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CIMONE RIPORTA ALLA LUCE LA TOMBA DI TESEO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Alfabeta Grammata
Μετὰ δὲ τὰ Μηδικὰ Φαίδωνος ἄρχοντος μαντευομένοις τοῖς Ἀθηναίοις ἀνεῖλεν ἡ Πυθία τὰ Θησέως ἀναλαβεῖν ὀστᾶ καὶ θεμένους ἐντίμως παρ´ αὑτοῖς φυλάττειν. Ἦν δὲ καὶ λαβεῖν ἀπορία καὶ γνῶναι τὸν τάφον ἀμειξίᾳ καὶ χαλεπότητι τῶν ἐνοικούντων Δολόπων. Οὐ μὴν ἀλλὰ Κίμων ἑλὼν τὴν νῆσον, ὡς ἐν τοῖς περὶ ἐκείνου γέγραπται, καὶ φιλοτιμούμενος ἐξανευρεῖν, ἀετοῦ τινα τόπον βουνοειδῆ κόπτοντος ὥς φασι τῷ στόματι καὶ διαστέλλοντος τοῖς ὄνυξι θείᾳ τινὶ τύχῃ, συμφρονήσας ἀνέσκαψεν. Εὑρέθη δὲ θήκη τε μεγάλου σώματος αἰχμή τε παρακειμένη χαλκῆ καὶ ξίφος. Κομισθέντων δὲ τούτων ὑπὸ Κίμωνος ἐπὶ τῆς τριήρους, ἡσθέντες οἱ Ἀθηναῖοι πομπαῖς τε λαμπραῖς ἐδέξαντο καὶ θυσίαις ὥσπερ αὐτὸν ἐπανερχόμενον εἰς τὸ ἄστυ. Καὶ κεῖται μὲν ἐν μέσῃ τῇ πόλει παρὰ τὸ νῦν γυμνάσιον, ἔστι δὲ φύξιμον οἰκέταις καὶ πᾶσι τοῖς ταπεινοτέροις καὶ δεδιόσι κρείττονας, ὡς καὶ τοῦ Θησέως προστατικοῦ τινος καὶ βοηθητικοῦ γενομένου καὶ προσδεχομένου φιλανθρώπως τὰς τῶν ταπεινοτέρων δεήσεις
TRADUZIONE
Dopo le guerre persiane, sotto l'arcontado di Fedone, agli Ateniesi recatisi a consultare l'oracolo di Delfi, la Pizia rispose di riprendere le ossa di Teseo, di dar loro onorata sepoltura e di custodirle in Atene. Era difficile ritrovare e riconoscere la tomba per l'inospitalità e il carattere intrattabile dei Dolopi, che abitavano l'isola. Ma Cimone, avendola occupata, come è scritto nella sua Vita, nutriva l'ambizione di ritrovare la tomba. Vista, come dicono, un'aquila che col becco colpiva un luogo che aveva la forma di un bue raspando con gli artigli, pensò a un segno divino e si dette a scavare quel luogo. Si trovò la bara di un grande corpo che aveva accanto una lancia di bronzo e una spada. Tali resti furono portati da Cimone sulla sua trireme e lieti gli Ateniesi accolsero quelle reliquie con una splendida processione e con sacrifici, come se lui in persona fosse ritornato in città. Ed è sepolto nel centro di Atene, nei paraggi dell'attuale Ginnasio56. La sua tomba è come un luogo di rifugio per i cittadini, per tutti i più poveri e per coloro che temono i potenti, in quanto Teseo era stato un protettore e un benefattore che accoglieva benevolmente le preghiere dei più miseri.
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LA RIVOLTA DI SPARTACO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
ἠ δέ των μονομαχων επαναστασιϛ και λεηλασια τηϛ ιταλιαϛ ... con του γενουϛ ελληνικωτεροϛ
La rivolta dei gladiatori e il saccheggio dell'italia, che la maggior parte chiamano guerra di spartaco, cominciava da tale causa. poiché Lentulo Batiato educava gldiatori a capua, la maggior parte dei quali era Galati e Traci, non a causa di colpe malvage ma a causa dell'ingiustizia dell'acquisto, costretti dalla necessità di combattere, decidevano di fuggire. incontrando per caso lungo il cammino dei gladiatori con carri trasoprtanti armi verso un altra cità, li rapinavano e si armavano, e arruolavano tre comandanti, il rpimo dei quali era spartaco, uomo tracio della stirpe dei maidi, che non aveva solo grande intelligenza e forza, ma (era) anche nobile per perspicacia e mitazza della sorte.
