ALCIBIADE UNO DEGLI ALLIEVI PREDILETTI DI SOCRATE VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Triakonta
Τὸ Ἀλκιβιάδου γένος ἄνωθεν Εὐρυσάκη τὸν Αἴαντος ἀρχηγὸν ἔχειν δοκεῖ, πρὸς δὲ μητρὸς Ἀλκμαιωνίδης ἦν, ἐκ Δεινομάχης γεγονὼς τῆς Μεγακλέους. Λέγεται δ' οὐ κακῶς ὅτι τῆς Σωκράτους πρὸς αὐτὸν εὐνοίας καὶ φιλανθρωπίας οὐ μικρὰ πρὸς δόξαν ἀπέλαυεν. Περὶ μὲν οὖν τοῦ κάλλους τοῦ σώματος οὐδὲν ἴσως δεῖ λέγειν, πλὴν ὅτι καὶ παῖδα καὶ μειράκιον καὶ ἄνδρα πάσῃ συνανθῆσαν τῇ ἡλικίᾳ καὶ ὥρᾳ τοῦ σώματος ἐράσμιον καὶ ἡδὺν παρέσχεν. Ἤδη δὲ πολλῶν καὶ γενναίων ἀθροιζομένων καὶ περιεπόντων, οἱ μὲν ἄλλοι καταφανεῖς ἦσαν αὐτοῦ τὴν λαμπρότητα τῆς ὥρας ἐκπεπληγμένοι καὶ θεραπεύοντες, ὁ δὲ Σωκράτους ἔρως μέγα μαρτύριον ἦν τῆς πρὸς ἀρετὴν εὐφυΐας τοῦ παιδός.
TRADUZIONE n. 1
Da principio la stirpe di Alcibiade sembra che avesse Eurisace, figlio di Aiace, come iniziatore, per parte di madre era Alcmeonide, essendo nato da Dinomaca, figlia di Megacle. Si dice non male che non piccolo aiuto ottenne riguardo a fama dalla benevolenza e amabilità verso lui di Socrate. Forse non bisogna dire niente sulla bellezza fisica se non che fu fiorente in ogni età e stagione della vita, rese il bambino, il ragazzo e l'uomo amabile e fascinoso. Già molti nobili gli stavano attorno facendogli la corte e i più era evidentemente colpiti dalla sua fiorente bellezza che ammiravano con riverenza; l'affetto di Socrate era grande testimonianza della naturale propensione del giovane per la virtù. traduzione n. 2 A risalire all'indietro sembra che Eurisace figlio di Aiace sia l'iniziatore della stirpe di Alcibiade che per parte di madre era Alcmeonide essendo nato da Dinomache figlia di Megacle. Si dice non senza motivo che non piccolo aiuto a diventar famoso gli venne dalla benevolenza e amabilità dimostrata nei suoi riguardi da Socrate. Forse non è il caso di dilungarsi sulla sua bellezza fisiche se non per dire che fu fiorente in ogni età dela vita e lo rese amabile e fascinoso da ragazzo, da giovane e da uomo. Già molti nobili gli stavano attorno facendogli la corte e i più erano evidentemente colpiti dalla sua fiorente bellezza che ammiravano con riverenza; l'affetto di Socrate era grande testimonianza della naturale proponsione del giovane per la virtù.