Come scegliere gli uomini giusti nei più importanti incarichi di governo - Aristotele versione greco
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Come scegliere gli uomini giusti nei più importanti
incarichi di governo
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Triakonta
Τρία δέ τινα χρὴ ἔχειν τοὺς μέλλοντας ἄρξειν τὰς κυρίας ἀρχάς, πρῶτον μὲν φιλίαν πρὸς τὴν καθεστῶσαν πολιτείαν, ἔπειτα δύναμιν μεγίστην τῶν ἔργων τῆς ἀρχῆς, τρίτον δ' ἀρετὴν καὶ δικαιοσύνην ἐν ἑκάστῃ πολιτείᾳ τὴν πρὸς τὴν πολιτείαν (εἰ γὰρ μὴ ταὐτὸν τὸ δίκαιον κατὰ πάσας τὰς πολιτείας, ἀνάγκη καὶ τῆς δικαιοσύνης εἶναι διαφοράς). Ἔχει δ' ἀπορίαν, ὅταν μὴ συμβαίνῃ ταῦτα πάντα περὶ τὸν αὐτόν, πῶς χρὴ ποιεῖσθαι τὴν αἵρεσιν· 1309b οἷον εἰ στρατηγικὸς μέν τις εἴη, πονηρὸς δὲ καὶ μὴ τῇ πολιτείᾳ φίλος, ὁ δὲ δίκαιος καὶ φίλος, πῶς δεῖ ποιεῖσθαι τὴν αἵρεσιν;
Ἔοικε δὲ δεῖν βλέπειν εἰς δύο, τίνος πλεῖον μετέχουσι πάντες καὶ τίνος ἔλαττον· διὸ ἐν στρατηγίᾳ μὲν εἰς τὴν ἐμπειρίαν μᾶλλον τῆς ἀρετῆς (ἔλαττον γὰρ στρατηγίας μετέχουσι, τῆς δ' ἐπιεικείας πλεῖον), ἐν δὲ φυλακῇ καὶ ταμιείᾳ τἀναντία (πλείονος γὰρ ἀρετῆς δεῖται ἢ ὅσην οἱ πολλοὶ ἔχουσιν, ἡ δὲ ἐπιστήμη κοινὴ πᾶσιν).
TRADUZIONE
Tre requisiti devono avere quelli che si apprestano a coprire le magistrature supreme: primo, rispetto della costituzione in vigore, poi, estrema capacità nei doveri della carica, terzo, infine, virtù e giustizia, in ogni costituzione quella che conviene alla costituzione (perché se il giusto non è lo stesso in rapporto a tutte le costituzioni, è necessario che ci siano differenze anche di giustizia). Ma c'è una difficoltà: quando tutti questi elementi non si trovano uniti nella stessa persona, come s'ha da fare la scelta ? per esempio se uno è un bravo capo militare, ma perfido e non rispettoso della costizuione l'altro invece giusto e rispettoso come si deve fare una scelta? Pare che si debbano considerare due cose qual è la doto di cui tutti partecipiamo di più. quale quelle di cui partecipiamo meno. Pertanto nel caso del comando militare si deve considerare pià l'abilità che òa vortù (perchè l'esperienza di guerra di trova in meno individui l'onesta' in più) nel caso dell'ufficio di tesoriere e di economo il contrario (perchè tali incarichi esigono più virtù di quella che si ha comunemente mentre è comune a tutti la scienza che permette di assolverli)
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il governo dei trenta
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro np
γενόμενοι δὲ κύριοι τῆς πόλεως, τὰ μὲν ἄλλα τὰ δόξαντα περὶ τῆς πολιτείας παρεώρων, πεντακοσίους δὲ βουλευτὰς καὶ τὰς ἄλλας ἀρχὰς καταστήσαντες ἐκ προκρίτων ἐκ τῶν χιλίων, καὶ προσελόμενοι σφίσιν αὐτοῖς τοῦ Πειραιέως ἄρχοντας δέκα, καὶ τοῦ δεσμωτηρίου φύλακας ἕνδεκα, καὶ μαστιγοφόρους τριακοσίους ὑπηρέτας κατεῖχον τὴν πόλιν δι' ἑαυτῶν. τὸ μὲν οὖν πρῶτον μέτριοι τοῖς πολίταις ἦσαν καὶ προσεποιοῦντο διώκειν τὴν πάτριον πολιτείαν, καὶ τούς τ' Ἐφιάλτου καὶ Ἀρχεστράτου νόμους τοὺς περὶ τῶν Ἀρεοπαγιτῶν καθεῖλον ἐξ Ἀρείου πάγο, καὶ τῶν Σόλωνος θεσμῶν ὅσοι διαμφισβητήσεις ἔσχον, καὶ τὸ κῦρος ὃ ἦν ἐν τοῖς δικασταῖς κατέλυσαν, ὡς ἐπανορθοῦντες καὶ ποιοῦντες ἀναμφισβήτητον τὴν πολιτείαν, οἷον ‹τὸν› περὶ τοῦ δοῦναι τὰ ἑαυτοῦ ᾧ ἂν ἐθέλῃ κύριον ποιήσαντες καθάπαξ·