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LA SERA DELLA SORPRESA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE
Da li a non molto giunse ad Atene dall'Asia Arpalo che aveva lasciato Alessandro: sapeva di aver amminitrato male le finanze della spedizione per sua smodezza e tenemeva il re diventato duro nei riguardi degli amici. Rifugiandosi presso il popolo ateniese gli si diede in custodia con navi e denari. Tutti i politici misero gli occhi su quel denaro e volevano aiuarlo e cercavano di persuadere gli ateniesi ad accogliere e salvare il supplice. Demostene in un primo momento consigliò di cacciarlo e non impegnare la città in una guerra non necessaria con una motivazione ingiusta; però di li a poco mentre si controllavano le ricchezze, Arpalo lo scorse in compiaciuta ammirazione di fronte ad una tazza barbara ad esaminare la forma e l'esecuzione del cesello e lo invitò a considerarla attentamente e a valutarne il peso in oro. Arpalo, sorridendo disse: "Per te varrà venti talenti" e subito al calar della notte gli mandò la tazza con venti talenti.
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L'ABITUDINE FORMA IL CARATTERE
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Abbraccio di Dafne
Inizio: Λυκουργος ο των Λακεδαιμονιων νομοθετης... ...
Fine: ο μεν λιχνος ο δε θηρευτης αποβεβηκε
TRADUZIONE
Licurgo il legislatore degli spartani dopo aver preso due cuccioli di cane degli stessi genitori, non allevò l'uno nello stesso modo dell'altro, bensì invece uno lo fece diventare goloso e molle, l'altro lo fece giungere a essere capace di cacciare e fiutare. Quando una volta gli spartani si radunarono in assemblea nello stesso luogo, egli disse: "sonodavvero determinanti per il conseguimento della virtù, spartani, le abitudini, l'educazione, gli insegnamenti e il modo di condurre la vita, e io vi dimostrerò ciò, subito, e molto chiaramente. " poi avvicinandosi liberò i due cuccioli di cane, dopo aver messo nel mezzo della sala di fronte ai cani una ciotola e una lepre. uno corse dalla lepre, l'altro si diresse verso la ciotola. e dopo che gli spartani ancora non capivano come fosse possibile, e perché avesse mostrato quei cuccioli, egli disse: "questi, della stessa specie, poiché hanno trovato un'educazione diversa, sono diventati uno goloso, e l'altro cacciatore. "
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L'ACCAMPAMENTO DEI POMPEIANI A FARSALO
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro La Scuola della Grecia
Εις την σκηνην παρελθων, αφθογγος καθηστο, μεχρι ου τοις φευγουσι πολλοι διωκοντες συνεισεπιπτον· τοτε δε φωνην μ ιαν αφεις ταυτην"ουκουν και επι την παρεμβολην; "αλλο δε μηδεν ειπων, αναστας και λαβων εσθητα τη παρουση τυχη πρεπουσαν, υπεξηλθεν. εφυγε δε και τα λοιπα ταγματα, και φονος εν τω στρατοπεδω πολυς εγενετο σκηνοφυλακων και θεραποντων· στρατιωτας δε μονους εξακισχιλιους πεσειν φησιν Ασιννιος Πολλιων, μεμαχημενος εκεινην την μαχην μετα Καισαρος. Αιρουντες δε το στρατοπεδον, εθεωντο την ανοιαν και κουφοτητα των πολεμιων. πασα γαρ σκηνη μυρσιναις κατεστεπτο, και στρωμναις ανθιυαις ησκητο και τραπεζαις εκπωματων μεσταις ·και κρατηρες οινου προυκειντο, και παρασκευη και κοσμος ην τεθυκοτων και πανηγυριζοντων μαλλον η προς μαχην εξοπλιζομενων. Ουπω ταις ελπισι διεφθαρμενοι και γεμοντες ανοητου θρασους, επι τον πολεμον εχωρουν.
TRADUZIONE
Tornato alla tenda, (Pompeo) se ne stette seduto in silenzio, finchè piombarono insieme dentro molti che inseguivano i fuggitivi; allora, lasciando uscire solo questa espressione «dunque, anche nell'accampamento?» e, non dicendo nient'altro, alzatosi e presa una veste che si addiceva alla presente circostanza, fuggì via. Fuggirono anche le restanti legioni, e nell'accampamento fu fatta una grande strage di guardiani delle tende e di servi; Asinio Pollione, che aveva combattuto quella battaglia con Cesare, afferma che caddero solo seimila soldati. Mentre conquistavano l'accampamento, constatavano la follia e la leggerezza dei nemici. Infatti ogni tenda era (stata) ornata con corone di mirto ed era stata fornita di giacigli infiorati e di tavole ricolme di coppe; e vi erano posati crateri di vino, e c'erano (ancora) i preparativi e l'arredo di qualcuno che aveva compiuto sacrifici e che celebrava una festa più che di qualcuno che si armasse per una battaglia. A tal punto corrotti dalle loro speranze e pieni di incosciente ardimento, andavano alla guerra.