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I cigni
VERSIONE DI GRECO di Eliano
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
Inizio: Λέγει Άριστοτέλης τον κύκνον καλλίπαιδα. .
Fine: ...καί αυτοῖς οὐ κάμνει τό πτερόν.
TRADUZIONE
Aristotele dice che il cigno ha una bella e grande prole, ma anche un'anima. Spesso dunque quelli cadono nell'ira e nella battaglia, i cigni si uccidono anche l'un l'altro. Quello stessi(Aristotele) dice anche che i cigni combattono con le aquile, però quelli si difendono, ma non iniziano a combattere. Questa cosa p ormai stata divulgata, che sono amanti del canto. Io non ho sentito il cigno che canta, forse neanche altri; si crede dunque che canti. E dicono che quello maggiormente in quel tempo sia (un animale) dal più dolce suono e più intoniato; quando è in fin di vita. Oltrepassano anche il mare, volano sul mare e il volo non li affatica.
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Le conseguenze storiche del rapimento di Elena
VERSIONE DI GRECO di Erodoto
TRADUZIONE dal libro Verso Itaca
TRADUZIONE
Dicono che Alessandro figlio di Priamo volle attraverso un rapimento procurarsi una moglie proveniente dalla Grecia. Così allora, avendo egli rapito Elena, ai Greci sembrò opportuno prima mandare dei messaggeri per chiedere Elena e per chiedere la giustizia del rapimento. Questi, adducendo i Greci come scusa queste cose, rinfacciarono a loro il rapimento di Medea, e per questo desideravano ora avere giustizia. Allora, in conseguenza di questo, i Greci diventarono grandemente colpevoli e cominciarono a fare una spedizione militare verso l'Asia prima che quelli verso l'Europa. Infatti il rapire donne è considerata azione di uomini iniqui, ma darsi cura di vendicare le donne rapite (sott. è considerata azione di uomini) sciocchi, mentre non avere nessuna cura delle rapite (sott. è considerata azione di uomini) saggi; è chiaro infatti allora che, se queste non volevano, non sarebbero state rapite. Poi i Persiani dicono che loro dall'Asia, essendo le donne rapite, non dicevano niente (lett. non dicevano nessuna parola), mentre i Greci per una donna spartana riunirono un grande esercito e poi, essendo giunti in Asia, eliminarono la forza di Priamo. Dopo questo sempre considerarono ciò che era Greco loro nemico.
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La fondazione delle colonie greche
VERSIONE DI GRECO di Isocrate
TRADUZIONE
ΟΡΩΣΑ ΤΟΥΣ ΒΑΡΒΑΡΟΥΣ ΤΗΝ ΠΛΕΙΣΤΗΝ ΤΗΣ ΧΩΡΑΣ ΚΑΤΕΧΟΝΤΕΣ, ΤΟΥΣ Δ’ ΕΛΛΗΝΑΣ ΕΙΣ ΜΙΚΡΟΝ ΤΟΠΟΝ ΚΑΤΑΚΕΚΛΕΙΜΕΝΟΥΣ ΚΑΙ ΔΙΑ ΣΠΑΝΙΟΤΗΤΑ ΤΗΣ ΓΗΣ ΕΠΙΒΟΥΛΕΥΟΝΤΑΣ ΤΕ ΣΦΙΣΙΝ ΑΥΤΟΙΣ ΚΑΙ ΣΤΡΑΤΕΙΑΣ ΕΠ’ ΑΛΛΗΛΟΥΣ ΠΟΙΟΥΜΕΝΟΥΣ, ΚΑΙ ΤΟΥΣ ΜΕΝ ΔΙ’ ΕΝΔΕΙΑΝ ΤΩΝ ΚΑΘ’ ΗΜΕΡΑΝ, ΤΟΥΣ ΔΕ ΔΙΑ ΤΟΝ ΠΟΛΕΜΟΝ ΑΠΟΛΛΥΜΕΝΟΥΣ,
35 ΟΥΔΕ ΤΑΥΘ’ ΟΥΤΩΣ ΕΧΟΝΤΑ ΠΕΡΙΕΙΔΕΝ, ΑΛΛ’ ΗΓΕΜΟΝΑΣ ΕΙΣ ΤΑΣ ΠΟΛΕΙΣ ΕΞΕΠΕΜΨΕΝ, ΟΙ ΠΑΡΑΛΑΒΟΝΤΕΣ ΤΟΥΣ ΜΑΛΙΣΤΑ ΒΙΟΥ ΔΕΟΜΕΝΟΥΣ, ΣΤΡΑΤΗΓΟΙ ΚΑΤΑΣΤΑΝΤΕΣ ΑΥΤΩΝ ΚΑΙ ΠΟΛΕΜΩ ΚΑΤΗΣΑΝΤΕΣ ΤΟΥΣ ΒΑΡΒΑΡΟΥΣ, ΠΟΛΛΑΣ ΜΕΝ ΕΦ’ ΕΚΑΤΕΡΑΣ ΤΗΣ ΗΠΕΙΡΟΥ ΠΟΛΕΙΣ ΕΚΤΙΣΑΝ, ΑΠΑΣΑΣ ΔΕ ΤΑΣ ΝΗΣΟΥΣ ΚΑΤΩΚΙΣΑΝ, ΑΜΦΟΤΕΡΟΥΣ ΔΕ ΚΑΙ ΤΟΥΣ ΑΚΟΛΟΥΘΗΣΑΝΤΑΣ ΚΑΙ ΤΟΥΣ ΥΠΟΜΕΙΝΑΝΤΑΣ ΕΣΩΣΑΝ:
36 ΤΟΙΣ ΜΕΝ ΓΑΡ ΙΚΑΝΗΝ ΤΗΝ ΟΙΚΟΙ ΧΩΡΑΝ ΚΑΤΕΛΙΠΟΝ, ΤΟΙΣ ΔΕ ΠΛΕΙΩ ΤΗΣ ΥΠΑΡΧΟΥΣΗΣ ΕΠΟΡΙΣΑΝ: ΑΠΑΝΤΑ ΓΑΡ ΠΕΡΙΕΒΑΛΟΝΤΟ ΤΟΝ ΤΟΠΟΝ ΟΝ ΝΥΝ ΤΥΓΧΑΝΟΜΕΝ ΚΑΤΕΧΟΝΤΕΣ. ΩΣΤΕ ΚΑΙ ΤΟΙΣ ΥΣΤΕΡΟΝ ΒΟΥΛΗΘΕΙΣΙΝ ΑΠΟΙΚΙΣΑΙ ΤΙΝΑΣ ΚΑΙ ΜΙΜΗΣΑΣΘΑΙ ΤΗΝ ΠΟΛΙΝ ΤΗΝ ΗΜΕΤΕΡΑΝ ΠΟΛΛΗΝ ΡΑΣΤΩΝΗΝ ΕΠΟΙΗΣΑΝ: ΟΥ ΓΑΡ ΑΥΤΟΥΣ ΕΔΕΙ ΚΤΩΜΕΝΟΥΣ ΧΩΡΑΝ ΔΙΑΚΙΝΔΥΝΕΥΕΙΝ, ΑΛΛ’ ΕΙΣ ΤΗΝ ΥΦ’ ΗΜΩΝ ΑΦΟΡΙΣΘΕΙΣΑΝ, ΕΙΣ ΤΑΥΤΗΝ ΟΙΚΕΙΝ ΙΟΝΤΑΣ.
