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enefici di eros versione di greco di Plutarco traduzione dal libro versioni di greco Hellenikon phronema
versione numero 172 pagina 103
Διὸ ταῦτα μὲν ἐῶμεν, μετὰ δὲ τὴν ἰσχὺν τοῦ Ἔρωτος οὖσαν τοσαύτην ἤδη τὴν πρὸς ἀνθρώπους εὐμένειαν καὶ χάριν ἐπισκοπῶ μεν, οὐκ εἰ πολλὰ τοῖς ἐρωμένοις ἀγαθὰ περιποιεῖ (δῆλα γάρ ἐστι ταῦτά γε πᾶσιν), ἀλλ' εἰ πλείονα καὶ μείζονα τοὺς ἐρῶντας αὐτοὺς ὀνίνησιν· ἐπεί, καίπερ ὢν ἐρωτικὸς ὁ Εὐριπίδης, τὸ σμικρότατον ἀπεθαύμασεν εἰπὼν ποιητὴν ἄρα Ἔρως διδάσκει, κἂν ἄμουσος ᾖ τὸ πρίν. ' συνετόν τε γὰρ ποιεῖ, κἂν ῥᾴθυμος ᾖ τὸ πρίν· καὶ ἀνδρεῖον, ᾗ λέλεκται, τὸν ἄτολμον, ὥσπερ οἱ τὰ ξύλα πυρακτοῦντες ἐκ μαλακῶν ἰσχυρὰ ποιοῦσι. δωρητικὸς δὲ καὶ ἁπαλὸς καὶ μεγαλόφρων γίνεται πᾶς ἐραστής, κἂν γλίσχρος ᾖ πρότερον, τῆς μικρολογίας καὶ φιλαργυρίας δίκην σιδήρου διὰ πυρὸς ἀνιεμένης· ὥστε χαίρειν τοῖς ἐρωμένοις διδόντας, ὡς παρ' ἑτέρων οὐ χαίρουσιν αὐτοὶ λαμβάνοντες.
. Però lasciamo da parte questo discorso, e dopo la dimostrazione della gran potenza di Amore, veniamo al presente ed a considerare la benignità e la grandezza che usa con gli uomini mortali; non dico se egli apporta grandi beni alle persone amate (perchè questo è palese a tutto il mondo), ma se porge ancora il profitto più spesso e maggiore agli amanti. Perchè Euripide devotissimo d'Amore lodò altamente il peggiore dei suoi effetti: "Amore insegna all'uomo a esser Poeta nonostante fosse prima molto rozzo" Allo stesso modo si può dire che renda scaltro colui, che prima fu sordo e tardo d'ingegno, e faccia diventare forte il vile ed il codardo; proprio come coloro che abbronzando i teneri legni, con il fuoco li induriscono. Ogni amante già stato avaro, ammollito dalla fiamma d'Amore, diventa grande e magnanimo, fondendosi il rigore del parco risparmiatore in guisa di ferro disfatto dal fuoco, così da prendere più piacere nel donare all'amico, che nel ricevere doni dagli altri.
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Contro il lathe biosas di Epicuro versione di greco di plutarco traduzione dal libro versioni di greco hellenikon phronema versione numero 173 pagina 104
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τω δ'ουν Αριστειδη συνεβετο πρωτον αγαπωμενω δια την επωνυμιαν υστερον φθονεισθαι ... εις μεταστασιν ετων δεκα την προς το λυπουν απερειδομενοι δυσμενειαν
Cause dell'Ostracismo di Aristide
versione greco Plutarco Traduzione dal libro klimax
Τῷ δ' οὖν Ἀριστείδῃ συνέβη τὸ πρῶτον ἀγαπωμένῳ διὰ τὴν ἐπωνυμίαν ὕστερον φθονεῖσθαι, μάλιστα μὲν τοῦ Θεμιστοκλέους λόγον εἰς τοὺς πολλοὺς διαδιδόντος, ὡς Ἀριστείδης, ἀνῃρηκὼς τὰ δικαστήρια τῷ κρίνειν ἅπαντα καὶ δικάζειν, λέληθε μοναρχίαν ἀδορυφόρητον αὑτῷ κατεσκευασμένος· ἤδη δέ που καὶ ὁ δῆμος, ἐπὶ τῇ νίκῃ μέγα φρονῶν καὶ τῶν μεγίστων ἀξιῶν ἑαυτόν, ἤχθετο τῇ ὀνομασίᾳ δόξαν ὑπὲρ τοὺς πολλοὺς ἐχούσῃ, καὶ συνελθόντες εἰς ἄστυ πανταχόθεν, ἐξοστρακίζουσι τὸν Ἀριστείδην, ὄνομα τῷ φθόνῳ τῆς δόξης φόβον τυραννίδος θέμενοι. μοχθηρίας γὰρ οὐκ ἦν κόλασις ὁ ἐξοστρακισμός, ἀλλ' ἐκαλεῖτο μὲν δι' εὐπρέπειαν ὄγκου καὶ δυνάμεως βαρυτέρας ταπείνωσις καὶ κόλουσις, ἦν δὲ φθόνου παραμυθία φιλάνθρωπος, εἰς ἀνήκεστον οὐδέν, ἀλλ' εἰς μετάστασιν ἐτῶν δέκα τὴν πρὸς τὸ λυποῦν ἀπερειδομένου δυσμένειαν.
