DUE ANEDDOTI SU ALCIBIADE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Il suo modo di fare in seguito, che era sembrato conveniente nelle grandi occasioni e in varie circostanze, provocò in lui differenze e cambiamenti. Per natura essendoci molte e grandi passioni in lui, era litigioso, molto forte e amante del primeggiare, come è chiaro fin dai ricordi fanciulleschi. Infatti essendo oppresso nel lottare, fuggendo dal cadere era l'unico ad ingerire nella bocca con le mani i nodi di colui che stringeva. Dunque quello avendo lasciato la sua presa e dicendo: "O Alcibiade, mordi come le donne", "non così" disse "ma come i leoni".
Essendoci con lui un cane meraviglioso per grandezza e per aspetto, che aveva comprato pagandolo 70 mine, gli tagliò la coda che era bellissima. Biasimando le abitudini e dicendo che tutti si angustiano per il cane e lo rimproverano, mettendosi a ridere, disse: "Dunque, è accaduto ciò che voglio infatti voglio che gli Ateniesi chiacchierino di ciò, affinché non dicano qualcosa di cattivo su di me. "