ἔτι δὲ μᾶλλον αὐξῆσαι τὴν πόλιν βουλόμενος ἐκάλει πάντας ἐπὶ τοῖς ἴσοις, καὶ τὸ "δεῦρ᾽ ἴτε πάντες λεῴ" κήρυγμα Θησέως γενέσθαι φασὶ πανδημίαν τινὰ καθιστάντος. οὐ μὴν ἄτακτον οὐδὲ μεμιγμένην περιεῖδεν ὑπὸ πλήθους ἐπιχυθέντος ἀκρίτου γενομένην τὴν δημοκρατίαν, ἀλλὰ πρῶτος ἀποκρίνας χωρὶς εὐπατρίδας καὶ γεωμόρους καὶ δημιουργούς, εὐπατρίδαις δὲ γινώσκειν τὰ θεῖα καὶ παρέχειν ἄρχοντας ἀποδοὺς καὶ νόμων διδασκάλους εἶναι καὶ ὁσίων καὶ ἱερῶν ἐξηγητάς, τοῖς ἄλλοις πολίταις ὥσπερ εἰς ἴσον κατέστησε, δόξῃ μὲν εὐπατριδῶν, χρείᾳ δὲ γεωμόρων, πλήθει δὲ δημιουργῶν ὑπερέχειν δοκούντων. ὅτι δὲ πρῶτος ἀπέκλινε πρὸς τὸν ὄχλον, ὡς Ἀριστοτέλης φησί, καὶ ἀφῆκε τὸ μοναρχεῖν, ἔοικε μαρτυρεῖν καὶ Ὅμηρος ἐν νεῶν καταλόγῳ μόνους Ἀθηναίους δῆμον προσαγορεύσας.

Teseo, volendo che la città diventasse più grande, invitò tutti a trasferirsi in questa a parità di condizioni e la formula dell'araldo "Riunitevi qui genti tutte" dicono sia un proclama emesso da Teseo quando volle formare una comunità di popoli diversi. Non permise per altro che la democrazia fosse sostituita da una disordinata e confusa massa di gente senza distinzione, ma procedette per primo a dividere i cittadini in classi degli eupatridi, dei cittadini e degli artigiani. Agli Eupatridi dette il compito di occuparsi degli affari religiosi, di offrire dalle lore file gli arconti, di essere i maestri delle leggi e gli interpreti delle cose sacre e dei segnali divini, ma li pose alla pari degli altri cittadini perché se i nobili si ritenavano eccellere per dignità, i coltivatorori della terra eccellevano per utilità, gli artigiani per numero. Che Teseo sia stato il primo a rivolgersi verso il popolo come dice Aristotele, rinunciando al regno, sembra testimoniarlo anche Omero quando nel "catalogo delle navi" chiama gli ateniesi "popolo" semplicemente