TRADUZIONE
Diventati padroni della città, trascurarono tutti i provvedimenti costituzionali, ma elessero i cinquecento consiglieri e gli altri magistrati dai candidati presi fra i mille, si associarono dieci governatori del Pireo, undici guardiani delle prigioni e trecento servi fustigatori, e così governarono la città autocraticamente. Dapprima furono moderati con i cittadini e finsero di conservare la costituzione avita. Tolsero dall'Areopago le leggi di Efialte e di Archestrato sugli areopagiti e le leggi di Solone che risultavano controverse, e annullarono il potere discrezionale dei giudici, mostrando la volontà di risollevare e rendere indiscutibile la costituzione. Per esempio, per le donazioni resero ognuno libero di assegnarle una volta per tutte a chi volesse
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Le cure pubbliche si effettuano con le buone leggi
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro klimax
αἱ μὲν γὰρ κοιναὶ ἐπιμέλειαι δῆλον ὅτι διὰ νόμων γίνονται, ἐπιεικεῖς δ' αἱ διὰ τῶν σπουδαίων· γεγραμμένων δ' ἢ ἀγράφων, οὐδὲν ἂν δόξειε διαφέρειν, οὐδὲ δι' ὧν εἷς ἢ πολλοὶ παιδευθήσονται, ὥσπερ οὐδ' ἐπὶ μουσικῆς ἢ γυμναστικῆς καὶ τῶν ἄλλων ἐπιτηδευμάτων. ὥσπερ γὰρ ἐν ταῖς πόλεσιν ἐνισχύει τὰ νόμιμα καὶ τὰ ἤθη, οὕτω καὶ ἐν οἰκίαις οἱ πατρικοὶ λόγοι καὶ τὰ ἔθη, καὶ ἔτι μᾶλλον διὰ τὴν συγγένειαν καὶ τὰς εὐεργεσίας· προϋπάρχουσι γὰρ στέργοντες καὶ εὐπειθεῖς τῇ φύσει. ἔτι δὲ καὶ διαφέρουσιν αἱ καθ' ἕκαστον παιδεῖαι τῶν κοινῶν, ὥσπερ ἐπ' ἰατρικῆς· καθόλου μὲν γὰρ τῷ πυρέττοντι συμφέρει ἡσυχία καὶ ἀσιτία, τινὶ δ' ἴσως οὔ, ὅ τε πυκτικὸς ἴσως οὐ πᾶσι τὴν αὐτὴν μάχην περιτίθησιν.
TRADUZIONE
È chiaro, infatti, che l’educazione pubblica si attua mediante leggi, ed è buona quella che si ottiene con buone leggi: leggi scritte o non scritte, lo si ammette comunemente, non ha importanza, né importa che con esse si educhi un solo individuo o tanti, come non importa nella musica, nella ginnastica e nelle altre occupazioni. Come, infatti, nelle città hanno vigore le leggi e i costumi, così anche nelle famiglie hanno vigore le ragioni del padre e le abitudini, anzi, ancora di più, a causa della parentela e dei benefici che ne derivano: i bambini, infatti, le prevengono addirittura, perché amano i padri e perché sono per natura disposti ad ubbidire. Inoltre, l’educazione diretta all’individuo è superiore a quella di un’intera comunità, come nel caso della medicina: in generale, infatti, a chi ha la febbre giovano il riposo e la dieta, ma forse a qualcuno in particolare no; ed un pugile non impone a tutti i suoi allievi lo stesso stile di combattimento.
