Αετος ποτε εαλω υπ' ανθρωπου. τουτου δε τα πτερα ο Ανθρωπος κοψας αφηκε ...τους δε πονηρους δε φρονιμως τροπουσθαι.

Una volta un'aquila fu catturata da un uomo. L'uomo dopo averle mozzato le ali lasciò stare con gli uccelli nella casa. Ma quella era triste e non mangiava nulla dalla sofferenza, era simile ad un re prigioniero. Ma quando la comprò un altro e dopo averle tirato via le penne e dopo ( χρίω participio aoristo) averla frizionata con un unguento la rese (di nuovo) alata. Quella libratasi in volo e dopo aver afferrato con gli artigli una lepre la portò in dono al (suo) benefattore. Una volpe avendo visto ciò diceva: " Non trattare con gratitudine costui, ma quello di prima, perché questo è buono per natura, l'altro invece rendilo più benigno (εξευμενιζου = ἐξευμενίζομαι verbo mediopassivo presente imperativo singolare seconda ) se per caso (=μή πως) prendendoti di nuovo ti devasti l'ala. La favola dimostra che bisogna mostrarsi debitori in risposta ai benefattori ma che invece (bisogna) guardarsi prudentemente i malvagi