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Antonio difende in senato la causa di Cesare
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Il greco per il biennio
Inizio: Αντώνιος πρῶτον μέν γράφει διάταγμα ϰελεῦον τήν τοῦ Πομπηίου στρατιάν πλεῖν είς Συρίαν
Fine: ο δέ Κάτων βιαίως ἀνθίσταται ϰαι Λέντλος ό ὓπατος ἑϰβάλλει τής βουλῆς τόν Ἀντώνιον.
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DETTI SPARTANI
VERSIONE DI GRECO d a Plutarco
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
Categoria grammaticale : Aoristo cappatico
TRADUZIONE
Agide, l'ultimo re degli Spartani, dopo essere stato catturato in un'imboscata ed essere stato giudicato dagli efori senza processo, mentre era condotto alla forca, e vedendo che uno dei servi piangeva, disse: "Smetti, uomo, di piangere per me; infatti, essendo condannato a morire così illegalmente e ingiustamente, sono migliore di coloro che mi uccidono» E, dette queste parole, offrì spontaneamente il collo al cappio". Una donna spartana disse al figlio che diceva di avere la spada piccola: "E tu aggiungici un passo". Antioco, quando, mentre era eforo, sentì che Filippo aveva consegnato il territorio ai Messeni, gli chiese se avesse offerto loro anche un esercito al punto da vincere combattendo per la regione. Archidamo figlio di Zeussidamo, poiché Dionigi, tiranno della Sicilia, aveva inviato alle sue figlie delle vesti preziose, non le accettò dicendo: "Temo che le ragazze, una volta indossatele, mi sembrino sconvenienti".
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Musica e teatro
Versione greco Plutarco traduzione libro
Hellenikon phronema n. 175 pagina 105
Ἐπὶ μέντοι τῶν ἔτι ἀρχαιοτέρων οὐδ' εἰδέναι φασὶ τοὺς Ἕλληνας τὴν θεατρικὴν μοῦσαν, ὅλην δ' αὐτοῖς τὴν ἐπιστήμην πρός τε θεῶν τιμὴν καὶ τὴν τῶν νέων παίδευσιν παραλαμβάνεσθαι, μηδὲ τὸ παράπαν ἤδη θεάτρου παρὰ τοῖς ἀνδράσιν ἐκείνοις κατεσκευασμένου, ἀλλ' ἔτι τῆς μουσικῆς ἐν τοῖς ἱεροῖς ἀναστρεφομένης, ἐν οἷς τιμήν τε τοῦ θείου διὰ ταύτης ἐποιοῦντο καὶ τῶν ἀγαθῶν ἀνδρῶν ἐπαίνους· εἰκὸς δ' εἶναι ὅτι τὸ θέατρον ὕστερον καὶ τὸ θεωρεῖν πολὺ πρότερον ἀπὸ τοῦ θεοῦ τὴν προσηγορίαν ἔλαβεν. ἐπὶ μέντοι τῶν καθ' ἡμᾶς χρόνων τοσοῦτον ἐπιδέδωκε τὸ τῆς διαφθορᾶς εἶδος, ὥστε τοῦ μὲν παιδευτικοῦ τρόπου μηδεμίαν μνείαν μηδ' ἀντίληψιν εἶναι, πάντας δὲ τοὺς μουσικῆς ἁπτομένους πρὸς τὴν θεατρικὴν προσκεχωρηκέναι μοῦσαν.
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IL SUICIDIO DI CLEOPATRA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Alfa beta grammata - pagina 353
TRADUZIONE
Intanto un uomo arrivava dalla campagna trasportando un cesto; quando le guardie domandarono che cosa portasse, dopo averlo aperto e avendo tolto le foglie mostrò il recipiente pieno di fichi. Poiché quelli si erano meravigliati della bellezza e della grandezza, avendo sorriso li sollecitò a prenderli: allora quelli poiché si erano fidati lo esortavano a portarli dentro. Dopo colazione Cleopatra che aveva una lettere scritta e sigillata la inviò a Cesare, e dopo aver allontanato gli altri eccetto quelle due donne, chiuse la porta. Cesare dopo aver aperto la lettera, quando lesse le suppliche e i lamenti di Cleopatra che chiedeva di essere seppellita con Antonio, subito capì ciò che era stato fatto. E in primo luogo egli si affrettò ad accorrere in aiuto, dunque velocemente mandò uomini per osservare. La disgrazia era avvenuta rapidamente. Infatti essendo giunti correndo, dopo aver aperto la porta, la trovarono morta che giaceva su un letto d'oro essendo stata adornata regalmente.
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Atti valorosi dei soldati di Cesare
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro n. p.