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La Costituzione degli Ateniesi - Aristotele capitolo XXVII
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Traduzione capitolo XI - Traduzione capitolo XXVII -
μετα δε ταυτα προς τω δημαγωγειν ελθοντος Περικλεους" ... "δεκασας το δικαστηριον απεφυγεν
Μετὰ δὲ ταῦτα πρὸς τὸ δημαγωγεῖν ἐλθόντος Περικλέους, καὶ πρῶτον εὐδοκιμήσαντος, ὅτε κατηγόρησε τὰς εὐθύνας Κίμωνος στρατηγοῦντος νέος ὤν, δημοτικωτέραν ἔτι συνέβη γενέσθαι τὴν πολιτείαν. καὶ γὰρ τῶν Ἀρεοπαγιτῶν ἔνια παρείλετο, καὶ μάλιστα προύτρεψεν τὴν πόλιν ἐπὶ τὴν ναυτικὴν δύναμιν, ἐξ ἧς συνέβη θαρρήσαντας τοὺς πολλοὺς ἅπασαν τὴν πολιτείαν μᾶλλον ἄγειν εἰς αὑτούς. μετὰ δὲ τὴν ἐν Σαλαμῖνι ναυμαχίαν ἑνὸς δεῖ πεντηκοστῷ ἔτει, ἐπὶ Πυθοδώρου ἄρχοντος, ὁ πρὸς Πελοποννησίους ἐνέστη πόλεμος, ἐν ᾧ κατακλεισθεὶς ὁ δῆμος ἐν τῷ ἄστει, καὶ συνεθισθεὶς ἐν ταῖς στρατείαις μισθοφορεῖν, τὰ μὲν ἑκὼν τὰ δὲ ἄκων προῃρεῖτο τὴν πολιτείαν διοικεῖν αὐτός. ἐποίησε δὲ καὶ μισθοφόρα τὰ δικαστήρια Περικλῆς πρῶτος, ἀντιδημαγωγῶν πρὸς τὴν Κίμωνος εὐπορίαν. ὁ γὰρ Κίμων ἅτε τυραννικὴν ἔχων οὐσίαν, πρῶτον μὲν τὰς κοινὰς λῃτουργίας ἐλῃτούργει λαμπρῶς, ἔπειτα τῶν δημοτῶν ἔτρεφε πολλούς. ἐξῆν γὰρ τῷ βουλομένῳ Λακιαδῶν, καθ' ἑκάστην τὴν ἡμέραν ἐλθόντι παρ' αὐτὸν ἔχειν τὰ μέτρια. ἔτι δὲ τὰ χωρία πάντα ἄφρακτα ἦν, ὅπως ἐξῇ τῷ βουλομένῳ τῆς ὀπώρας ἀπολαύειν. πρὸς δὴ ταύτην τὴν χορηγίαν ἐπιλειπόμενος ὁ Περικλῆς τῇ οὐσίᾳ, συμβουλεύσαντος αὐτῷ Δαμωνίδου τοῦ Οἴηθεν (ὃς ἐδόκει τῶν πολλῶν εἰσηγητὴς εἶναι τῷ Περικλεῖ· διὸ καὶ ὠστράκισαν αὐτὸν ὕστερον), ἐπεὶ τοῖς ἰδίοις ἡττᾶτο, διδόναι τοῖς πολλοῖς τὰ αὑτῶν, κατεσκεύασε μισθοφορὰν τοῖς δικαστηρίοις· ἀφ' ὧν αἰτιῶνταί τινες χείρω γενέσθαι, κληρουμένων ἐπιμελῶς ἀεὶ μᾶλλον τῶν τυχόντων ἢ τῶν ἐπιεικῶν ἀνθρώπων. ἤρξατο δὲ μετὰ ταῦτα καὶ τὸ δεκάζειν, πρώτου καταδείξαντος Ἀνύτου μετὰ τὴν ἐν Πύλῳ στρατηγίαν. κρινόμενος γὰρ ὑπό τινων διὰ τὸ ἀποβαλεῖν Πύλον, δεκάσας τὸ δικαστήριον ἀπέφυγεν
Traduzione
Dopo questi fatti essendo giunto Pericle a governare il popolo, e prima avendo goduto di grande reputazione, quando, mentre era giovane, fece accuse per il rendiconto del comandante Cimone, avvenne che il governo politico era ancor più democratico. E difatti tolse uno solo degli Aeropagiti, e spinse soprattutto la città a potenza navale per la quale essendo divenuti coraggiosi avvenne che molti amministravano gli affari pubblici per loro stessi. Dopo la battaglia di Salamina, è necessario uno solo per la durata di 50 anni, sotto il governo di Pitodoro, si cominciò la guerra contro i Peloponnesi, nella quale il popolo essendo costretto dentro la città, ed abituatosi ad assoldare nelle spedizioni militari, egli veniva eletto a governare gli affari pubblici alcune cose volendo altre nolendo. Primo Pericle rese un compenso per le funzioni di giudice, favorendo il popolo contro il profitto di Cimone. Infatti Cimone