- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 1
LA BATTAGLIA DI CORONEA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Sapheneia - pag. 40 n. 21
INIZIO: "Αγησιλαος δεε προσλαβομενος εκ Πελοποννησου στρατιωτας"
FINE: "κακει την επιμελειαν του σωματος εποιειτο"
TRADUZIONE
Dopo che Agesilao condusse i soldati dal Peloponneo, poiché con la forza entrò nella Beozia, subito i Beoti insieme agli alleati andarono verso Coronea. Quando nacque il combattimento, i Tebani li scacciarono alimentando quella parte fino alla schiera, invece i rimamenti resistendo per un breve tempo contro Agesilao e dei restanti presero a fuggire. Quindi a vincere la battaglia furono i Lacedemoni che innalzarono ricevendo il trofeo e in seguito a un accordo restituirono i morti di guerra. Dei Beozi e dei loro alleati erano morti 600, dei Lacedemoni e dei soccorritori 350, e accadde che egli stesso Agesilao con una grande ferita si curò a Delfi, dove fu fatta la cura del corpo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 0
ENEA DESISTE DAL PROGETTO DI FONDARE UNA CITTà
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
INIZIO: Φαβιος ο τας Ρωμαιων πραξεις αναγραψας λεγει...
FINE: αριθμος ην αποσχεσθαι της προθεσεως.
TRADUZIONE
Fabio che scrisse delle Cose romane allega la seguente favola. Lui dice che fu dato ad Enea un oracolo di un animale quadrupede il quale gli sarebbe stato di guida nel fabbricare una città e che al momento in cui stava per sacrificare gli venne incontro una troia gravida e bianca e che questa scappata dalle mani del sacrificatore andò a ripararsi sopra un certo colle dove partorì trenta porcelletti e che Enea ammirando siffatto portento e ricordandosi la risposta dell'oracolo pensò di fondare in quel luogo la città che poi vide che ciò gli era chiarissimamente vietato e che gli diceva che soltanto dopo trent'anni come appunto quei porcelletti erano trenta dover fabbricare la città e cosi avere abbandonata l'opera.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 0
ESEMPIO DI PIETà DEI ROMANI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Greco Nuova Edizione
TRADUZIONE n. 1
Scipione inviò gli ambasciatori dai cartaginesi, le truppe uccisero parte di loro. Coloro che partecipavano con coscienza rapivano questi e li facevano partire con le triremi. Coloro che volevano accaparrarsi il favore popolare a Cartagine ordinarono ai capitani delle navi di attaccare gli ambasciatori ed ucciderli tutti qualora coloro che mandavano via le navi fossero tornati indietro. Infatti accadde questo e coloro che fuggivano per terra giunsero sani e salvi da Scipone. La divinità mostrò immediatamente la propria forsa a coloro che volevano commettere un sacrilegio. Infatti gli ambasciatori dei cartaginesi che furono inviati a Roma, tornando indietro vennero spinti nel porto romano da una tempesta. Essendo questi condotti da Scipione e gridando tutti a gran voce di vendicare il sacrilegio, Scipione disse che non bisognava fare ciò che avevano rimproverato ai cartaginesi. Questi dunque essendo stati lasciati andare, giunsero sani e salvi a Cartagine, ammirando la pietà dei romani.
