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CORNELIA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Kata Logon
TRADUZIONE
Si racconta che Cornelia, sopportò nobilmente e con grandezza d’animo la tragedia e circa i luoghi sacri nei quali erano stati uccisi, si racconta che disse che (i 2 figli) morti avevano sepolture degne. Costei, viveva presso il (capo) denominato Miseno, senza aver modificato nulla dello stile di vita abituale. Aveva molti amici e, a causa della natura ospitale, splendida nei banchetti, e sempre c'erano intorno a lei Greci e uomini di lettere, mentre tutti i re ricevevano da lei doni e (le) inviavano (doni). Dunque per coloro che andavano (da lei) e per coloro che si (con lei) intrattenevano) era molto piacevole mentre raccontava la vita e il modo di vivere del padre Africano, ed assolutamente straordinaria quando ricordava senza dolore e senza lacrime il destino e il dramma dei figli, raccontando di loro come degli antichi a coloro che chiedevano notizie.
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CICERONE SI SPOSTA CON LA SCORTA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Kata Logon
dιό την ημέραν των αρχαιρεσιων ύπερ&έμενυς δ Κιχέρων εχάλει τόν Κατιλίναν εις τήν αύγχλητον χαϊ περϊ των λεγομένων άνέχρινεν Ό δέ τιολλους οιό ιιενος είναι τους πραγμάτων χαινων εφιεμένους έν ττ βονλΐ χαϊ άιια τοϊς αυνωμόταις ίνδειχνύ μενος άπεχρίνατο τω Κιχέρωνι μανιχην άπόχρισιν Τί γαρ Ι φη πράττω δεινόν εί δνοϊν σωμάτων οντων του μεν ισχνοϋ χαϊ χατεφ&ινηχότος εχοντος δέ χεφαλήν τον δ άχεφάλον μεν ϊαχυροϋ δέ χαι μεγάλου αούτω χεφαλήν αύτός έπιτί&ημι Τουτων εις τε την βονλήν χαϊ τον δημον τριγμένων υπ αυτοϋ μαλλον δ Κιχέρων εδεισε χαϊ τε&ωραχι αμίνον αυτον ο ί τε δυνατοί πάντες άπό της οϊχίας χαϊ των νέων πολλοί χατήγαγον εις το πεδίον Τον &ωραχος επίτηδες ύπέφαινέ τι παραλύσας εχ των ωμων τοΰ χιτωνος ένδειχνύ μενος τοϊς δρωαι τον χίνδυνον Οί δ ηγανάχτουν χαϊ αυνεστρέφοντο περί αυτόν χαι τέλος εν ταίς ψήφοις τόν μεν Κατιλίναν αύ&ις έξέβαλον ε ίλοντο δέ Σιλανόν τπατον χαι Μονρήναν
TRADUZIONE
Per questo Cicerone, fatta rinviare la data dei comizi, invitò Catilina a presentarsi in Senato e gli pose alcune domande circa le voci che sul suo conto circolavano in città.
E lui, convinto che tra i senatori ce ne fossero molti desiderosi di una ventata di novità, volle uscire allo scoperto anche con i suoi congiurati; diede, così, a Cicerone una risposta a dir poco folle: "Esistono due corpi: uno magro e deperito ma con la testa, l'altro forte e possente ma privo del capo. Che cosa faccio di così grave se voglio mettere la testa dell'uno sul corpo dell'altro?".