poiché aveva una ricchezza regale, innanzitutto compiva i servizi pubblici a proprie spese apertamente, in seguito manteneva molti dei concittadini. Infatti era lecito a chi voleva dei Lacedi, che ogni giorno andava da lui stesso ad avere la giusta misura. Ancora tutta la regione era non protetta perché fosse lecito a chi voleva approfittare del frutto. Pericle mancando del patrimonio per la fornitura poiché volle insieme con lui Damonide di Ea (costui sembrava essere a Pericle consigliere di molte cose: per questo ostracizzò anche lui poi) poiché era inferiore di beni propri, stabilì di donare a molti i loro mezzi, compenso per le funzioni ai giudici. Da ciò alcuni accusano di essere divenuto peggio, designando sempre più con cura uomini qualunque che qualificati. Dopo questi fatti si è cominciato a corrompere poiché primo scoprì Anito dopo la carica di comando nel Pilo. Accusato infatti da alcuni per aver perso Pilo, avendo corrotto il giudice fuggì.
TRADUZIONE libera
In seguito Pericle, divenuto capo dei democratici e conquistatosi la fama per la prima volta quando, ancora giovane, accusò Cimone al momento del rendiconto del suo operato come stratego, rese il governo più democratico. Tolse infatti certe prerogative all'Areopago, e soprattutto spinse la città a diventare una potenza navale; la conseguenza fu che il popolo, sempre più audace, attirò a sé tutta la politica. Quarantanove anni dopo la battaglia di Salamina, sotto l'ar-contato di Pitodoro, scoppiò la guerra del Peloponneso, nella quale il popolo, rinchiuso in città e abituato a combattere per denaro, scelse per amore o per forza di addossarsi tutto il governo dello Stato. Pericle fu il primo a concedere un'indennità anche per la partecipazione ai tribunali, 127 rivaleggiando in popolarità con la ricchezza di Cimone. Cimone infatti, ricco come un sovrano, in primo luogo assolveva magnificamente alle liturgie pubbliche e inoltre manteneva molta gente del suo demo: ciascuno dei Lachiadi poteva andare da lui ogni giorno e ottenere ciò che gli occorresse. Inoltre nessuna delle sue proprietà era recintata, perché chiunque volesse potesse coglierne i frutti. Pericle, il cui patrimonio non bastava a questa generosità, per consiglio di Damonide del demo di Eea - che appariva l'ispiratore della maggior parte delle iniziative di Pericle, e per questo poi fu ostracizzato -, risultando inferiore nel suo patrimonio privato, propose di dare ai poveri ciò che apparteneva loro, e procurò l'indennità ai giudici: da quel momento, secondo alcuni, le cose peggiorarono, perché i primi venuti si presentavano sempre al sorteggio con maggiore zelo degli uomini dabbene. Poi cominciò anche la corruzione dei giudici, di cui il primo esempio fu Anito, dopo la strategia di Pilo. Accusato da qualcuno di avere consegnato Pilo ai nemici, corruppe il tribunale e fu assolto.
