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Differenti versioni sulla morte di Cleopatra
Versione greco Plutarco Traduzione libro Hellenikon phronema
Λέγεται δὲ τὴν ἀσπίδα κομισθῆναι σὺν τοῖς σύκοις ἐκείνοις καὶ τοῖς θρίοις ἄνωθεν ἐπικαλυφθεῖσαν· οὕτω γὰρ τὴν Κλεοπάτραν κελεῦσαι, μηδ' αὐτῆς ἐπισταμένης τῷ σώματι προσπεσεῖν τὸ θηρίον· ὡς δ' ἀφαιροῦσα τῶν σύκων εἶδεν, εἰπεῖν· "ἐνταῦθ' ἦν ἄρα τοῦτο". καὶ τὸν βραχίονα παρασχεῖν τῷ δήγματι γυμνώσασαν. οἱ δὲ τηρεῖσθαι μὲν ἐν ὑδρίᾳ τὴν ἀσπίδα καθειργμένην φάσκουσιν, ἠλακάτῃ δέ τινι χρυσῇ τῆς Κλεοπάτρας ἐκκαλουμένης αὐτὴν καὶ διαγριαινούσης, ὁρμήσασαν ἐμφῦναι τῷ βραχίονι. τὸ δ' ἀληθὲς οὐδεὶς οἶδεν· ἐπεὶ καὶ φάρμακον αὐτὴν ἐλέχθη φορεῖν ἐν κνηστίδι κοίλῃ, τὴν δὲ κνηστίδα κρύπτειν τῇ κόμῃ· πλὴν οὔτε κηλὶς ἐξήνθησε τοῦ σώματος οὔτ' ἄλλο φαρμάκου σημεῖον. οὐ μὴν οὐδὲ τὸ θηρίον ἐντὸς ὤφθη, συρμοὺς δέ τινας αὐτοῦ παρὰ θάλασσαν, ᾗ τὸ δωμάτιον ἀφεώρα καὶ θυρίδες ἦσαν, ἰδεῖν ἔφασκον· ἔνιοι δὲ καὶ τὸν βραχίονα τῆς Κλεοπάτρας ὀφθῆναι δύο νυγμὰς ἔχοντα λεπτὰς καὶ ἀμυδράς.
Si racconta che l'aspide fu portato con quei fichi, nascosto sotto le foglie: Cleopatra infatti aveva ordinato così, in modo che il serpente l'attaccasse senza che lei se ne accorgesse; ma quando tolse i fichi, lo vide e disse: "Era qui dunque". E, denudato il braccio, l'offrì al morso dell'aspide. Altri dicono che l'aspide fosse custodito in un orcio e che quando Cleopatra lo provocò e lo irritò con un fuso d'oro, saltò fuori e le si attaccò a un braccio. Ma nessuno conosce la verità; c'è anche una terza versione, cioè che Cleopatra tenesse del veleno in uno spillone cavo nascosto fra i capelli. Eppure sul suo corpo non apparve alcuna macchia né altro segno di veleno. Certo il serpente non fu visto dentro la stanza, ma ci fu chi asserì d'aver notato una sua traccia dalla parte del mare, dove guardavano le finestre della camera; altri sostengono che sul braccio di Cleopatra furono osservate due punture leggere e pressoché impercettibili.
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CODRO E PUBLIO DECIO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
ΘΡΑΙΚΕΣ Ἀθηναίοις πολεμοῦντες χρησμὸν ἔλαβον, ἐὰν Κόδρου φείσωνται, νικῆσαι· ὁ δὲ δρέπανον λαβὼν ἧκεν εἰς τοὺς ἐναντίους ἐν εὐτελοῦς σχήματι καὶ ἕνα φονεύσας ὑπὸ θατέρου ἀνῃρέθη, οὕτω τ´ ἐνίκησαν οἱ Ἀθηναῖοι· ὡς Σωκράτης ἐν δευτέρῳ Θρᾳκικῶν. ΠΟΠΛΙΟΣ Δέκιος Ῥωμαῖος πρὸς Ἀλβανοὺς πολεμῶν ὄναρ εἶδεν, ἐὰν ἀποθάνῃ, ῥώμην προσποιήσειν Ῥωμαίοις. ἐλθὼν οὖν εἰς μέσους καὶ πολλοὺς φονεύσας ἀνῃρέθη. ὁμοίως δὲ καὶ ὁ υἱὸς αὐτοῦ Δέκιος ἐν τῷ πρὸς Γάλλους πολέμῳ τοὺς Ῥωμαίους διέσῳσεν·
TRADUZIONE
I Traci mentre combattevano contro gli Ateniesi ricevettero un oracolo, se avessero risparmiato Codro avrebbero vinto: ed egli prendendo una falce andò contro i nemici con l' aspetto di un civile e, avendo ucciso il precedente fu ucciso dagli altri, così gli Atenisei vinsero. Il Romano Publio Decio, combattendo contro gli Albani ebbe un sogno, se fosse morto avrebbe dato la forza ai Romani. Essendo questo dunque andato al centro, fu ucciso, avendone uccisi molti. Ugualmente anche il figlio Decio nella guerra contro i Galli salvò i Romani.
