"Αλλα σε, κακιστε αλεκτρυων, ειθε ο Ζευς αυτος επιτριβοι φθονερον ουτω και οξυφωνον οντα· ... οναρ πλουτουντα, ανεγειρομενον λιμωττειν." (da Luciano)

"Ma oh se Zeus stesso ti distruggesse, bruttissimo gallo, che sei invidioso e hai una voce così acuta; infatti io essendo ricco e sperimentando una meravigliosa felicità, gridando mi hai svegliato dal dolcissimo sogno, affinché neanche di notte in ogni caso possa sfuggire alla povertà, molto più ripugnante di te." E il gallo avendo ascoltato il padrone riversandosi su di lui rispose:" Padrone mio Micillo, che alzandoti di buon mattino porti a termine tanti dei lavori, procurandoti i cibi quotidiani. Se ritieni di dormire più dolcemente, io allora sono in procinto di tacere e essere più muto dei pesci; il pericoloè che tu, essendo ricco in sogno, soffri risvegliandoti"