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Αλλα γαρ οτι μεν Σπαρτη μαλιστα πειθονται ταις αρχαις τε και ... οπερ και γεγενηται.
Ma infatti che a Sparta si obbedisce soprattutto ai magistrati e alle leggi, lo sappiamo tutti. Io credo che Licurgo non abbia neppure provato a istituire questo solido ordine prima di aver portato dalla sua parte tutte le persone con più potere nella città. Ne trovo una prova nel fatto che nelle altre città i più potenti non vogliono neppure sembrare di temere i magistrati, e pensano che ciò sia sconveniente. Invece a Sparta i potenti cercano di ingraziarsi soprattutto i magistrati e si vantano di essere sottomessi e di obbedire, qualora vengano chiamati, correndo e non camminando (piano), ritenendo che, se loro stessi siano i primi ad iniziare ad ubbidere intensamente, li seguiranno anche gli altri; ciò (è quello che) di fatto si è verificato. (by Vogue)
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Eulogos 2 pagina 180 Numero 303
Inzio: Μηναγυρται ονον εχοντες τουτω ειωθεσαν τα σκευη επιτιθεντες οδοιπορειν.... Fine: της δουλειας αφειμενοι των δουλικων αρχων ουκ απαλλατονται.
Dei sacerdoti che avevano un asino erano abituati (ειωθεσαν ἔθω piuccheperfetto indicativo plurale terza plurale) viaggiare mettendo su questo i bagagli. E poiché quello una volta morì per lo sforzo, dopo averlo scuoiato dalla pelle costruirono tamburi e li utilizzavano. Ma quando altri sacerdoti li incontrarono e domandarono loro dove fosse l'asino risponderono che lui era morto ...(CONTINUA)
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Eulogos 2 pagina 157 numero 282
Απολειπω Αρεταιω μεν την μητερα μου τρεφειν και γηροκομειν, Χαριξενω δε την θυγατερα μου εκδουναι μετα προικος οποσην ... ως ηκουσαν, ηκον ευθυς διαιτωντες τα εκ των διαθηκων.
"Lascio ad Areteo la madre mia, per nutrirla ed averne cura e (lascio) a Carisseno la figlia mia, per maritarla con la dote maggiore che può darle (aveva egli una madre vecchia e una figlia già da marito): se uno dei due avrà qualche disgrazia, l'uno abbia l'eredità dell'altro." Letto questo testamento, quelli che conoscevano la povertà di Eudamide, ma non l'amicizia che egli aveva con gli uomini presero la cosa a scherzo, e non finivano di ridere. Ma gli eredi come udirono le cose che erano state loro lasciate corsero subito ed eseguirono il testamento.
Carisseno sopravvisse soli cinque giorni, e morì: ed Areteo diventato erede universale, ed accettando anche il lascito fatto a questo, nutrì la madre di Eudamide ed poi dopo poco maritò la fanciulla: e di cinque talenti che aveva, ne diede due ad una figlia sua, e due alla figlia dell'amico, e volle che entrambe celebrassero le nozze nello stesso giorno.
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Eulogos 2 pagina 180 numero 304
Ως δε εγενετο ενναετης Αχιλλευς, Καλχαντος λεγοντος ου δυνασθαι χωρις αυτου αιρεθηναι Τροιαν, Θετις, προμαθουσα στρατευομενον αυτον διαφθαρησεσθαι. ... των δουλικων αρχων ουκ επαλλαττονται.
Quando Achille aveva nove anni di età, poiché Calcante diceva che non si poteva espugnare Troia senza di lui Teti sapendo che lo avrebbero ucciso combattendo dopo averlo occultato con una vesta di donna lo portò come ragazza da Licomede. Mentre veniva allevato là, si unì a Deidameia, figlia di Licomede, e da lui nasce il figlio Pirro, chiamato in seguito Neottolemo. Odisseo, andando da Licomede in cerca d'Achille, servendosi di una tromba, lo trovò. Ed in questo modo Achille partì per Troia. E andò con lui Fenice, figlio di Amintore. Costui fu accecato dal suo padre, essendo stato accusato da Ftia concubina del padre Ftia di violenza sessuale. Peleo dopo averlo portato da Chirone, poiché gli occhi gli furono da quello guariti, lo fece re dei Dolopi. (Achille) era accompagnato anche da Patroclo, figlio di Menezio. Costui a Opunte poiché litigò sugli astragali mentre giocava in un gioco di dadi uccideva Clitonimo, figlio di Anfidamante; esiliato insieme al padre risiedeva da Peleo e diventava (letteralmente è presente "diventa") amato di Achille.
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Αμα δε τουτοις πραττομενοις Λακεδαιμονιοι μεν εγνωσαν στρατευειν επι την Μαντινειαν, ουδεν φροντισαντες των γεγενημενων σπονδων δια τοιαυτας αιτιας ... και αυτους εφυγαδευον.(versione greco Diodoro Siculo)
Contemporaneamente ai questi fatti compiuti gli Spartani capitarono di fare una campagna militare contro Mantinea, non essendosi dati pensiero dei trattati conclusi, per siffatti motivi. Preesistendo con i Greci la pace comune quella di Antalcide, secondo la quale tutte le città ricevevano l’autonomia secondo l’accordo, gli Spartani essendo per natura ambiziosi ed essendo bellicosi, come se la pace non fosse rimasta un terribile peso, quella stipulata della Grecia avendo desiderato potere incitavano innovazione. Subito quindi mettevano in agitazione le città e tramite i propri alleati preparavano sommosse in esse, alcune di quelle avevano dato pretesto credibile a loro del tumulto. Infatti volevano che quelle autonome prendessero i complici dell’egemonia degli Spartani e li mandavano in esilio. (by Stuurm)