- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 2
LE MINIERE D'ORO IN EGITTO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Test di greco
TRADUZIONE
Nelle regioni estreme dell’Egitto e delle confinanti Arabia ed Etiopia c’è una zona che ha in sé molte e grandi miniere d’oro, che si raccoglie in grande quantità con altrettanta quantità di pene e spese. Ora, dato che la terra è nera per natura e presenta fenditure e vene di roccia che ben si distinguono per il loro candore e che superano per il loro splendore tutti i materiali che brillino, chi è addetto ai lavori in miniera estrae l’oro avvalendosi della grande quantità di manodopera a disposizione. Infatti i re d’Egitto, una volta raccolti quelli condannati per qualche reato e i prigionieri di guerra e anche chi è incappato in accuse ingiuste ed è stato imprigionato per uno scatto d’ira, e raccolti non solo loro da soli ma anche insieme coi loro familiari, li mandano alle miniere d’oro. Così nello stesso tempo da un lato a chi è stato condannato i re fanno pagare il fio delle loro colpe dall’altro grazie allo sfruttamento del loro lavoro possono ricavare lauti guadagni.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 2
I CENTAURI
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
INIZIO: Τους δε Κανταυρους τινες μεν φασιν εν τω Πηλιω τραφηναι
FINE: παροξυνθεντας ουκ ολιγους μεν αυελειν, τους δε λοιπους εκβαλειν εκ της πολεωσ
TRADUZIONE
Dicono che i Centauri educati dalle Ninfe nel Pelio quando furono adulti si congiunsero con cavalle e generarono la biforme razza degl Ippocentauri come essi li chiamano Alcuni affermano dirsi i figli di Nefele e iT Issione centauri perché essi furono i primi che imparassero a cavalcare cavalli d onde ebbero il nome d Ippocentauri e così nacque la favola della doppia loro natura Costoro essendo del medesimo sangue chiedevano a Piritoo la loro porzione nella signoria paterna e come non badò alle loro domande a lui e alla gente de Lapiti fecero guerra La quale essendo terminata Piritoo stando per celebrare le solenni sue nozze con Ippodnmia figliuola di Buto 1 invitò Teseo ed i Centauri ma questi pieni di vino vollero stuprare per forza le donne ch erano intervenute al convito ond è che Teseo ei Lapiti per tal nefanda ingiuria irritati non pochi ne ammazzarono e cacciarono gli altri in bando dalla città. Per questa ragione tutta la razza de Centauri mosse guerra ai Lapiti parecchi de quali essendo restati morti gli altri che la fortuna della guerra lasciò superstiti furono costretti a fuggire in Foloe d Arcadia Però alcuni di essi scappati a Malea restarono ivi Per tal vittoria i Centauri insuperbitisi incominciarono con scorrerie a molestare il paese all intorno svali giaudo i Greci che passavano vicino ai loro luoghi ed anche ammazzando molti degli abitanti limitrofi.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 2
I CITTADINI CONDANNANO LA TREGUA
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Gymnasion
Aργε ιοι, εγκαλεσαντες τοις Λακεδαιμονίοις ότι τα θύματα ουκ απέστειλαν Απόλλωνι τω Πυθίω, πόλεμον αύτοΐς κατήγγειλανικαθ' δ ν δη χρονον' "Αλκιbiadης. ό στρατηγός των Αθηναίων, εις την Αργείαν ηκεi έχων δύναμιν. Οι Αργεΐοι μετ' αυτού έστράτευσαν έπι Τροιζήνα, πόλιν συμμαχον Λακεδαιμοviwv. κάι τήν μεν χωράν λεηλατήσαντης, άνεχώρησαν. Τούτο δε παρώξυνε εδαιμονίους οι πόλεμον κατήγγειλαν τοις Άργειοις· διό δύναμιν άγείραντες ηγεμόνα έπονησαvτο Αγιν τόν baίσιλέα. Ούτος δε εστtάteυσεν έπι τοις Άργείοις xai την μεν γώραν έδήωσεν, πλησίον δε της πόλεως προυκαλειτο τους πολεμίους είς μάχην. Οι δε Ηλείοι και οι Μαντινεΐς τρισχιλίους στρατιώτας απέστειλαν bοηθούς τοις Άργείοις. Τότε δε οι στρατηγοί παρ' άμφοτέροις διαπρεσβευσάμε- όνοχάς έποιησαντο. Αι δε άνοχάι παρώξυναν άμφοτέρας τας πόλεις, και οι Αργεΐοι άπέκτειναν τους ηγεμόνας, οι δε Λακεδαιμόνιοι έβούλοντο μεν κολαζειν τον Αγιν, έπαγγειλαμένου δ' αυτού διορθώσασθαι την άμαρτίαν, μόγις συνεχωρησαν
