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Οι παλαιοι Λακεδαιμονιοι τεχνας ουκ εμανθανον και ατειχιστοι διηγον· νομος γαρ ην τοις Λακεδαιμονιοις τοις οπλοις, ου τοις τειχεσιν αμυνεσθαι, διο αει εγυμναζοντο...Δια ταυτα η των Λακεδαιμονιων πολιτεια ισχυρα ην, αλλ' αδικος.
Gli antichi spartani non apprendevano mestieri e vivevano senza mura infatti per gli spartani era abitudine combattere con le armi (oppure puoi tradurre con il dativo di possesso: "gli spartani avevano la tradizione di difendersi") non con le mura, perciò si esercitavano sempre nella lotte e passavano la vita nelle battaglie. Nella vita politica gli uomini erano Spartiati, Perieci e Iloti: i soli cittadini Spartani erano veramente cittadini e avevano diritti da cittadino e deliberavano nell'Apella/nell'assemblea. Soli infatti combattevano in guerra; per gli spartani era solito morire in difesa della propria libertà e non fuggire di fronte ai nemici: infatti consideravano moltissimo vergognoso fuggire. Dunque le loro mogli insegnavano ai figli il coraggio e li esortavano ad amare Sparta. I Perieci invece vivevano nei campi e si dedicavano all'agricoltura e ai lavori; questi non erano davvero cittadini, né schiavi, ma non avevano diritti da cittadini e non deliberavano con gli Spartiati. Gli Iloti erano schiavi e lavoravano solamente i campi, e non percepivano un salario. Per questi motivi la forma di governo degli spartani era forte, ma ingiusta.
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Ισταντο δε ενδον του ιερου δυο δενδρα λιαν υψηλα και ωραιοτατα και το μεν εν εκαλειτο ηλιος ... τελευτηση αλλ' εκ δηλητηριου."
C’erano nel tempio due alberi eccezionalmente alti e bellissimi (ὡραῖος -α -ον) ed uno era chiamato sole, l’altro luna. Il vecchio diceva ad Alessandro: «Questi alberi prediranno quello che ti deve accadere». Domandava Alessandro: «In quale lingua mi parleranno gli alberi?». Il vecchio rispondeva: «L’albero sole farà il primo discorso in lingua persiana e alla fine in greco, l’albero luna farà il primo in greco, poi in Indiano. E quando si fermerà il sole, parlerà il sole, quando si fermerà la luna, parlerà la luna». Una volta avvicinatosi, Alessandro salutò gli alberi e chiese (ἐρωτάω): «Se vincessi, ritornerò (ὑποστρέφω) in Macedonia?». Allora, poiché il sole si era fermato, l’albero sole rispondeva: «Alessandro, sarai signore (κῡριεύω) di tutto ciò che è abitato, ma non tornerai in Macedonia». Essendo giunta la sera e dopo che la luna si era fermata, così diceva l’albero luna: «Alessandro, in poco tempo dominerai la terra e non da spade, come tu ti aspetti, morirai, ma da veleno.»(by Geppetto)
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Γεωργος τις ειχε πολλους αγρους καρπους αφθονως φεροντας ... και εν πολλη ομονοια διηγον.
Un contadino possedeva molti campi che davano prodotti in abbondanza, lo stesso però non viveva serenamente: i suoi figli infatti spesso litigavano (ἐρίζω) e non erano mai d’accordo. Il contadino allora, quando capì (αἰσθάνομαι) che si stava avvicinando la fine della (sua) vita e volendo che i figli diventassero esperti in agricoltura, diceva: «O lavoro, finché ero in salute con opere ininterrotte curavo i campi, dato che non volevo che foste poveri. Ora, essendo ormai sul punto di morire, desidero che voi sappiate: in uno dei campi ci sono tanti beni: è necessario perciò che voi scaviate con cura e cerchiate, se volete diventare ricchi». I figli, dopo la morte del padre, in concordia dissodarono tutta la terra dei campi del padre, ma non trovarono un tesoro. I campi, trattati con laboriosità, diedero frutti in gran copia. I figli allora meditarono (διανοέω) sul discorso del padre e vissero in grande armonia. (by Geppetto)
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Inizio: Ο δ Ηρακλης προσταγμα ελαμβανε τας εκ της Στυμφαλιδος λιμνης ορνιθας εξελαυνειν...Fine: και τη συνεχεια του κροτου ραδιως καθαραν εποιει την λιμνην.
Ercole assunse il compito di scacciare gli uccelli dalla palude di Stinfalo e con abilità ed intelligenza rapidamente si apprestava all’opera. C'era infatti alla superficie (ἐπιπολάζω) una miriade innumerevole di uccelli e questi distruggevano i prodotti della regione circostante... Con la forza allora era impossibile abbattere gli animali per la quantità della moltitudine, l’opera esigeva uno stratagemma ingegnoso. Egli allora disponeva di un rombante piatto di rame e con questo produsse un frastuono eccezionale e spaventò gli animali: e a causa del rumore rapidamente rese pulito il lago.
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Παρην δε και Χειρισοφος Λακεδαιμονιοις επι των νεων μταπεμπτος υπο Κυρου... και αδικειν ουκ ειων.(da Senofonte)
Presso le navi, mandato a chiamare da Ciro, era presente anche Chirisofo lo Spartano, che guidava 700 opliti dei quali era comandante presso Ciro. Le navi muovevano verso l’accampamento di Ciro. Di qui fa in una giornata di marcia 5 parasanghe fino alle porte della Cilicia e della Siria. C’erano per questo due ingressi, e Suennio gestiva l’interno di fronte alla Cilicia e presidio della Cilicia, l’esterno del re della Siria era detto presidio da proteggere. Nel centro dei due scorre il fiume di nome Carso, largo 100 piedi: fra tutti e due gli ingressi c’erano 3 stadi. Dopo di ciò Ciro fa in quattro giornate di marcia sedici parasanghe fino al fiume Calo, che è ampio 100 piedi, pieno di pesci grandi e facili da pescare, che gli abitanti della Siria rispettano come dei e che non lasciano danneggiare. (By Geppetto)