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Atena sostiene Pericle mentre i comici ...
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro metaphrazein
τὰ δὲ Προπύλαια τῆς ἀκροπόλεως ἐξειργάσθη μὲν ἐν πενταετίᾳ Μνησικλέους ἀρχιτεκτονοῦντος: τύχη δὲ θαυμαστὴ συμβᾶσα περὶ τὴν οἰκοδομίαν ἐμήνυσε τὴν θεὸν οὐκ ἀποστατοῦσαν, ἀλλὰ συνεφαπτομένην τοῦ ἔργου καὶ συνεπιτελοῦσαν. ὁ γὰρ ἐνεργότατος καὶ προθυμότατος τῶν τεχνιτῶν ἀποσφαλεὶς ἐξ ὕψους ἔπεσε καὶ διέκειτο μοχθηρῶς, ὑπὸ τῶν ἰατρῶν ἀπεγνωσμένος. ἀθυμοῦντος δὲ τοῦ Περικλέους ἡ θεὸς ὄναρ φανεῖσα συνέταξε θεραπείαν, ᾗ χρώμενος ὁ Περικλῆς ταχὺ καὶ ῥᾳδίως ἰάσατο τὸν ἄνθρωπον. ἐπὶ τούτῳ δὲ καὶ τὸ χαλκοῦν ἄγαλμα τῆς Ὑγιείας Ἀθηνᾶς ἀνέστησεν ἐν ἀκροπόλει παρὰ τὸν βωμὸν ὃς καὶ πρότερον ἦν, ὡς λέγουσιν. ὁ δὲ Φειδίας εἰργάζετο μὲν τῆς θεοῦ τὸ χρυσοῦν ἕδος, καὶ τούτου δημιουργὸς ἐν τῇ στήλῃ ἀναγέγραπται, πάντα δ' ἦν σχεδὸν ἐπ' αὐτῷ, καὶ πᾶσιν, ὡς εἰρήκαμεν, ἐπεστάτει τοῖς τεχνίταις διὰ φιλίαν Περικλέους. καὶ τοῦτο τῷ μὲν φθόνον, τῷ δὲ βλασφημίαν ἤνεγκεν, ὡς ἐλευθέρας τῷ Περικλεῖ γυναῖκας εἰς τὰ ἔργα φοιτώσας ὑποδεχομένου τοῦ Φειδίου. δεξάμενοι δὲ τὸν λόγον οἱ κωμικοὶ πολλὴν ἀσέλγειαν αὐτοῦ κατεσκέδασαν, εἴς τε τὴν Μενίππου γυναῖκα διαβάλλοντες, ἀνδρὸς φίλου καὶ ὑποστρατηγοῦντος, εἴς τε τὰς Πυριλάμπους ὀρνιθοτροφίας, ὃς ἑταῖρος ὢν Περικλέους αἰτίαν εἶχε ταῶνας ὑφιέναι ταῖς γυναιξὶν αἷς ὁ Περικλῆς ἐπλησίαζε.
