ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI PLATEA
VERSIONE DI GRECO di Plutarco
TRADUZIONE dal libro Gymnasion - pagina 121 numero 195
TRADUZIONE n. 1
il sedicesimo giorno del mese di Maimacterione guidano una processione, rispetto alla quale si faceva avanti un trombettiere che esorta a cantare il peana di guerra; seguono carri coronati e pieni di ghirlande di mirto e (seguono) un toro nero e ragazzi liberi che trasportano provviste di vino, di latte in anfore e coppe di olio e di profumo; è infatti abitudine per lo schiavo non toccare nulla, poiché uomini sono morti per la libertà. Quindi il comandante dei Platesi, a cui per il resto del tempo non è permesso né impugnare un'arma né indossare un altro vestito se non bianco, avendo poi indossato una tunica purpurea e dopo aver sollevato una brocca per vino e portando una spada, procede verso le tombe nel mezzo della città. In seguito, attingendo all'acqua dalla fonte, egli stesso lava le colonne e le unge con olio odoroso; dopo aver ucciso il toro e dopo aver fatto un voto a Zeus, invita gli uomini coraggiosi che erano morti in difesa della Grecia al banchetto. In seguito, dopo aver riempito una coppa di vino e dopo averla versata, dice: "Brindo agli uomini tra i greci che sono morti per la libertà". I Platesi conservano ancora ora in realtà queste cose.
traduzione n. 2
essendo il mese di maimacterione, nel giorno della battaglia di platea, gli uomini dapprima fanno un sacrificio agli dei e ai soldati morti, in seguito inviano a un funerale della quale procede sul far del giorno un trombettiere incoraggiato a cantare una poena guerresca; i carri pieni di mirra seguono e di incoronati e il toro nero e vasi di vino e latte nell'anfora e giovinetti liberi che portano brocche di olio e di unguente. presso qsti gli arconti plateesi, al quale durante un altro tempo non è lecito toccare ferro e né prendere un altro vestito tranne un bianco allora, avendo indossato un chitone purpureo, alzata la brocca e la spada li conduce verso i riti funebri in mezzo alla città. Poi avendo preso l acqua dalla sorgente il medesimo lava le stele e le consacra cn l' unguento e avendo sgozzato il toro sul rogo e avendo pregato zeus e ermes a terra, invoca gli uomini buoni morti per la grecia al banketto e alle libagioni di sangue; dipoi avendo riempito un calice d vino e versatolo dice: " bevi in onore degli uomini morti per la libertà dei greci. - dunque ancora ora anche i platesi custodiscono queste cose. "