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IL GIOVANE ALESSANDRO DOMA IL CAVALLO BUCEFALO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Antropoi
TRADUZIONE
Il Tessalo Filonico condusse a Filippo, monarca di Macedonia, il cavallo Bucefalo e desiderava venderlo. Filippo scese verso la pianura insiema al figlio Alessandro: desiderava infatti domare il cavallo. Ma quello sembrava essere selvaggio e completamente intrattabile: infatti non tollerava né il cavaliere ne il suono della voce. Gli uomini di Filippo tentarono di domare l'animale, ma non riuscirono. Perciò il monarca desiderava rinunciare al cavallo. Allora volle tentare Alessandro; e lui dapprima calmò il cavallo e lo voltò verso il soel: infatti capì che il cavallo temeva la propria ombra.
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Morte di un centurione
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
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COME PERICLE DISSIPO' IL TIMORE DI UN'ECLISSI DI SOLE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
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SOLONE ESORTA GLI ATENIESI
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Astrea
TRADUZIONE
Gli Ateniesi e i Megaresi si resero nemici per molto tempo presso Salamina. Gli Ateniesi vinti decretarono una regola: "Per colui che dichiarò di navigare verso Salamina per la battaglia, è morte". Solone non temendo la morte infrange la regola: così la abolisce. Simula la follia e recatosi in piazza cantò le elegie: le elegie erano canti ad Ares. Con queste cose esortò gli Ateniesi alla battaglia. Gli uomini ispirati dalle Muse e da Ares subito saltavano cantando insieme e levando grida di guerra, e i Megaresi vincevano con le forze; e di nuovo Salamina era possedimento degli Ateniesi. Solone si meravigliava perché aveva infranto le regola con la follia e aveva vinto la guerra con la musica.
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CONVIENE DIFFIDARE DELL'ECCESSIVA FORTUNA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Kata Logon
e 4 diverse traduzioni da altri libri
TRADUZIONE n. 1
Pausania, re dei Lacedemoni, vantandosi continuamente delle cose fatte da lui e chiedendo a Simonide, autore di canti, di riferirgli qualcosa scherzando, (quest'ultimo) avendo percepito la sua tracotanza gli consigliava di ricordare che era un uomo. Filippo re di Macedonia, essendogli stati annunciati 3 suoi successi in un solo momento, il primo, cioè che aveva vinto con una quadriga ad Olimpia, il secondo, che lo stratega Parmenione aveva vinto nella battaglia ai Dardani, terzo, che Olimpia gli aveva concepito un figlio, (Filippo) tenendo le mani al cielo disse: " O Dio, paragona queste moderate sconfitte a (queste) vittorie", vedendo che la fortuna è portata a invidiare i grandi successi.
traduzione n. 2
Simonide autore melico, continuando Pausania il re dei Lacedemoni a vantarsi dei suoi successi e chiedendo a lui di dire qualcosa di saggio, notando la sua arroganza, consigliò di ricordarsi che era un uomo. Filippo re dei Macedoni essendogli stati annunciati tre eventi fortunati contemporaneamente, il primo che ebbe vinto con la quadriga ai giochi Olimpici, il secondo che lo stratega Parmenione vinse in battaglia i Dardani e la terza invece che Olimpia a lui avrebbe dato un figlio maschio e avendo sollevatl le mani verso il cielo : " O dio" disse "dammi in cambio qualcosa, anche un male adeguato a tali cose" sapendo che la sorte (per natura) è portata a invidiare i grandi successi.
traduzione n. 3
Σιμονιδες δ'ο των μελων ποιετες, ...
Simonide autore di canti lirici, quando Pausania re dei Lacedemoni si vantava in continuo dei suoi successi e quando gli ordinava di dirgli che cosa per lui fosse saggio scherzando, capendo che era arrogante, consigliava di ricordarsi che era un uomo. Filippo re della Macedonia, quando gli vennero annunciati tre successi ben riusciti in un solo momento, il primo che la quadriga aveva vinto le olimpiadi, il secondo, che lo stratega Parmenio aveva vinto in battaglia i Dardani, il terzo, che Olimpia era incinta di un figlio maschio, dopo aver alzato le mani al cielo disse: "O Dio contrapponi a queste cose una sventura moderata", rendendosi conto che la fortuna è portata ad invidiare i grandi successi.
traduzione n. 4