TRADUZIONE
I Propilei dell'Acropoli furono fatti in cinque anni sotto la direzione di Mnesicle, un caso straordinario, occorso durante la costruzione, fece capire che la dea non solo non era indifferente, ma addirittura cooperava al compimento delle imprese. Una volta infatti il più attivo e intelligente degli operai scivolò e cadde dall'alto ed era in cattive condizioni, tanto che i medici non lo curavano più. Mentre Pericle era in preda allo sconforto, la dea gli apparve in sogno e gli prescrisse una cura che Pericle utilizzò per rimettere rapidamente in piedi quell'uomo. Perciò egli fece innalzare sull'acropoli anche la statua di Atena Igiea, presso l'altare che, a quanto dicono, c'era già. Fidia fece la statua d'oro della dea e sulla stele incise il suo nome; quasi tutto era sotto la sua direzione, e, come ho detto, egli sovrintendeva a tutti gli artisti per la sua amicizia con Pericle. Questo generò a lui invidia e un'accusa a Pericle: si diceva che Fidia ricevesse donne libere che si incontravano con Pericle. Accettando questa diceria gli autori di commedie parlavano di una grande intemperanza, e lo accusarono di avere una relazione con la moglie del suo amico Menippo che era suo collega in carica, e di avere interessi con Pirilampo nell'allevamento di uccelli: Pirilampo era accusato di mandare in omaggio pavoni alle donne che erano le amanti di Pericle.
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Numa diviene Re
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro n. p.
Ὄτε ὁ Νομᾶς ἐπανέρχεται εἰς Ῥώμην, ἡ Βουλὴ μὲν καὶ ὁ δῆμος τῷ ἀυδρὶ ἀπαντῶσι· γίγνονται δὲ εὐφημίαι γυναικῶν, θυσίαι πρὸς τοῖς ἱεροῖς καὶ χαρὰ πάντων. τῷ Νομᾷ μὲν προσφέρονται τὰ βασιλικὰ παράσημα· ὁ δὲ λέγει ἀποδέχεσθαι τὰ παράσημα, εἰ οἱ θεοὶ τὴν βασιλείαν αὐτῷ ἐμπεδοῦσιν. Παραλαμβάνων οὖν μάντεις καὶ ἱερεῖς εἰς τὸ Καπιτώλιον ἀναβαίνει. Ἐνταῦθα τῶν μάντεων ὁ πρωτεύων, τῆς κεφαλῆς τοῦ Νομᾶ ἐφαπτόμενος, κατεύχεται καὶ περισκοπεῖ τὰ παρὰ τῶν θεῶν ἐν οἰωνοῖς προφααινόμενα, πανταχόσε τὰς ὄψεις περιφέρων· σιγὴ δὲ ἄπιστος τὴν ἀγορὰν καρέχει. Προφαίνονται ὄρνιθες ἀγαθοὶ καὶ δεξιοί· οὕτω δὲ ὁ Νομᾶς τὴν βασιλικὴυ ἀυαλαμβάνει ἐσθῆτα καὶ εὶς τόν δῆμον ἀπὸ τῆς ἄξρας καταβαίνει.
TRADUZIONE
Quando Numa fa ritorno a Roma, all'uomo vanno incontro sia il senato sia il popolo vanno ci sono (si elevano) preghiere di donne, sacrifici presso i templi e letizia da parte di tutti portano a Numa i riconoscimenti regali; lui afferma di accettare i segni (regali), se gli dei gli confermano il regno. Poi Accogliendo gli indovini e i sacerdoti, sale al Campidoglio. Allora colui che era il primo fra gli indovini, ponendo le mani sul capo di Numa, rivolge una preghiera e guarda quello che appare nei presagi da parte degli dei, volgendo lo sguardo da ogni parte; un incredibile silenzio invade il foro. Appaiono alla destra uccelli benigni e di buon augurio; così Numa indossa l'abito regale e discende dalla rocca
Altro tentativo di traduzione
Quando Numa ritorna a Roma, il Senato e il popolo gli vanno incontro; si elevano preghiere di donne, sacrifici presso i templi e gioia da tutti. Portano a Numa le insegne reali: egli dice di accettare le insegne, se gli dei gli confermano il regno. Accogliendo poi gli indovini e i sacerdoti va sul Campidoglio. Allora il primo degli indovini, mettendo le mani sul capo di Numa, prega e osserva ciò che appare nei presagi da parte degli dei, volgendo gli sguardi da tutte le parti; un'incredibile silenzio invade il foro. Appaiono uccelli benigni e di buon augurio: così Numa indossa la veste regale e discende dalla rocca verso il popolo.
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L'amore è come la sfinge un enigma variapinto e rovinoso
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
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