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Eulogos 2 pagina 130 numero 264
Πειναριος φρουραρχος Ενναιων αποσταντων της Ρομαιων συμμαχιας τας κλεις των πυλων ...επιπτον απαντες πλην ολιγων, οσοι κατά των τειχων αυτους καθηκαν η δι υπονομων ελαθον εκπεσοντες.
Quando gli Ennei vollero disertare l'alleanza con i Romani e chiesero indietro le chiavi dei cancelli, il frurarco Pinario disse: "Se tutto il popolo, riunito domani in assemblea, voterà questo provvedimento, io vi obbedirò" Gli Ennei il giorno dopo si riunirono nel teatro, ma Pinario durante la notte aveva appostato in imboscata molti soldati sulle alture ai piedi dell'acropoli e ne aveva piazzati altri intorno al teatro e alle uscite, in attesa che venisse dato il segnale Gli Ennei riuniti votarono a favore della defezione....(continua)
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Inizio: Ημερον Δαρειου τουτο το εργον ακουω, του παιδος του Υσπασπου...Fine: οτι δια μνημης την ευεργεσιαν ειχον..
Sento ciò come il gesto di Dario, figlio di Istape. Aribazo l'ircano cospirò contro di lui, con altri uomini famosi in Persia. La congiura fu intentata durante una battuta di caccia. E Dario essendo già a conoscenza di questo non si mise paura, ma ordinandogli di prendere le armi ed i cavalli, li esortò a tendere la lancia e con sguardo penetrante disse: "Perchè non fate questo? Perchè vi siete spinti a ciò?Ma quelli, dopo aver visto lo sguardo penetrante del re, fermarono l'attacco...(CONTINUA)
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Ἐκ δὲ τούτου οἱ Λακεδαιμόνιοι Τελευτίαν αὖ ἐπὶ ταύτῃ ἐκπέμπουσιν ἐπὶ ταύτας τὰς ναῦς ναύαρχον. ὡς δὲ εἶδον αὐτὸν ἥκοντα οἱ ναῦται, ὑπερήσθησαν. ὁ δ' αὐτοὺς συγκαλέσας εἶπε τοιάδε· Ὦ ἄνδρες στρατιῶται, ἐγὼ χρήματα μὲν οὐκ ἔχων ἥκω· ἐὰν μέντοι θεὸς ἐθέλῃ καὶ ὑμεῖς συμπροθυμῆσθε, πειράσομαι τὰ ἐπιτήδεια ὑμῖν ὡς πλεῖστα πορίζειν. εὖ δ' ἴστε, ἐγὼ ὅταν ὑμῶν ἄρχω, εὔχομαί τε οὐδὲν ἧττον ζῆν ὑμᾶς ἢ καὶ ἐμαυτόν, τά τ' ἐπιτήδεια θαυμάσαιτε μὲν ἂν ἴσως, εἰ φαίην βούλεσθαι ὑμᾶς μᾶλλον ἢ ἐμὲ ἔχειν· ἐγὼ δὲ νὴ τοὺς θεοὺς καὶ δεξαίμην ἂν αὐτὸς μᾶλλον δύο ἡμέρας ἄσιτος ἢ ὑμᾶς μίαν γενέσθαι· ἥ γε μὴν θύρα ἡ ἐμὴ ἀνέῳκτο μὲν δήπου καὶ πρόσθεν εἰσιέναι τῷ δεομένῳ τι ἐμοῦ, ἀνεῴξεται δὲ καὶ νῦν. ὥστε ὅταν ὑμεῖς πλήρη ἔχητε τὰ ἐπιτήδεια, τότε καὶ ἐμὲ ὄψεσθε ἀφθονώτερον διαιτώμενον· ἂν δὲ ἀνεχόμενόν με ὁρᾶτε καὶ ψύχη καὶ θάλπη καὶ ἀγρυπνίαν, οἴεσθε καὶ ὑμεῖς ταῦτα πάντα καρτερεῖν. οὐδὲν γὰρ ἐγὼ τούτων κελεύω ὑμᾶς ποιεῖν ἵνα ἀνιᾶσθε, ἀλλ' ἵνα ἐκ τούτων ἀγαθόν τι λαμβάνητε.
Gli Spartani inviavano Teleutia come comandante di queste navi. Non appena videro che era giunto, i marinai ne provarono gran gioia. Egli, dopo averli convocati, rivolse loro le seguenti parole: “Soldati, io sono giunto senza portare danaro; se un dio lo vorrà e voi vi sforzerete insieme con me, cercherò di fornirvi i viveri, quanti più possibile. Lo sapete bene: quando io sono il vostro comandante, prego per la vostra vita non meno che per la mia; quanto ai viveri, potreste forse meravigliarvi se vi dicessi che vorrei ne aveste più voi di me; io, per gli dei, preferirei, io proprio, stare due giorni senza cibo piuttosto che lasciare voi digiuni per uno solo; già prima la mia porta era aperta per far entrare chi avesse bisogno di me, sarà aperta anche ora. Sicché, quando voi avrete i viveri in gran quantità, allora vedrete anche me vivere in maggiore abbondanza. Se mi vedete sopportare freddo, caldo e notti di veglia, aspettatevi di dover sopportare anche voi tutte queste cose. Io non vi ordino di fare nulla di tutto ciò per darvi tormento ma perché, da questo, possiate ricevere un beneficio.
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Επει τον Ιλιον Υπο των Αχαιων ηλισκετο και εκαιετο, αι εν τοις του πριαμου ... διο της ικετεσιας της Ανδρομαχης ηκουον.
Dopo che Troia veniva conquistata e bruciata dagli Achei le donne nella dimora di Priamo erano terribilmente oppresse per il dolore e la paura. Taltibio, araldo degli Achei, bandiva i duri ordini dei vincitori. Difatti i comandati degli Achei volevano condurre in schiavitù le principesse Troiane; mentre Andromaca veniva assegnata a Neottolemo, Ecuba invece ad Achille, poi Cassandra ad Agamennone. Poi offrivano in sacrificio secondo l’oracolo Polissena, figlia di Priamo. Ecuba piangeva la completa distruzione della reggia. Gli Achei non risparmiavano i bambini; volevano difatti uccidere Astianatte, figlio di Ettore, e annientare ogni figli d’ uomo coraggioso e perciò non ascoltavano le suppliche di Andromaca.
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οι στρατιωται, μείναντες δὲ ταύτην τὴν ἡμέραν τῇ ἄλλῃ ἐπορεύοντο πρῳαίτερον ἀναστάντες·... οἱ δὲ οὐκ ἐδέξαντο, ἀλλ᾽ ἔφευγον ἐπὶ τὴν χαράδραν.
Quel giorno i soldati rimasero fermi. Il giorno dopo si alzarono prima del solito e ripresero la marcia: dovevano infatti superare un greto e temevano di subire un attacco nemico durante il passaggio. Quando ormai l'hanno oltrepassato, ricompare Mitradate con mille cavalieri e all'incirca quattromila tra arcieri e frombolieri: tanti ne aveva chiesti a Tissaferne - e ne prese poi il comando - dopo aver promesso che, se glieli avesse concessi, avrebbe piegato i Greci ai suoi piedi: li guardava con disprezzo perché nello scontro precedente, pur disponendo di pochi effettivi, non aveva riportato nessun danno, mentre era convinto di averne procurati molti agli avversari....(CONTINUA)