Ad Aristide obene, capitò di essere per questo suo soprannome dapprima amato e poi odiato, soprattutto quando Temistocle diffuse la diceria fra il popolo che Aristide col suo giudicare e sentenziare in privato su ogni cosa aveva levato ogni autorità ai tribunali e senza farsene accorgere si era costituito un potere monarchico, cui mancava soltanto la guardia del corpo. Il popolo si era poi ormai insuperbito per la recente vittoria e ritenendosi degno della massima autorità aveva preso ad odiere i nomi che avevano una fama superiore alla massa. riunitasi quindi l'assemblea generale del popolo sull'Acropoli ostracizzò aristide dando il nome di paura della tirannide all'odio per la sua fama. Non era l'ostracismo infatti una punizione di qualche malefatta. Si diceva per eufemismo che era la riduzione e la repressione di un prestigio e di un potere troppo pesante ma in realtà era una benevola concessione allo sfogo dell'invidia del popolo che appuntava la sua malevolenza contro il fastidio che quello dava, non per infliggere una pena irreparabile ma per imporre un cambiamento di residenza per dieci anni
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Ην γαρ, ως φασι, μια δεινοτες αυτη των πολλων ευ αυτω και μηχανη θηρας ανθρωπων ...: εις το προσφορον εκεινοις σχημα κατεδυετο και κατεφευγεν
Ἦν γὰρ ὥς φασι μία δεινότης αὕτη τῶν πολλῶν ἐν αὐτῷ καὶ μηχανὴ θήρας ἀνθρώπων, συνεξομοιοῦσθαι καὶ συνομοπαθεῖν τοῖς ἐπιτηδεύμασι καὶ ταῖς διαίταις, ὀξυτέρας τρεπομένῳ τροπὰς τοῦ χαμαιλέοντος. Πλὴν ἐκεῖνος μὲν ὡς λέγεται πρὸς ἓν ἐξαδυνατεῖ χρῶμα τὸ λευκὸν ἀφομοιοῦν ἑαυτόν· Ἀλκιβιάδῃ δὲ διὰ χρηστῶν ἰόντι καὶ πονηρῶν ὁμοίως οὐδὲν ἦν ἀμίμητον οὐδ' ἀνεπιτήδευτον, ἀλλ' ἐν Σπάρτῃ γυμναστικός, εὐτελής, σκυθρωπός, ἐν Ἰωνίᾳ χλιδανός, ἐπιτερπής, ῥᾴθυμος, ἐν Θράκῃ μεθυστικός, ἱππαστικός, Τισσαφέρνῃ δὲ τῷ σατράπῃ συνὼν ὑπερέβαλλεν ὄγκῳ καὶ πολυτελείᾳ τὴν Περσικὴν μεγαλοπρέπειαν, οὐχ αὑτὸν ἐξιστὰς οὕτω ῥᾳδίως εἰς ἕτερον ἐξ ἑτέρου τρόπον, οὐδὲ πᾶσαν δεχόμενος τῷ ἤθει μεταβολήν, ἀλλ' ὅτι τῇ φύσει χρώμενος ἔμελλε λυπεῖν τοὺς ἐντυγχάνοντας, εἰς πᾶν ἀεὶ τὸ πρόσφορον ἐκείνοις σχῆμα καὶ πλάσμα κατεδύετο καὶ κατέφευγεν.
TRADUZIONE ANTHROPI n. 362 pag. 317
Infatti, come dicono, era questa una sua abilità tra le molte, e un artificio per guadagnarsi la simpatia degli altri, e cioè uniformarsi ai loro comportamenti e modi di vivere, con un trasformismo più pronto di quello del camaleonte. Ma, a quanto si dice, il camaleonte non è in grado di assumere il colore bianco, mentre Alcibiade passava con disinvoltura dal male al bene, non aveva nulla che non potesse imitare, o di cui non potesse interessarsi: a Sparta era atleta, frugale, serio; in Ionia era molle, gaudente, pigro; in Tracia si ubriacava e andava a cavallo; quando stava con il satrapo Tissaferne superava in fasto e magnificenza la magnificenza persiana. E non è che si spersonalizzasse così facilmente passando da un modo all'altro e mutasse totalmente di carattere, ma siccome, seguendo il suo carattere, avrebbe cagionato dispiacere a chi gli viveva accanto, assumeva sempre gli atteggiamenti conformi al desiderio dell'altro, e in essi trovava soddisfazione.
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Διονα δε τον Συρακοσιον συνεδρευοντα μετα των φιλων, κατα την οικια θοριβου
...παρωσαμενον και το φιλοπατρι προς της των αναγκαιων συμπαθειας επιδειξαμενον

Forza d'animo di Dione e di Demostene versione greco Plutarco Traduzione dal libro Il nuovo taxis Pagina 263 numero 64
Abbiamo appreso che il siracusano Dione, mentre si trovava in assemblea con gli amici, essendoci stato baccano e grandi urla in casa, informatosi sulla causa e sull'accaduto e avendo sentito che suo figlio era morto cadendo dal tetto, per nulla turbato, avesse ordinato di affidare il corpicino del defunto alle donne per la dovuta sepoltura, mentre lui non avesse trascurato le occupazioni per le quali stava decidendo. Si dice che lo avesse emulato anche l'oratore Demostene, che aveva perso l'unica e amata figlia, a proposito della quale parla Eschine, essendogli sembrato opportuno accusarlo, in questo modo: «Morta sua figlia da appena dette giorni, prima di essere addolorato e di compiere le funzioni funebri dovute, incoronatosi e indossata una vesta bianca, sacrificava e violava la legge, lui, sventurato, che aveva perso l'unica e la prima che lo aveva chiamato padre». Costui dunque, essendosi proposto di accusarlo da oratore, raccontò questi fatti, ignorando che con quelle parole lo elogiava perché aveva rinviato il lutto e aveva dato prova di amore per la patria al posto della compassione per i propri congiunti.
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