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UNA FANCIULLA OFFERTA A UN DEMONE parte I versione di greco Traduzione da libro Il greco per il Biennio nuova edizione 2.
TRADUZIONE n. 1
Dicono che Odisseo errando dopo la conquista di troia venne portato dai venti verso altre città in Italia ed in Sicilia giunse a Temesa con le navi, dicono che qui uno dei suoi marinai, ubriaco, violentò una ragazza e venne lapidato da quelli del luogo per quel reato. Odisseo non dando molta importanza alla vicenda se ne andò allontanandosi per mare. Dicono che il demone del lapidato non lasciò nessuno impunito uccidendo gli abitanti del luogo, motivo per cui la Pizia comandò a quelli che volevano fuggire dall'Italia di abbandonare Temesa, placare il demone, costruendogli un tempio e di dargli ogni anno la più bella donna tra quelle della città. quelli fecero così e furono liberati dal timore.
traduzione n. 2
Si racconta che Odisseo vagabondando dopo la sconfitta d'Ilio, spinto dai venti verso altre città in Italia e Sicilia giunse anche presso Temesa con le navi, raccontano che qui uno tra i marinai essendo esaltato violentò una ragazza vergine e fu lapidato da quelli del luogo invece di questa ingiustizia. Odisseo giudicando il problema se ne andò salpando senza alcun discorso. Dicono che il demone del lapidato risalì e non tralasciò alcuna occasione per uccidere quelli del luogo, per questa cosa la Pizia ordinò a quelli che volevano andarsene dall'Italia di restare a Temesa, costruendo un tempio per placare il demone e donando a lui tutti gli anni una fanciulla bellissima della città. Loro facendo questa cosa comandata dal dio furono liberati dal demone.
Il sacerdote egiziano pronuncia l'elogio rituale del sovrano - versione greco Diodoro Siculo da Anth
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IL SACERDOTE EGIZIANO PRONUNCIA L'ELOGIO RITUALE DEL SOVRANO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
TRADUZIONE
Di buon mattino il re si lava, orna con i segni distintivi del comando, con la veste splendente il corpo e sacrifica agli dei. Essendo portate le vittime sull’altare, il gran sacerdote, stando accanto al re prega ad alta voce gli dei affinché diano la buona salute e tutte le altre cose buone al re che custodisce (mantiene) la giustizia per i sudditi. Riconoscono anche le sue virtù, perciò sono ben disposte le cose buone religiosamente per gli dei e per gli uomini; infatti è temperante, giusto e coraggioso, inoltre è amante della verità, liberale per tutte le cose migliori e in generale per ogni desiderio, essendo poste le peggiori vendette della dignità al di sopra degli errori ed essendo collocate le migliori grazie nelle opere buone. Egli pregando aggiunge a queste molte altre cose simili.
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ILLO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Greco per il biennio
TRADUZIONE
Tutti gli Eraclidi avendo sconfitto in una famosa battaglia Euristeo, prosperando per il successo militare degli alleati, fecero una spedizione militare contro il peloponneso sotto il comando di Illo. Atreo quindi, ottenne il potere di Micene dopo la morte di Euristeo, e procurandosi l'aiuto degli alleati e qualche altro, si presentò agli Eraclidi.
Radunatisi in gran numero presso l'istmo, Illo figlio di Eracli sfidò in chiunque volesse dei nemici, stabilendo così un accordo: se Illo voncerà lo scontro, gli Eraclidi consegneranno il potere di Euristeo, se Illo perderà gli Eraclidi non torneranno ( mai più) nel Peloponneso. Accettando la sfida allo scontro del capo dei Tegeati e iniziato il duello Illo fu ucciso e gli eraclidi secondo gli accordi si astennero dal tornare.
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LA BATTAGLIA DELLE TERMOPILI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Katà Logon
Inizio: Λεωνιδης ο βασιλευς των Λακεδαιμονιων φιλοτιμουμενος αυτο τε δοξαν ... Fine: ην υποδεξασθαι τον υπερ της Ελλαδος θανατον
TRADUZIONE
Leonida re degli Spartani, essendo ambizioso di procurare (la cui ambizione era di procurare) a se e agli Spartani grande onore, ordino’ a tutti gli altri Greci di andare via (ordino’ che tutti gli altri ecc. ) e di salvarsi (di salvare se’ stessi) per (potere) combattere accanto ai Greci nelle altre battaglie, solo gli Spartani disse che dovevano rimanere e non abbandonare la difesa del passo (dei passi); era opportuno (decoroso) che quelli che era no alla guida della Grecia combattendo per il primato morissero prontamente (fossero pronti a morire). Subito tutti gli altri si allontanarono e Leonida con i cittadini (sottinteso: che erano con lui) compi’ (porto’ a compimento) imprese eroiche e straordinarie. Essendo pochi gli Spartani, egli trattenne solo i Tespiesi, e pur avendo in tutto non piu’ di cinquecento uomini, era pronto ad affrontare la morte per la Grecia (in difesa della Grecia).
TRADUZIONE di altro utente
Il re degli Spartani Leonida cercando di procurare a sè e agli Spartani una grande gloria, comandò a tutti gli altri greci di partire e di salvare loro stessi, affinché attraverso battaglie altrui siano salvati dagli Elleni, mentre disse che era necessario che gli stessi Lacedemoni rimanessero e che non abbandonassero la guardia dei passaggi: infatti (disse che) era conveniente che quelli che combattevano per il primato della grecia morissero combattendo prontamente. Subito di fatto tutti gli altri si allontanarono, mentre Leonida agì attraverso azioni eroiche e sorprendenti dei cittadini.
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LA BATTAGLIA DI GAUGAMELA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
TRADUZIONE
Considerando la moltitudine dell'esercito dei persiani e la potenza dei pericoli imminenti, stette sveglio la notte afflitto dalla preoccupazione del futuro.
Essendosi volto al sonno(indotto al sonno) a causa della sentinella del mattino così si mise a dormire profondamente tanto che giunto il giorno non potè svegliarsi.
Così il tempo andava avanti, il sonno opprimeva(intrappolava) il re, Parmenione, essendo il più vecchio degli amici, ordinò agli eserciti di tenersi pronti alla battaglia, gli amici essendosi avvicinati a fatica svegliarono Alessandro, tutti meravigliandosi per l'accaduto e volendo sapere la causa Alessandro disse che Dario avendo radunato in un solo luogo lo aveva liberato da ogni lotta. Infatti decise in un solo giorno le sorti di tutta l'impresa, di por fine alle lunghe fatiche e i pericoli. Avendo chiamato dunque i capi con parole famigliari, guidò l'esercito contro i barbari.
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