- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
L'ADULTERIO ERA SCONOSCIUTO A SPARTA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Si ricorda il discorso di Gerada uno spartano di quelli certamente antichi, il quale interrogato da uno straniero su cosa patissero gli adulteri presso di loro, disse: "nessuno, o straniero, è seduttore presso di noi". Avendo quello replicato: "qualora pertanto lo fosse?". Disse Gerada: "paga un grande toro, il quale essendosi piegato sul Taigeto berrà dall'Eurota". Essendosi quello meravigliato e avendo detto: "in che modo potrebbe un bue essere così grande?". Avendo sorriso Gerada disse: " come potrebbero esserci adulteri a Sparta. "
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
L'AFFASCINANTE VALERIA SEDUCE IL VECCHIO SILLA VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Pochi mesi trascorsi vi fu spettacolo di gladiatori Non essendo in quel tempo distribuiti per anche i luoghi ma standosi nel teatro uniti alla rinfusa e uomini e donne sedeva a caso in vicinanza di Silla una donna di elegante aspetto e di schiatta cospicua: era Valeria figliuola di Messala sorella di Ortensio oratore e pur allora dal marito suo ripudiata Costei accostatasi bel bello a Silla dalla parte delle spalle pose la mano sopra di esso e strappato un pelo dalla di lui veste passò di nuovo al suo posto Guardandola però Silla e meravigliando Non te ne arrecar punto o imperadore disse ella che non v ha qui offesa alcuna ma voglio aneli io partecipare un poco della tua buona fortuna Ciò udì Silla non senza piacere e chiaro si scoprì subito che ne sentiva già egli un qualche solletico conciossiaché le mandò tosto a domandare il nome la condizione e lo stato della di lei vita e quindi vibravansi sguardi a vicenda volgevano di continuo i volti 1 un verso 1 altro reciprocamente e andavano T ora in or sorridendo e finalmente poi si fecero convenzioni e patti di nozze
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
LAMENTELE DEI MACEDONI PRESSO ALESSANDRO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Inizio: ''Τοῖς Μακεδόσι δυσθυμία ἦν καὶ δέος''.
Fine: '' ... δωρησάμενος μεγαλοπρεπῶς''.
TRADUZIONE
I Macedoni si rattristarono e temettero che il re facesse minor conto di loro. Perciò, quando volle mandare verso la costa ed il mare quanti di loro erano deboli e feriti, risposero che si trattava di un insulto e di un'offesa, perché, dopo essersi servito di quegli uomini per tutto ciò che avevano voluto fare, ora li respingeva lontano da sé ed in modo ingiurioso, rimandandoli ai loro paesi e presso i loro genitori. Chiesero di essere congedati tutti e vollero che dichiarasse che tutti i Macedoni inservibili. Alessandro fu indignato dinanzi a simili discorsi; acceso d'ira, li avvilì in molti modi, tolse loro il servizio di vigilanza intorno alla sua persona, o lo affidò ai Persiani; con questi costituì il reparto delle guardie del corpo e dei mazzieri. I Macedoni si sentirono umiliati. Alla fine capirono tra di loro di aver sbagliato e si recarono a piedi, senz'armi, con la sola tunica indosso, davanti alla tenda del re. Si rimisero alla sua corte in mezzo a gemiti e lamenti. Alessandro si sentì subito intenerire, ma non li ricevette. Essi non si ritirarono per ciò: rimasero per due giorni e due notti fermi davanti all'ingresso, lamentandosi ed invocando il loro signore. Al terzo giorno Alessandro uscì dalla tenda, ed al vedere i suoi uomini ridotti in uno stato pessimo e molto umiliati, pianse a lungo, poi li rimproverò misuratamente e rivolse loro alcune parole affettuose. Congedò coloro che erano inservibili alla guerra, dando a ciascuno di loro doni cospicui.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
Coraggio di un soldato
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
Eν δε Βρεττανία των πολεμίων είς τόπον έλώδη καί μεστόν ύδάτων έμπεσοΰσι τοις πρώτοις ταξιάρχοις έπιθεμένων, στρατιώτης, Καίσαρος αύτοΰ την μάχην έφορώντος, ώσάμενος είς μέσους και πολλά και περίοπτα τόλμης άποδειξάμενος έργα, τους μεν ταξιάρχους έσωσε των βαρβάρων φυγόντων, αυτός δε χαλεπώς επί πάσι διαβαίνων έρριψεν εαυτόν είς ρεύματα τελματώδη, και μό^λις άνευ του θυρεού, τα μεν νηχόμενος τα δε βαδίζων, διέπέρασε. θαυμαζόντων δε των περί τον Καίσαρα και μετά χαράς και κραυγής άπαντώντων, αυτός ευ μάλα κατηφής και δεδακρυμένος προσέπεσε τω Καίσαρι, συγγνώμην αιτούμενος επί τω προέσθαι τον θυρεόν.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco - PLUTARCO
- Visite: 2
L'AMORE PER I FIGLI NON DEVE ESSERE ECCESSIVO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Greco Nuova Edizione
TRADUZIONE
Io vidi già alcuni padri, per i quali l'amare molto (troppo) fu (diventò) causa del non amare. Dunque che cos'è che voglio dire? renderò il discorso più chiaro per esempio: infatti coloro che sollecitavano i figli a primeggiare piuttosto velocemente in tutto infliggono a loro eccessive fatiche da cui essendo abbatuti si allontanano, ed altronde essendo dovracaricati appesantiti dalle sofferenze, non ricevono pazientemente l'insegnamento.
Come infatti (nello stesso modo in cui) le piante si nutrono con moderata acqua, ma annegano con eccessive quantità d'acqua, nello stesso modo l'anima si accresecon moderate fatiche ma sono sommerse da quelle eccessive.