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Risposta laconica degli spartani ad Alessandro
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro verso itaca
Inizia così: Ἀλεξανδρος ὃτε ἐνικησε Δαρειον και την Περσον...
TRADUZIONE
Alessandro, che sconfisse Dario e diventò sovrano dei Persiani, (poichè era) molto saggio in questo e considerandosi un dio per il successo, ordinò ai greci di venerarlo come un dio. Certamente ridicolo: non aveva infatti queste cose per natura e chiedendole agli uomini non (le) otteneva. Gli uni veneravano una cosa, gli altri un’altra: i lacedemoni sostennero questo: “poiché Alessandro vuole essere un dio, sia un dio. ”. Non solo (i lacedemoni sostennero questo) laconicamente ma nello stesso tempo con la maniera a loro nativa, disdegnando l’avventatezza di Alessandro.
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I principi di vita di Diogene il cinico
VERSIONE DI GRECO
TRADUZIONE dal libro Verso itaca
Comincia con: Ο Διογενης, ο δʹονομαστοτατος των κυνικων φιλοσοφων
e finisce con: και πολεμων και στασεων επειρατο φυλαξεσθαι ως μαλιστα
TRADUZIONE
Diogene, il più celebre fra i filosofi cinici, diceva che per natura gli uomini hanno bisogno di vivere: egli infatti stava attento a quelle cose che richiedevano grande spesa e che avevano bisogno di molta fatica e sofferenza e (che) dichiara essere nocive per coloro che (le) usano; non trascurava nessuna di quelle cose che proteggevano benevolmente e tranquillamente il corpo sia dalla fame sia dal freddo, ma sia preferiva i luoghi più salutari sia frequentava quelli che sarebbero stati più sani (utili) a lui in ogni tempo e si preoccupava i avere cibo sufficiente e di non tralasciare le necessità corporali. Diceva di stare attenti al meglio ad affari, giudizi, dispute, guerre e liti.
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Inizio: ἐμοὶ μὲν δὴ Σωκράτης τοιοῦτος ὢν ἐδόκει τιμῆς ἄξιος εἶναι τῇ πόλει μᾶλλον ἢ θανάτου Fine: οἷος ἂν εἴη ἄριστός τε ἀνὴρ καὶ εὐδαιμονέστατος.
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Verso Itaca Pagina 560 Numero 30
Inizio: Εις δε τον ισθμον οι Ελληνικοι σινελεγοντο ... Fine: Ἡ μαχη παρα τῳ Γρανικῳ ποταμῳ ισχυρα ε γιγνετο· των βαρβαρων οι μεν διεφθειποντο, οι δε και εις φιγην εστρεποντο.
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Fulminea azione di guerra
VERSIONE DI GRECO di Arriano
TRADUZIONE dal libro verso Itaca
Αλεξανδρος δε τὴν νύκτα διελθὼν πολλὴν ὁδὸν ἅμα ἡμέρᾳ ἀφίκετο πρὸς τὸν Ὑδραώτην ποταμόν. ἔνθα δὴ τῶν Μαλλῶν τοὺς μὲν πολλοὺς διαβεβηκότας ἤδη ἔμαθεν, τοῖς δὲ καὶ διαβαίνουσιν ἐπιγενόμενος περὶ αὐτὸν τὸν πόρον πολλοὺς αὐτῶν διέφθειρε. καὶ αὐτὸς ὡς εἶχε ξυνδιαβὰς κατὰ τὸν αὐτὸν πόρον διώκων εἴχετο τῶν φθασάντων ἐς τὴν ἀποχώρησιν. καὶ πολλοὺς μὲν ἀπέκτεινεν αὐτῶν, τοὺς δὲ καὶ ζῶντας ἔλαβεν, οἱ πλείους δὲ κατέφυγον ἔς τι χωρίον ὀχυρὸν καὶ τετειχισμένον. Ἀλέξανδρος δέ, ὡς οἱ πεζοὶ ἀφίκοντο αὐτῷ, ἀποστέλλει ἐπὶ τούτους Πείθωνα τήν τε αὑτοῦ τάξιν ἔχοντα καὶ τῶν ἱππέων δύο ἱππαρχίας. καὶ οὗτοι δὴ ἐξ ἐφόδου προσβαλόντες λαμβάνουσι τὸ χωρίον καὶ τοὺς καταπεφευγότας ἐς αὐτὸ ἠνδραπόδισαν, ὅσοι γε μὴ ἐν τῇ προσβολῇ διεφθάρησαν
TRADUZIONE
Alessandro percorsa molta strada di notte, all'alba giunse al fiume Idraote. Lì apprese che molti Malli avevano già guadato il fiume; piombando allora alle spalle di coloro che stavano ancora traversando, ne uccise molti durante il guado. Egli stesso, come si trovava, compì la traversata del fiume insieme ai nemici nello stesso punto di guado e, continuando l'inseguimento, incalzava quelli che lo avevano preceduto nella ritirata. Molti ne uccise, alcuni ne catturò vivi, ma la maggior parte riuscì a sfuggire in un luogo sicuro e ben fortificato. Come giunsero i fanti, Alessandro inviò contro costoro Pitone con la sua schiera e due squadroni di cavalleria. Questi attaccarono, e al primo assalto conquistarono la postazione, e fecero schiavi tutti quelli che si erano lì rifugiati, se non erano stati uccisi nell'attacco.