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Η Σικελια καλη και φανερα της Ιταλιας νησον εστιν. Εν τη Σικελια τη ευκρασια των ωρων οι οικηται των αρουρων καρπουνται την οινην και την ελαιαν φυτευουσιν τας δε ποιμνας και αγελας βοσκουσιν. ... η οιχια και θερμαστρα του Ηφαιστου εστιν.
La Sicilia è una bella e nota isola d’Italia. In Sicilia a causa della mitezza dei climi gli abitanti dei campi fanno fruttificare la vite, coltivano l’ulivo, conducono al pascolo greggi e mandrie. Lungo le coste della Sicilia ci sono numerose ed eccellenti colonie greche come Siracusa, Catania e Messina. In Sicilia i Siracusani sono egemoni (hanno l’egemonia) e godono buona fama per la prosperità e la forza militare, anche per gli atleti e per le tecniche di produzione. A Siracusa governa (ha il comando) un tiranno e spesso lo esercita dispoticamente. Nel centro della Sicilia c’é Enna e intorno una regione ricca di fiori cara alle dee, dove Core, figlia di Demetra, fu rapita da Ade. In Sicilia si trova il monte Etna da dove a volte si producono fiumi di lava. Antichi miti raccontano che all’interno dell’Etna si trova l’abitazione di Efesto e la fucina. (by Geppetto)
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Ανθρωπος ποτε λεγεται σατυρω ξενιαν συντιθεσθαι. Επει δη ο χειμοων κατελαμβανε και ψυχος εγιγνετο ... οτε το αυτων ηθος μφιβολον εστιν
Si dice che una volta un uomo concludeva un rapporto d'amicizia con un satiro. Ma quando arrivava l'inverno e diventava freddo l'uomo portava le mani alla bocca e soffiando (le) riscaldava. Allora il satiro chiedeva il motivo di questo, e l'uomo diceva che scaldava le mani per il gelo. Ma successivamente veniva allestita per loro una tavola e c'era del cibo completamente caldo, l'uomo lo portava alla bocca e soffiava. E chiedendogli di nuovo il satiro il motivo di questo, l'uomo affermava che raffreddava di raffreddare il cibo dato che era troppo caldo. E quello diceva all'uomo: "Ehi tu (ὦ οὗτος), ma io rinuncio alla tua amicizia, perché dalla bocca emetti il caldo e il freddo." Ebbene dunque bisogna fuggire l'amicizia degli uomini quando il carattere è ambiguo (errore nel testo della versione non è μφιβολον ma ἀμφίβολος)
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Της Τρωαδος χωρας πρωτος εβασιλευε Τευκρος, υιος ων Σκαμανδρου του ποταμου και ιδαιας νυμφης, ανηρ επιφανης, και τους λαους αφ'εαυτου Τευκρους προσηγορευε ... Εκτορα του επισημοτατον γιγνομενον εν τω Τρωικω πολεμω.
Regnava la regione Troade per primo Teucro che era figlio del fiume Scamandro e della Ninfa idea, uomo illustre, e chiamava i popoli da sè Teucri. Da Teucro nasceva la figlia Batea, Dardano il dio la sposava ed ereditava il regno ed i popoli da se chiamava Dardani. Nato da questo Erittonio generava il figlio Troo che chiamava da sè i popoli troiani. Da questo nascevano tre figli: Ilo, Assaraco, e Ganimede. Ilo dunque fondava una città la più illustre fra quelle della Troade dandogli da se il nome di Ilio. Nasùto da lui Laomedonte generò Titone e Priamo. Priamo sposata Ecuba fra i figli ebbe Ettore che fu il più insigne nella guerra Troiana.
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Πτολεμαιος γουν ο Λαγου δυο καινα εις Αιγυπτον ηγεν, καμηλον τε Βακτριανην παμμελαιναν, Δαρειου ... αλλα προς αυτην το ευρυθμον και ευμοφρον κρινουσι.
Tolomeo figlio di Lago due cose appena scoperte dall'Egitto (due novità), un cammello della Batriana interamente nero cimelio conservato come un tesoro (sott. che era stato) di uno di Dario, di Cambise o di Ciro stesso ed un uomo di due colori, la metà di questo perfettamente nera, l'altra bianca all'eccesso. Dopo aver condotto gli Egiziani a teatro mostrava loro molte meraviglie, il cammello e l'uomo mezzo bianco e credeva di divertirli con lo spettacolo. Alcuni ammiravano il cammello e molti di loro saltavano e fuggivano invece davanti all'uomo molti ridevano, altri provavano orrore per l'essere mostruoso. Così Tolomeo conveniva (lett. presente) che la novità (la scoperta) non veniva stimata da quelli e che non veniva ammirata dagli Egiziani ma apprezzavano al posto di questa (novità) l'armonia e la bellezza.
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Ο μεν ουν Αρταξερξης παρων ετυγχανε· ... η μητηρ εξαιτεομενη αυτον επεπεμπε παλιν επι την αρχην
Da dario e Parisatide nascono due figli, Artaserse e Ciro. Quando Dario presagiva la fine della (sua) vita voleva essere vicino ad entrambi i figli. Accadeva che Artaserse era presente. Manda invece a chiamare Ciro dal regno di cui era Satrapo e designato comandante di tutti quelli che si riuniscono nella pianura di Castolo. Ciro va portando Tissaferne come amico e rientrava avendo trecento opliti dei greci al loro comando Senia di Parrasia. Dopo che Dario moriva e Artaserse prende il regno, Tissaferne metteva in cattiva luce Ciro di fronte al fratello perché tramava contro di lui. Questo si lasciava persuadere ed imprigionava Ciro e stava per ucciderlo. Ma intervenuta la madre lo mandava di nuovo al potere.