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LA DISCESA DI SERSE IN GRECIA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Il nuovo lingua greca
TRADUZIONE
Serse dopo aver ispezionato le forze militari avanzò insieme a tutto l'esercito. Appena giunse sul golfo Maliaco venne a sapere che i nemici avevano dominato i luoghi di passaggio e mandò a chiamare gli alleati dall'europa, i rimanenti non più di 20000, in modo da avere lui stesso non meno di 100000 soldati. Dunque non è mirabile il dire oltre la grandezza della potenza di Serse; si dice infatti che i fiumi si prosciugavano quando i soldati bevevano e che le vele ricoprivano il mare. I persiani avendo posto l'accampamento presso il fiume SPERCHEION, serse mandò il messagero verso le Termopili.
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LA FIGURA DI ORFEO NEL RACCONTO DI DIODORO SICULO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE
Orfeo era figlio di eragro, trace di stirpe, che era di grand lunga superiore nell'educazione, nella cultura, nella melodia, nella poesia di coloro che sono ricordati, compose un poema ammirato e che si distingueva per l'attenzione al canto. Fece progressi a tal punto nella fama che sembrava che incatasse le belve e le piante con la melodia. Impegnato nella cultura e avendo imparato gli insegnamenti riguardo la teologia, viaggiò in Egitto, e là imparando molte cose diventò il più grande dei greci, nella teologia, sia nei riti, sia nei canti, sia nelle melodie.
traduzione da altro libro
Orfeo era figlio di Eagro, e di stirpe trace, superando di molto coloro che ricordano per cultura e melodia e arte poetica: e infatti compose un poema che destava ammirazione e che si distingueva con la melodia durante il canto. E a tal punto procedette alla fama che sembrava incantasse le belve e gli alberi con la melodia. Occupandosi della cultura e avendo imparato le cose narrate riguardo la sacra scrittura, partì per l'Egitto, e là avendo amparato inoltre molte cose divenne il più grande dei Greci non solo nelle sacre scritture ma anche nelle cerimonie religiose e lelle poesie e nei canti. Fece anche una spedizione con gli Argonauti e per amore nei confronti della moglie ebbe il coraggio straordinariamente di scendere nell'Ade, avendo allettato Persefone con l'armonia la convinse ad aiutar(lo) con i desideri e a concedergli di portare via sua moglie nell'Ade.
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LA FINE DEL TIRANNO DIONISIO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
TRADUZIONE n. 1
Al tempo del governo di Pidotodo su Atene, Timoleonte convinse il tiranno Dionigi a consegnare l’acropoli e, deposto il potere, andarsene nel Peloponneso, sotto garanzia di tregua con i propri beni. Costui dunque, per la sua viltà e bassezza d’animo abbandonò la celebre tirannide e visse in povertà a Corinto, come esempio per coloro che si vantano scioccamente per le loro fortune, colui infatti che aveva 400 triremi dopo poco tempo navigò verso Corinto in una piccola nave da Corinto, notato da tutti per l’eccesso di cambiamento Timoleonte allora, conquistata l’isola e le fortezze che prima erano sotto il dominio a Dionigi abbattè le acropoli dell’isola dalle fondamenta e i palazzi del tiranno, e restituì la libertà ai presidi.
traduzione n. 2
Al tempo del governo di Pitodoto su Atene, Timoleonte convinse il tiranno Dionigi a consegnare l'acropoli e, deposto il potere, andarsene nel Peloponneso, sotto garanzia di tregua ( υποσπονδον), con i propri beni. Costui dunque, per la sua viltà, visse indigente a Corinto, come esempio per coloro che si vantano scioccamente per le loro fortune; colui che aveva quattrocento triremi dopo poco tempo navigò verso Corinto in una piccola nave da carico, notato per l'eccesso di cambiamento. Timoleonte allora, conquistata l'isola e le fortezze che prima erano sotto il dominio di Dionigi, abbattè le acropoli dell'isola e i palazzi del tiranno, e restituì la libertà ai presidi.
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LA FONDAZIONE DI MENFI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Il nuovo lingua greca
TRADUZIONE
Il re Ucoreo fondò la citta di Menfi, la più illustre di quelle presso l'egitto. Edificò la città nel luogo più vantaggioso di tutta quanta la regione, dove il nilo dividendosi in più parti forma quello che chiamano delta. Dunque fece il perimetro della città di 150 stadi, garantì la sicurezza in modo perfetto. Infatti poiché il Nilo scorreva verso la città allagandola per le inondazioni, fece a sud uno smisurato argine nel quale fondò la città; fece scavare dalle altre parti una palude grande e profonda, che ricevendo l'inondazione del fiume e fertilizzando tutta la città la rese completamente feconda. Così colui che la costruì indovinò perfettamente la buona posizione dei luoghi, in modo che tutti i re costruirono palazzi in questa città
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LA GALLIA E L'INVERNO NORDICO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE
Dunque, la Gallia, è abitata da parecchie tribù diverse per grandezza, le più estese di esse contano quasi duecentomila uomini, invece quelle più piccole cinquantamila; tra queste una sola ha un antico rapporto di amicizia con i romani, che è durato fino al nostro tempo. ( la Gallia) Posizionata per grandissima parte al nord è piovosa e specialmente fredda durante l'inverno, nelle giornate nuvolose, invece della pioggia cade molta neve; al contrario nelle giornate serene, la regione è piena di ghiaccio e di brina in modo ineguagliabile; perciò i fiumi indurendosi per propria natura, si trasformano in ponti; infatti non solo quelli che si trovano a viaggiare come erranti li attraversano, ma anche grandissimi eserciti con portatori di bagagli e con molti carri li percorrono senza pericolo.