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Eulogos 2 pagina 137 numero 270
Ψιττακον τις αγορασας αφηκεν επι της οικιας νεμεσθαι.... Προς ανδρα φιλοψογον ετεροιος αει αιτιας προσαπτειν επίχειρουντα ο λογος ευχαιρος
Un tale che aveva comprato al mercato (ἀγοράζω) un pappagallo lo lasciò libero di aggirarsi per casa. Esso con grazia saltò (ἀναπηδάω) sul camino per servirsene (χράομαι), si mise a sedere (καθίζω) e di lì piacevole canticchiava. Una gatta che lo osservava (θεάομαι) chiedeva (πυνθάνομαι) chi era e da dove era venuto (ἔρχομαι). Quello disse (λέγω): «Il padrone mi ha comprato (ὠνέομαι poco fa». «Perciò, insolentissimo animale - disse - malgrado tu sia giunto da poco ti permetti queste cose, mentre i padroni non lo concedono a me che sono nata in questa casa, anzi se una volta lo facessi (farò), adirati mi scacciano». Quello rispondeva dicendo: «Padrona di casa, sta molto alla larga: i padroni infatti non sopportano allo stesso modo la mia voce rispetto alla tua». Discorso che si dimostra appropriato per l’uomo facile alla critica che dà sempre le colpe agli altri. (by Geppetto)
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Καταμανθανων ποτε απο των αυτων εργων τους μεν πανυ απορους οντας, τους δε πανυ πλουσιους, απεθαυμαζον, και εδοκει μοι αξιον ειναι ... Κριτοβουλε, μανθανων πανυ αν δεινος χρηματιστης γιγνοιο.
Una volta accorgendomi che in seguito agli stessi lavori alcuni erano in estrema indigenza, altri invece molto ricchi, mi meravigliavo e mi sembrava che valesse la pena indagarne il motivo. Durante l'indagine scoprivo che ciò aveniva in modo molto coerente. Vedendo infatti che quelli che facevano queste cose a caso che erano danneggiati mentre quelli che si dedicavano con intelligenza operavanopiù velocemente e più facilmente e con un guadagno maggiore. Per prima cosa (ti) dimostro che le case alcune che sono costruite con molto denaro sono inservibili e altre invece (che sono costruite) con molto meno (denaro) ma che sono dotate di tutte quelle cose quanto si deve. E vede anche fra gli agricoltori alcuni che dicono di essere rovinati dall'agricoltura e che sono poveri altri invece che hanno dall'agricoltura in abbondanza e magnificamente di tutte quelle cose di cui hanno bisogno. Apprendendo su queste cose anche tu o Critobulo potesti diventare veramente un mercante straordinario.
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"Αλλα σε, κακιστε αλεκτρυων, ειθε ο Ζευς αυτος επιτριβοι φθονερον ουτω και οξυφωνον οντα· ... οναρ πλουτουντα, ανεγειρομενον λιμωττειν." (da Luciano)
"Ma oh se Zeus stesso ti distruggesse, bruttissimo gallo, che sei invidioso e hai una voce così acuta; infatti io essendo ricco e sperimentando una meravigliosa felicità, gridando mi hai svegliato dal dolcissimo sogno, affinché neanche di notte in ogni caso possa sfuggire alla povertà, molto più ripugnante di te." E il gallo avendo ascoltato il padrone riversandosi su di lui rispose:" Padrone mio Micillo, che alzandoti di buon mattino porti a termine tanti dei lavori, procurandoti i cibi quotidiani. Se ritieni di dormire più dolcemente, io allora sono in procinto di tacere e essere più muto dei pesci; il pericoloè che tu, essendo ricco in sogno, soffri risvegliandoti"
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Αετος ποτε εαλω υπ' ανθρωπου. τουτου δε τα πτερα ο Ανθρωπος κοψας αφηκε ...τους δε πονηρους δε φρονιμως τροπουσθαι.
Una volta un'aquila fu catturata da un uomo. L'uomo dopo averle mozzato le ali lasciò stare con gli uccelli nella casa. Ma quella era triste e non mangiava nulla dalla sofferenza, era simile ad un re prigioniero. Ma quando la comprò un altro e dopo averle tirato via le penne e dopo ( χρίω participio aoristo) averla frizionata con un unguento la rese (di nuovo) alata. Quella libratasi in volo e dopo aver afferrato con gli artigli una lepre la portò in dono al (suo) benefattore. Una volpe avendo visto ciò diceva: " Non trattare con gratitudine costui, ma quello di prima, perché questo è buono per natura, l'altro invece rendilo più benigno (εξευμενιζου = ἐξευμενίζομαι verbo mediopassivo presente imperativo singolare seconda ) se per caso (=μή πως) prendendoti di nuovo ti devasti l'ala. La favola dimostra che bisogna mostrarsi debitori in risposta ai benefattori ma che invece (bisogna) guardarsi prudentemente i malvagi
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Σωκρατης μεν, λακτισαντος αυτον νεανισκου θρασεος μαλα και βδελυρου τους αμφ'αυτον ορων αγανακτουντας... συμποσιῳ μεγαλῳ τῳ θεατρῳ σκωπτομαι
Socrate, poiché un giovinetto molto sfrontato ed infame lo colpiva con il piede (con un calcio) e poiché vedeva quelli intorno a lui che si indignavano e che si agitavano così da volerlo inseguire "dunque" disse "anche se un asino scalciasse restituireste i calci riterreste degno scalciare contro di lui?" Quello non rimaneva completamente impunito poiché tutti lo rimproveravano e lo chiamavano "lo scalciatore" si impiccò. Aristofane, quando pubblicò "Le Nuvole" riversava su di lui ogni genere di prepotenza e uno dei presenti dicendo: "Non ti indigni, o Socrate per queste cose?" " No di certo, per Zeus!" rispose "Infatti come in un banchetto sono deriso in un grande teatro.".