Εὐνοίᾳ δὲ καὶ προθυμίᾳ στρατιωτῶν ἐχρήσατο τοσαύτῃ περὶ αὑτόν, ὥστε τοὺς ἑτέρων μηδὲν ἐν ταῖς ἄλλαις στρατείαις διαφέροντας ἀμάχους καὶ ἀνυποστάτους φέρεσθαι πρὸς πᾶν δεινὸν ὑπὲρ τῆς Καίσαρος δόξης. οἷος ἦν τοῦτο μὲν Ἀκίλιος, ὃς ἐν τῇ περὶ Μασσαλίαν ναυμαχίᾳ νεὼς πολεμίας ἐπιβεβηκώς, τὴν μὲν δεξιὰν ἀπεκόπη χεῖρα μαχαίρᾳ, τῇ δ’ ἀριστερᾷ τὸν θυρεὸν οὐκ ἀφῆκεν, ἀλλὰ τύπτων εἰς τὰ πρόσωπα τοὺς πολεμίους ἀπέστρεψε πάντας καὶ τοῦ σκάφους ἐπεκράτησε· τοῦτο δὲ Κάσσιος Σκεύας, ὃς ἐν τῇ περὶ Δυῤῥάχιον μάχῃ τὸν ὀφθαλμὸν ἐκκοπεὶς τοξεύματι, τὸν δ’ ὦμον ὑσσῷ καὶ τὸν μηρὸν ἑτέρῳ διεληλαμένος, τῷ δὲ θυρεῷ βελῶν ἑκατὸν καὶ τριάκοντα πληγὰς ἀναδεδεγμένος, ἐκάλει τοὺς πολεμίους ὡς παραδώσων ἑαυτόν. δυεῖν δὲ προσιόντων τοῦ μὲν ἀπέκοψε τὸν ὦμον τῇ μαχαίρᾳ, τὸν δὲ κατὰ τοῦ προσώπου πατάξας ἀπέστρεψεν, αὐτὸς δὲ διεσώθη, τῶν οἰκείων περισχόντων. ἐν δὲ Βρεττανίᾳ τῶν πολεμίων εἰς τόπον ἑλώδη καὶ μεστὸν ὑδάτων ἐμπεσοῦσι τοῖς πρώτοις ταξιάρχοις ἐπιθεμένων, στρατιώτης, Καίσαρος αὐτοῦ τὴν μάχην ἐφορῶντος, ὠσάμενος εἰς μέσους καὶ πολλὰ καὶ περίοπτα τόλμης ἀποδειξάμενος ἔργα, τοὺς μὲν ταξιάρχους ἔσωσε τῶν βαρβάρων φυγόντων, αὐτὸς δὲ χαλεπῶς ἐπὶ πᾶσι διαβαίνων ἔῤῥιψεν ἑαυτὸν εἰς ῥεύματα τελματώδη, καὶ μόλις ἄνευ τοῦ θυρεοῦ, τὰ μὲν νηχόμενος τὰ δὲ βαδίζων, διεπέρασε. θαυμαζόντων δὲ τῶν περὶ τὸν Καίσαρα καὶ μετὰ χαρᾶς καὶ κραυγῆς ἀπαντώντων, αὐτὸς εὖ μάλα κατηφὴς καὶ δεδακρυμένος προσέπεσε τῷ Καίσαρι, συγγνώμην αἰτούμενος ἐπὶ τῷ προέσθαι τὸν θυρεόν. ἐν δὲ Λιβύῃ ναῦν ἑλόντες οἱ περὶ Σκιπίωνα Καίσαρος, ἐν ᾗ Γράνιος Πέτρων ἐπέπλει ταμίας ἀποδεδειγμένος, τοὺς μὲν ἄλλους ἐποιοῦντο λείαν, τῷ δὲ ταμίᾳ διδόναι τὴν σωτηρίαν ἔφασαν, ὁ δ’ εἰπών, ὅτι τοῖς Καίσαρος στρατιώταις οὐ λαμβάνειν, ἀλλὰ διδόναι σωτηρίαν ἔθος ἐστίν, ἑαυτὸν τῷ ξίφει πατάξας ἀνεῖλεν.
TRADUZIONE
Tali erano la benevolenza e la buona disposizione d'animo dei soldati verso di lui che anche coloro che nelle campagne militari precedenti non si erano particolarmente distinti ora si mostravano invincibili e irresistibili, sempre pronti ad affrontare qualsiasi rischio per la gloria di Cesare. Tale fu Acilio, che nella battaglia navale di Marsiglia, salito d'un balzo sopra una nave nemica e persa la mano destra per un colpo di spada, prese ad agitare con la sinistra lo scudo sbattendolo in faccia ai nemici finché non li volse in fuga tutti quanti, e s'impadronì della nave. Tale, ancora, fu Cassio Sceva, che nella battaglia di Durazzo, dopo che un colpo di freccia gli aveva asportato un occhio e due giavellotti gli si erano conficcati uno nella spalla e l'altro in una coscia e una gragnola di ben centotrenta proiettili si erano abbattuti sul suo scudo, urlò ai nemici come in segno di resa, poi, quando due di loro si fecero avanti, uno lo colpì alla spalla con la spada, l'altro lo ferì in viso volgendolo in fuga, finché non lo trassero in salvo i suoi compagni sottraendolo alla mischia. Un'altra volta, in Britannia, quelli dei primi manipoli coi loro centurioni si erano impantanati: subito uno stuolo di nemici gli si buttarono addosso, allora uno dei soldati di Cesare - che assisteva alla scena - si spinse in mezzo ai barbari e con una lunga serie di notevoli atti di coraggio e di valore li mise in fuga, liberando così i comandanti; poi, cedendo il posto a tutti gli altri, gettato via lo scudo, si buttò per ultimo nella corrente limacciosa e a forza di braccia e di piedi ne venne fuori anche lui. Con tutto ciò, mentre i suoi gli andavano incontro esultanti, lui, sguardo a terra, mortificato e piangente, si gettò ai piedi di Cesare chiedendogli perdono per avere abbandonato lo scudo. Un'altra volta, in Africa, i soldati di Scipione catturarono una nave della flotta di Cesare, sulla quale si trovavapretore Granio Petrone. Data la sua carica, fatti prigionieri tutti gli altri, gli dissero: "Tu sei salvo". Ma lui: "La salvezza i soldati di Cesare sono abituati a darla, non a riceverla". E si uccise con un colpo di spada.
- Sconcerto e rabbia tra gli ateniesi per il comportamento degli alleati all'arrivo di Serse - Plutarc
- Teramene si reca a Sparta a trattare la pace - versione greco Senofonte
- Anniversario della battaglia di Platea - versione greco Plutarco Gymnasion
- L'orgoglio intellettuale di Focione - Plutarco versione greco Ellenisti