Gli Argivi, avendo rimproverato agli Spartani il fatto che non avevano inviato le offerte ad Apollo Pizio, dichiararono loro guerra; in quel tempo Alcibiade, lo stratega degli Ateniesi, giunse con l'esercito nell'Argolide. Gli Argivi allora condussero una campagna militare con lui contro Trezene, città alleata agli Spartani, e, dopo aver depredato la regione, se ne andarono. Questo fatto irritò gli Spartani, i quali dichiararono guerra agli Argivi; perciò, radunato un esercito, crearono comandante il re Agide. Questi organizzò una spedizione militare contro gli Argivi e (ne) devastò la terra, e nei pressi della città provocava i nemici al combattimento. Gli abitanti dell'Elide e di Mantinea, allora, inviarono come truppe in aiuto tremila soldati. Allora i comandanti, inviate ambascerie da entrambe le parti, fecero una tregua. Ma la tregua irritò entrambe le città, e gli Argivi uccisero i comandanti, mentre gli Spartani volevano punire Agide, ma dopo che egli ebbe promesso di riparare all'errore, alla fine acconsentirono.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 2
IAMBULO ESPLORATORE INVOLONTARIO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Anthropoi
TRADUZIONE
Iambulo era sin da giovane desideroso di cultura, dopo la morte del padre che era mercante, anche egli si dedicò al commercio. Preparando una spedizione verso una regione prodruttice di aromi in arabia, fu catturato da alcuni predoni; dopo da alcuni etiopi cn uno di quelli che era stao caturato con lui fu condotto sulla costa dell'etiopia. Questi erano stati rapiti per un rito di purificazione del territorio, essendo stranieri; infatti era abitudine per gli etiopi che abitavano la, che si compisse un sacrificio per gli oracoli degli dei. Avvenuto il sacrificio, c'era x loro una barchetta equipaggiata per grandezza in modo simmetrico e che poteva chiaramente essere condotta a remi da due uomini, e ordinarono ai due uomini che si erano imbarcati di salpare e navigare verso mezzogiorno; che questi sarebbero giunti verso un isola felice. Dicono che questi avendo navigato un gran mare dopo 4 mesi siano approdati all'isola; avendo questi gia raggiunto l'isola dicono che essendo giunti alcuni indigeni tirarono a terra lo scafo.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: versioni di greco DIODORO SICULO
- Visite: 2
IL DIO EFESTO
VERSIONE DI GRECO di Diodoro Siculo
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
TRADUZIONE n. 1
Dicono che Efesto sia stato l'inventore di tutti i lavori con il ferro e di quelli con il rame, con l'oro, con l'argento e di tutti gli altri (metalli) che richiedono il lavoro con il fuoco e (dicono) che scoprì inoltre tutti gli altri vantaggi del fuoco e li tramandò a coloro che esercitavano la professione e a tutti gli altri uomini; perciò i lavoratori di queste professioni fanno preghiere e sacrifici soprttutto a questo dio e costoro e tutti gli altri uomini chiamano il fuoco Efesto, collocando nella memoria e nella stima perpetua il beneficio donato sin dal principio alla vita di tutti.
traduzione n. 2
Dicono che Efesto sia statoinventore di tutte le lavorazioni: del ferro, del bronzo, dell'oro, dell'argento e di tutti gli altri che contemplano la lavorazione del fuoco, e che avesse scoperto gli altri usi del fuoco per i lavoratori di quest'arte e per tutti gli altro uomini: a causa degli artisti di quest'arte, facevano preghiere e sacrifici soprattutto a questo dio, sia costoro, sia tutti gli uomini che chiamano il fuoco Efesto per assicurare alla memoria e all'onore immportale la lavorazione donata dall'inizio per una vita comune
Traduzione n. 3
Dicono che Efesto fosse l'inventore di tutta la lavorazione in Ferro (metallurgia) e di quella in rame, in argento e in oro e intraprende tra tante altre la lavorazione del fuoco; e (dicono) che abbia scoperto tutti gli altri usi del fuoco e che abbia dato a tutti i lavoratori e a tutti gli altri uomini i lavori (le abilità tecniche), Perciò gli artigiani di quest'arte fanno per quel dio sopratutto preghiere e sacrifici; e tutti quegli uomini chiamano il fuoco Efesto, mettendo in memoria e in stima eterna l'arte donata in principio in/ad una vita comune.
- Una fanciulla offerta a un demone parte I - Pausania versione greco
- Il sacerdote egiziano pronuncia l'elogio rituale del sovrano - versione greco Diodoro Siculo da Anth
- Illo - versione greco Diodoro Siculo da Greco per il biennio
- La battaglia delle Termopili - versione greco Diodoro Siculo da Katà logon