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GLI SCITI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Corso di greco
Περί δε Σκυθών διεξιμεν. Όυτοι γάρ εξ αρχής ολίγην ενέμοντο χώραν, υστερον δε κατ'ολίγον αυξανόμενοι διά τας αλκάς και την ανδρειαν πολλήν μεν κατεκητσαντο χώραν, το δ'εθνος εις μεγάλην ηγεμονίαν και δόξαν προέφερον. Πρώτον μεν ουν παρα τον Αραξεν ποταμόν ολίγοι κατώκουν και δια την αδοξιαν καταφρονούμενοι * ένα δε των αρχαίων έχοντες βασιλέα φιλοπόλεμων και διαφέροντα στρατηγία, προσεκτεσαντο μεγάλην χώραν, την μεν ορεινεν έως προς τον Καυκασον, την δε πεδινεν παρα τον ωκεανόν και την Μαιωτιν λίμνην και την άλλεν χώραν έως Ταναιδος ποταμού. ''Υστέρων δε μυθολογυοσι Σκύθαι παρ' αυτοίς οiκησαι γεγενην παρθένον ' ταύτην δ'έχειν τα μεν άνω μέρη του σώματος μέχρι της ζώνης γυναικεία, τα δε κατώτερα εχιδνης. Ταύτην δε εκ Διός γεννησαι παιδα Σκυθην όνομα ' τούτον δε τους λαούς αφ εαυτού Σκύθας προσαγορευσαι.
TRADUZIONE
Narreremo sugli Sciti. Essi dapprincipio occupavano un piccolo territorio, in seguito dal poco, aumentati tramite prodezze e opere coraggise, ottennero una grande regione, e portarono il popolo ad un grande egemonia e fama. Dapprima dunque alcuni abitavano presso il fiume Arasse e disprezzati per disonore; avendo un solo re tra gli antichi amanti della guerra e portato allo stratagemma, estesero ancora il grande territorio montagnoso fin verso il Cucaso, la pianura di fronte all’oceano e la Palude Meiotide e l’altra regione fino al fiume Tanai. Poi gli Sciti raccontano che sitrovasse presso loro stessi una giovane donna nata che questa avesse la parte superiore del corpo donna fino alla cintura, la parte in basso di vipera. Che questa fanciulla di nome Scita fosse stata generata da Giove e per questo la nazione da essa si denominasse Scita.
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RITRATTO DI FILIPPO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Astrea - pag. 213 n. 6
TRADUZIONE
Filippo regnò per 24 anni sui Macedoni, servendosi di pochissimi mezzi fondò il proprio regno grandissimo tra le dinastie in Europa e avendo conquistato la Macedonia sottomessa agli Illiri la rese signora di molti e grandi popoli e città. per la propria virtù ottennè l'egemonia di tutta la grecia essendosi le città sottomesse volontariamente, avendo vinto a Delfi coloro che avevano saccheggiato il tempio ed essendo accorso in aiuto all'oracolo, partecipò all'assemblea della lega degli Anfizioni e per la sua devozione verso gli dei ricevtte come premio le pietre per votare dei focesi che erano stati vinti.
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SAGGE PAROLE DI AGIDE RE DI SPARTA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE
Agide(figlio)di Archidamo, re spartano, quando era interrogato su quale materia praticasse soprattutto a Sparta diceva: "il sapere, il comandare e l'essere comandati"Disse che gli spartani non lo interrogavano su quanti fossero i nemici ma dove fossero. A Mantinea avendogli impedito di combattere contro ai nemici che erano molti disse: "è necessità per molti di combattere colui che desiderava governare su molti"Un tale venendo a sapere quanti fossero gli spartani disse"Quanti sono sufficienti da tener lontani i nemici"Uno tra gli anziani era giunto da Filippo. Dicendo quello"Perchè è arrivato da solo?"disse: "infatti, anche presso uno(sn arrivato)". Essendo interrogato su come potrebbe uno rimanere libero disse: "non sottovalutando la morte". Diceva che gli abitanti liberi dell'Asia erano nemici, i servi valorosi. Essendo interrogato sulla forza e sulla giustizia quali delle due fosse meglio disse: "non dovremmo bramare per niente la forza, qualora tutti fossimo giusti.
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LABORIOSITA' E FORZA DEI LIGURI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
INIZIO: οι Λιγυες υεμονται μεν χωραν
FINE: επ' ισηϛ τοις ανδρασιν.
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VERSIONE GRECO DIODORO SICULO
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TRADUZIONE DAL LIBRO ELLENISTI
Διελθοντων δε ετῶν εννεα παλιν ο Μινως ηλθεν εις την Αττικην μετα μεγαλου στολου, και του δις επτα κορους απαιτησας ελαβε εν δε τουτοις ην ο του Αιγεως υιος Θησευς. Μελλοντων δε εκπλειν των περι τον Θησεα, ο Αιγευς εταξε τῷ κυβερνητή, εαν μεν ο Θησευς νικηση τον Μινωταυρον, καταπλειν αυτους λευκοις ιστιοις, εαν δε αποληται, μελασι. Καταπλευσαντων δ αυτων εις Κρητην Αριαδνη μεν η θυγατηρ του Μινωος ηρασθη του Θησεως, Θησευς δε ταυτην συνεργον λαβων, τον τε Μινωταυρον απεκτεινε και την εξοδον τεν του λαβυρινθου παρ αυτης μαθων διεσωθη.
Dopo che trascorsero di nuovo nove anni Minosse partì per l’Attica con un grande esercito e avendo reclamato ad essi prese sette giovani tra cui c’era il figlio di Egeo Teseo. Essendo essi sul punto di salpare verso Tesea, Egeo ordinò al pilota, se Teseo avesse vinto il Minotauro, che tornassero indietro con le vele bianche, se invece fosse morto, con le (vele) nere. Essendo approdati essi a Creta Arianna la figlia di Minosse s’innamorò di Teseo, Teseo avendola presa come complice, uccise anche il Minotauro e avendo saputo da lei l’uscita del labirinto uscì sano e salvo.