traduzione n. 2 di altro utente
Scipione mandò ambasciatori presso i cartaginesi, e le truppe li attaccarono. coloro che si distinguevano per intelligenza li tolsero di mezzo e con triremi li rimandarono indietro. colore che crecavano il favore popolare a Acartagine ordinarono al navarca quando le triremi inviate tornassero indietro, di nvaigare contro gli ambasciatori e di ucciderli tutti. cio avvenne: quelli che si erano rifugiati a terra, si salvarono presso scipione. la divinità ben presto dimostrò la sua potenza a quelli che volevano essere empi. infatti gli ambasciatori dei cartaginesi inviati a roma, tornando indietro furono spinti da una tempesta verso il porto dei romani. condotti questi da scipione e gridando tutti di punire gli empi, scipione disse che non bisognava fare ciò che rimporveravano ai cartaginesi. questi dunque lasciati andare tornarono salvi a cartagine, ammirando la pietà dei romani.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 0
FILIPPO IL MACEDONE
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro I greci e noi
Ό Φίλιππος είκοσι και τέτταρα έτη των Μακεδόνων βεβασίλευκεν έλαχίσταις δέ άφορμαϊς χρησάμενος, μεγίστην δύναμιν των κατά την Εύρώπην κατεσκεύακε καί, παρειληφώς την Μακεδονίαν τοις Ίλλυριοϊς δουλεύουσαν, πολλών και μεγάλων εθνών καί πόλεων κυρίαν πεποίηκεν. Διά δέ την ιδίαν άρετήν την της Ελλάδος άπάσης ήγεμονίαν παρείληφεν, εκουσίως τών πόλεων ύποταττομένων. Τους δέ Ιλλυριούς καί τους Παίονας καί τους θράκας καί τους Σκύθας καταπολεμήσας, εις την τών Περσών βασιλείαν έπιβέβληκε καταλΰσαι. Τάς δέ δυνάμεις εις την Άσίαν διαβιβάσας, τάς Έλληνικάς πόλεις ήλευθέρωκε καί τοσαΰτας δυνάμεις άπολέλοιπεν, ωστε τον αύτοΰ υίόν Άλέξανδρον μή προσδεϊσθαι συμμάχων εις την κατάλυσαν της τών Περσών ηγεμονίας. Ταΰτα δέ ου διά τύχην, άλλά διά την ιδίαν άρετήν πέπραχεν.
TRADUZIONE
Filippo regnò sui macedoni per ventiquattro anni e, sebbene avesse avuto condizioni di partenza insignificanti, fece del suo regno il più grande dei domini che c'erano allora in europa. e mentre aveva ricevuto la Macedonia asservita agli Illiri, la fece signora di molti popolie città. Pertanto, grazie al suo valore, ottenne la supremazia di tutta la Grecia, in quanto le città volontariamente si sottomettevano al suo dominio. Dopo aver debellato Illiri, Peoni e Traci, progettò di abattere l'impero dei persiani e trasportate truppe in Asia, liberò le citta greche; ma colto dal fato nel mezzo della sua impresa, lasciò tante e tali forze che il figlio Alessandro non ebbe bisogno dell'aiuto di alleati per abbattere l'egemonia persiana: E queste imprese egli compì non col favore della fortuna, ma col proprio valore.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 2
GLI ERACLIDI combattono contro Euristeo
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
Traduzione dal libro Sapheneia pagina 30 numero 13
Μετα την Ηρακλεους τοινυν αποθεωσιν οι παδες αυτου κατωκουν εν Τραχινι παρα Κηυκι τω βασιλει. Μετα δε ταυτα, Υλλου και τινων ετερων ανδρωθεντων, Ευρυσθευς φοβηθεις μη παντων ενκλικων γενομενων εκπεση της εν Μυκεναις βασιλειας, εγνω τους Ηρακλειδας εξ ολης θς Ελλαδος φυγαδευσαι. Διο Κηυκι μεν τω βασιλει προηγορευσε τους Ηρακλειδας εκβαλειν. Οι δ'Ηρακλειδαι, θεωρουντες αυτους ουκ αξιομαχους οντας Ευρυσθει πολεμειν, εγνωσαν εκουσιως φευγειν εκ της Τραχινος· μηδεμιας δε πολεως τολμωσης υποδεξασθαι, μονοι των αλλων Αθηναιοι δια την εμφυτον παρ'αυτοις επιεικειναν προσεδεξαντο τους Ηρακλειδας· κατωκισαν δε αυτους ευς Τρικορυθον πολιν, ητις εστι μαι της ονομαζομενης τετραπολεως. Μετα δε τινα χρονον Ευρυσθευς εστρατευσεν επι τους Ηρακλειδας μετα πολλης δυναμεως. Οι δ'Ηρακλεδαι, βοηθουντων αυτοις των Αθηναιων, ενικησαν παραταξει τον Ευρυσθεα. Κατα δε την μαχην πλειστοι μεν των μετ'Ευρυσθεως κατεκοπησαν, αυτος δ'ο Ευρυσθευς, του αρματος κατα την φυγην συντριβεντος, υπο Υλλου του Ηρακλεους ανηρεθη· ομοιως δε και οι υιοι του Ευρυσθεως παντες κατα την μαχην ετελευτησαν.
Stesso titolo ma presa da altro libro testo greco diverso