttosto protetto da loro, con molta sfrontatezza faceva ginnastica e scherzava con loro; scrivendo poi poesie e discorsi, li faceva loro ascoltare e definiva barbari ed incolti quelli che non li apprezzavano, e spesso mettendosi a ridere minacciò di impiccarli; i pirati, poi, erano contenti di avere questo tipo di conversazione franca, con semplicità ed educazione. Quando dunque giunsero da Mileto i soldi del riscatto e poté ripartire dopo averli consegnati, una volta compiuto il viaggio per mare, immediatamente tornò verso i pirati dal porto di Mileto; assalite le barche di guardia tutt’attorno all’isola, ne catturò la maggior parte. Fece razzia delle loro ricchezze e impalò tutti gli uomini, come aveva preannunciato loro sull’isola, quando sembrava che scherzasse.