- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 3
LE IDI DI MARZO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Kata Logon
TRADUZIONE
Entrato Cesare, il senato si alzò in piedi in segno di ossequio, gli uni dei seguaci di Bruto si disposero in cerchio dietro alla sua sedia, gli altri gli andarono incontro come per unire le loro preghiere a quelle di Tullio Cimbro, che supplicava per il fratello esiliato, e così lo pregavano tutti insieme seguendolo fino alla sedia. Siccome, sedutosi, cercava di respingere le preghiere e poiché quelli insistevano con maggiore vigore si irritò contro ciascuno, Tullio avendo afferrato la sua toga con entrambe le mani, la tirava giù dal collo: questo atto era il segnale convenuto della congiura. Per primo Casca con un pugnale gli vibrò un colpo alla gola, non mortale né profondo ma, com'è naturale, sconvolto nel principio della grande impresa, giratosi anche Cesare, afferrò e tenne fermo il pugnale. Insieme allora in qualche modo gridarono, il ferito in latino: "Che cosa fai, empissimo Casca?" e il feritore in greco al fratello: "Fratello, portami aiuto".
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 3
LE IDI DI MARZO SI AVVICINANO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Taxis
TRADUZIONE
E' possibile anche ascoltare molti che raccontano questi aneddoti, che un indovino nel giorno del mese di Marzo che i romani chiamano Idi, avrebbe detto di guardarsi da un grande pericolo; essendo poi giunto quel giorno, Cesare, recandosi in senato, dopo aver salutato, si racconta che si fosse fatto beffe dell'indovino dicendogli: "Dunque sono giunte le Idi di Marzo", ma quello tranquillamente gli avrebbe risposto: "Sì, sono giunte, ma non sono ancora trascorse". Il giorno precedente invitandolo a pranzo Marco Lepido (genitivo assoluto), si trovò a firmare (oppure "firmò per caso") delle lettere come era abituato stando sdraiato; essendo poi caduto il discorso su quale mai delle morti fosse la migliore, avendo preceduto tutti proclamò: "L'inaspettata". Dopo di ciò, essendosi adagiato come era solito vicino alla moglie, contemporaneamente spalancandosi tutte le porte e le finestre della camera, essendo sconvolto nello stesso tempo dal fracasso e dalla luce poiché splendeva la luna, si accorse che Calpurnia dormiva profondamente, ma emetteva durante il sonno suoni indistinti e lamenti inarticolati; immaginava allora di piangere avendo tra le braccia quello trucidato.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 3
LE IDI DI MARZO SI AVVICINANO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Versioni di greco per il triennio
TRADUZIONE
E' possibile anche ascoltare molti che raccontano questi aneddoti, che un indovino nel giorno del mese di Marzo che i romani chiamano Idi, avrebbe detto di guardarsi da un grande pericolo; essendo poi giunto quel giorno, Cesare, recandosi in senato, dopo aver salutato, si racconta che si fosse fatto beffe dell'indovino dicendogli: "Dunque sono giunte le Idi di Marzo", ma quello tranquillamente gli avrebbe risposto: "Sì, sono giunte, ma non sono ancora trascorse". Il giorno precedente invitandolo a pranzo Marco Lepido (genitivo assoluto), si trovò a firmare (oppure "firmò per caso") delle lettere come era abituato stando sdraiato; essendo poi caduto il discorso su quale mai delle morti fosse la migliore, avendo preceduto tutti proclamò: "L'inaspettata". Dopo di ciò, essendosi adagiato come era solito vicino alla moglie, contemporaneamente spalancandosi tutte le porte e le finestre della camera, essendo sconvolto nello stesso tempo dal fracasso e dalla luce poiché splendeva la luna, si accorse che Calpurnia dormiva profondamente, ma emetteva durante il sonno suoni indistinti e lamenti inarticolati; immaginava allora di piangere avendo tra le braccia quello trucidato.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 3
LE IDI DI MARZO: CESARE ENTRA IN SENATO E VIENE PUGNALATO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
TRADUZIONE
Entrato Cesare, il senato si alzò in piedi in segno di ossequio, gli uni dei seguaci di Bruto si disposero in cerchio dietro alla sua sedia, gli altri gli andarono incontro come per unire le loro preghiere a quelle di Tullio Cimbro, che supplicava per il fratello esiliato, e così lo pregavano tutti insieme seguendolo fino alla sedia. Siccome, sedutosi, cercava di respingere le preghiere e poiché quelli insistevano con maggiore vigore si irritò contro ciascuno, Tullio avendo afferrato la sua toga con entrambe le mani, la tirava giù dal collo: questo atto era il segnale convenuto della congiura. Per primo Casca con un pugnale gli vibrò un colpo alla gola, non mortale né profondo ma, com'è naturale, sconvolto nel principio della grande impresa, giratosi anche Cesare, afferrò e tenne fermo il pugnale. Insieme allora in qualche modo gridarono, il ferito in latino: "Che cosa fai, empissimo Casca?" e il feritore in greco al fratello: "Fratello, portami aiuto".
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 3
LE OCHE DEL CAMPIDOGLIO VERSIONE DI GRECO di Plutarco TRADUZIONE dal libro Hellenikon Phronema
Qui trovi la versione DIVERSA presa dal libro GRECO TERZA EDIZIONE
Ma c'erano intorno al tempio di Giunone le oche sacre in altri tempi allevate senza risparmio ma allora poiché ormai i viveri razionati a mala pena bastavano agli uomini erano trascurate e se la passavano male. L'oca è un animale per natura di udito fine e che si impaurisce a ogni rumore quelle poi tenute sveglie e senza pace per la fame percepirono subito l'avvicinarsi dei galli e di corsa e starnazzando si lanciarono contro di loro svegliando tutti mentre i barbari ormai scoperti e con maggior impeto muovevano all'attacco. I difensori avendo preso nella fretta l'arma che a ciascuno capitava nelle mani correvano in aiuto secondo le possibilità del momento