TRADUZIONE
Dunque riguardo al più grande dei benefici il primo ed esteso a tutti possiamo fermarci qui. Ma circa nel medesimo periodo, la nostra città, vedendo che i barbari occupavano la maggior parte del paese mentre i Greci erano rinchiusi entro un piccolo spazio e per la mancanza di terre erano in conflitto fra loro e si facevano guerra e morivano chi per fame chi in battaglia, 35 non tollerò questo stato di cose, ma inviò nel- ® le città dei condottieri che, raccolti i Greci più bisognosi, fattisi loro generali e vinti in guerra i barbari, fondarono molte città sui due continenti* colonizzarono tutte le isole e salvarono sia coloro che li avevano seguiti, sia chi età rimasto in patria. 18 36 Agli uni, infatti, era divenuta ° sufficiente la terra che avevano e gliela lasciarono, agli altri ne procurarono di più: si impossessarono infatti di tutto il territorio che occupiamo adesso. E così anche quelli che in seguito hanno voluto fondare delle colonie e imitare la nostra città, hanno avuto la via spianata: infatti non dovettero affrontare i pericoli della conquista di un paese, ma bastò loro andare ad abitare il territorio che noi avevamo delimitato.
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La Corsica Versione greco Strabone traduzione libro Verso Itaca
inizia con: Ἡ δε Κυρνος υπὸ Ρωμαιν καλεῖται Κορισκα. e finisce con: Φύεται δέ τὴν νῆσον και πύξος καὶ διάσφορος, διὸ καὶ τὸ μέλι τὸ γιγνόμενον ἐν τῇ νήσῳ παντελόν ἐστι.
L’ isola di Cirno è chiamata Corsica dai Romani. Abitano la regione i Barbari avendo una lingua difficile ad intendersi che occupano soprattutto le montagne e che vivono ladrocini. E’ abitata poveramente; infatti il paese è roccioso (si trova ad essere), e in molte parti importanti impraticabile. L’ isola essendo ben grande, ha il territorio montuoso, pieno di selve continue e attraversate da piccoli fiumi. Gli indigeni usano come cibi latte e miele e carni – infatti il paese offre largamente tutte queste cose – e tra loro vivono sufficientemente e giustamente. Per l’isola nasce altro perciò anche il miele prodotto nell’ isola è interamente ugualmente amaro.
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La fondazione delle colonie greche in Sicilia
VERSIONE DI GRECO di tucidide
TRADUZIONE dal libro verso itaca 2
Ελληνων δε πρωτοι οι Χαλκιδης εξ Ευβοιας πλευσαντες μετα...
...δε αυτοι Καταναιοι εποιησαντο Ευαρχον.
Primi tra i Greci ad organizzare una spedizione oltremarina in Sicilia furono i Calcidesi di Eubea, che diretti dall'ecista Tucle fondarono Nasso ed eressero l'altare ad Apollo Archeghete, che ancor oggi si può notare fuori la cinta: su quest'ara, quando delegazioni ufficiali s'imbarcano dalla Sicilia per presenziare a cerimonie sacre, offrono prima al dio una vittima. L'anno successivo Archia uno dei discendenti di Eracle, da Corinto, fondò Siracusa, dopo ave in precedenza espulso i Siculi dall'isola che attualmente, non più circondata dal mare, costituisce l'area urbana interna. Con gli anni anche la città esterna fu congiunta con una cinta di mura e crebbe la densità della popolazione. Tucle e i suoi Calcidesi, muovendo da Nasso, nel quinto anno da che era sorta Siracusa, fondarono Leontini, dopo aver rimosso da quella località con azioni di guerra i Siculi: dopo di essa fondarono Catania. I Catanesi però scelsero in seno alla loro stessa cittadinanza il proprio ecista: Evarco.