Il primo a spaventarsi per questa doppia allusione al Senato e al popolo fu proprio Cicerone che, armatosi di corazza, si fece accompagnare da tutti i nobili e da molti giovani da casa al Campo Marzio: qui lasciò che il mantello gli scivolasse dalle spalle, mettendo, così, in mostra l'armatura e rivelando apertamente a chi guardava il pericolo che si stava correndo. La gente, irritata da questa situazione, si strinse intorno a lui: alla fine, il giorno delle votazioni, bocciò per la seconda volta la candidatura di Catilina ed elesse consoli Silano e Murena
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CORNELIA MADRE DEI GRACCHI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Si racconta che Cornelia, sopportò nobilmente e con grandezza d’animo la tragedia e circa i luoghi sacri nei quali erano stati uccisi, si racconta che disse che (i 2 figli) morti avevano sepolture degne. Costei, viveva presso il (capo) denominato Miseno, senza aver modificato nulla dello stile di vita abituale. Aveva molti amici e, a causa della natura ospitale, splendida nei banchetti, e sempre c'erano intorno a lei Greci e uomini di lettere, mentre tutti i re ricevevano da lei doni e (le) inviavano (doni). Dunque per coloro che andavano (da lei) e per coloro che si (con lei) intrattenevano) era molto piacevole mentre raccontava la vita e il modo di vivere del padre Africano, ed assolutamente straordinaria quando ricordava senza dolore e senza lacrime il destino e il dramma dei figli, raccontando di loro come degli antichi a coloro che chiedevano notizie.
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TEMISTOCLE E IL DEMAGOGO EPICIDE
Versione greco Plutarco Traduzione libro Taxis
ἤδη δὲ τοῦ Μήδου καταβαίνοντος ἐπὶ τὴν Ἑλλάδα καὶ τῶν Ἀθηναίων βουλευομένων περὶ στρατηγοῦ, τοὺς μὲν ἄλλους ἑκόντας ἐκστῆναι τῆς στρατηγίας λέγουσιν ἐκπεπληγμένους τὸν κίνδυνον, Ἐπικύδην δὲ τὸν Εὐφημίδου, δημαγωγὸν ὄντα δεινὸν μὲν εἰπεῖν, μαλακὸν δὲ τὴν ψυχὴν καὶ χρημάτων ἥττονα, τῆς ἀρχῆς ἐφίεσθαι καὶ κρατήσειν ἐπίδοξον εἶναι τῇ χειροτονίᾳ. τὸν οὖν Θεμιστοκλέα δείσαντα, μὴ τὰ πράγματα διαφθαρείη παντάπασι τῆς ἡγεμονίας εἰς ἐκεῖνον ἐμπεσούσης, χρήμασι τὴν φιλοτιμίαν ἐξωνήσασθαι παρὰ τοῦ Ἐπικύδους
TRADUZIONE
Quando i Medi stavano oramai calando nell'Ellade gli Ateniesi si consultarono sulla scelta di un generale. Dicono che mentre tutti gli altri rinunciavano volentieri alla nomina (di essere geneale) Epicide figlio di Eufemide che era un capopartito abile nel parlare ma di animo vile e che non sapeva resistere al denaro aspirava ad avere il comando ed era fiducioso (del fatto) che avebbe vinto nelle elezioni. Allora Temistocle temendo che la situazione sarebbe precipitata se il comando supremo fosse toccato a lui, comprò da Epicide la sua ambizione col denaro
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CRUDELTA' DI ANTONIO NEI CONFRONTI DI CICERONE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Askesis
TRADUZIONE
Conclusi questi accordi i soldati facendosi loro intorno chiesero che Cesare suggellasse l'amicizia anche con un matrimonio sposando Clodia la figlia di Fulvia moglie di Antonio.
Si accordarono anche su questo e in trecento furono da loro messi a morte in base alle liste di proscrizione. Trucidato Cicerone, 86 Antonio ordinò che gli fossero tagliate la testa e la mano destra, con la quale aveva scritto i discorsi contro di lui. Quando gli furono portate, se le guardava con gioia, sghignazzando più volte compiaciuto: poi, saziatosi di quella vista, ordinò di collocarle sulla tribuna nel foro, ritenendo di oltraggiare il morto mentre non faceva che insultare la sua fortuna e disonorare il suo potere. Suo zio Cesare, ricercato e braccato, si rifugiò dalla sorella. Ed ella, quando i sicari sopraggiunsero e cercarono di forzare l'ingresso della sua stanza, fermandosi sulla porta con le braccia aperte, gridò più volte: «Non ucciderete Lucio Cesare, se prima non avrete ucciso me, la madre del vostro comandante». Dunque lei, col suo comportamento, sottrasse loro e salvò suo fratello.
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