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Partito Solone, ad Atene riaffiorano
il malcontento e la discordia civile
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Askesis
Σόλωνος δ' ἀποδημήσαντος, ἔτι τῆς πόλεως τεταραγμένης ἐπὶ μὲν ἔτη τέτταρα διῆγον ἐν ἡσυχίᾳ· τῷ δὲ πέμπτῳ μετὰ τὴν Σόλωνος ἀρχὴν οὐ κατέστησαν ἄρχοντα διὰ τὴν στιν, καὶ πάλιν ἔτει πέμπτῳ διὰ τὴν αὐτὴν αἰτίαν ἀναρχίαν ἐποίησαν. μετὰ δὲ ταῦτα διὰ τῶν αὐτῶν χρόνων Δαμασίας αἱρεθεὶς ἄρχων ἔτη δύο καὶ δύο μῆνας ἦρξεν, ἕως ἐξηλάθη βίᾳ τῆς ἀρχῆς. εἶτ' ἔδοξεν αὐτοῖς διὰ τὸ στασιάζειν ἄρχοντας ἑλέσθαι δέκα, πέντε μὲν εὐπατριδῶν, τρεῖς δὲ ἀροίκων, δύο δὲ δημιουργῶν, καὶ οὗτοι τὸν μετὰ Δαμασίαν ἦρξαν ἐνιαυτόν. ᾧ καὶ δῆλον ὅτι μεγίστην εἶχεν δύναμιν ὁ ἄρχων· φαίνονται γὰρ αἰεὶ στασιάζοντες περὶ ταύτης τῆς ἀρχῆς. ὅλως δὲ διετέλουν νοσοῦντες τὰ πρὸς ἑαυτούς, οἱ μὲν ἀρχὴν καὶ πρόφασιν ἔχοντες τὴν τῶν χρεῶν ἀποκοπήν (συνεβεβήκει γὰρ αὐτοῖς γεγονέναι πένησιν), οἱ δὲ τῇ πολιτείᾳ δυσχεραίνοντες διὰ τὸ μεγάλην γεγονέναι μεταβολήν, ἔνιοι δὲ διὰ πρὸς ἀλλήλους φιλονικίαν. ἦσαν δ' αἱ στάσεις τρεῖς· μία μὲν τῶν παραλίων, ὧν προειστήκει Μεγακλῆς ὁ Ἀλκμέωνος, οἵπερ ἐδόκουν μάλιστα διώκειν τὴν μέσην πολιτείαν. ἄλλη δὲ τῶν πεδιακῶν, οἳ τὴν ὀλιγαρχίαν ἐζήτουν· ἡγεῖτο δ' αὐτῶν Λυκοῦργος. τρίτη δ' ἡ τῶν διακρίων, ἐφ' ᾗ τεταγμένος ἦν Πεισίστρατος, δημοτιώτατος εἶναι δοκῶν.
TRADUZIONE
Partito Solone mentre la città era ancora nel disordine, le fazioni rimasero poi tranquille per i successivi quattro anni. Ma al quinto anno dopo l'arcontato di Solone non nominarono l'arconte a causa della discordia civile, e per il medesimo motivo dopo altri cinque anni si fece lo stesso. Poi, a identico intervallo, fu eletto arconte Damasia, che rimase in carica due anni e due mesi, finché fu deposto con la forza. Poi, a causa della discordia civile, decisero di eleggere dieci arconti, cinque eupatridi, tre contadini e due artigiani; questi rimasero in carica per un anno dopo Damasia. Ciò dimostra che l'arconte godeva di un'autorità grandissima: essi infatti erano chiaramente in lotta sempre per questa carica. Insomma passavano il tempo a danneggiarsi reciprocamente, gli uni prendendo a pretesto principale l'abolizione dei debiti - ad essi era accaduto infatti di cadere in povertà -, gli altri disgustati della costituzione per l'importanza della riforma, e alcuni per rivalità personali. Tre erano i partiti: l'uno quello della popolazione costiera, agli ordini di Megacle figlio di Alcmeone: essi sembravano i più convinti partigiani di una costituzione moderata. Il secondo partito era quello degli abitanti della pianura, che favorivano l'oligarchia ed erano agli ordini di Licurgo; il terzo era quello dei montanari, capeggiati da Pisistrato, che sembrava uomo estremamente democratico.