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Azioni volontarie e involontarie - versione greco Aristotele
Infatti i legislatori puniscono e castigano quelli che praticano azioni cattive, quanti non agiscono per violenza o per ignoranza della quale essi stessi non sono responsabili, mentre onorano quelli che compiono azioni buone, al fine di esortare questi e ostacolare quelli. Certamente nessuno esorta a fare quelle cose che non sono né dipendenti da noi né volontarie, pensando che non è di nessuna utilità il persuadere a non aver caldo, o freddo, o fame o qualunque altra cosa delle tali. Infatti puniscono anche per il fatto stesso di ignorare, qualora qualcuno sembri responsabile dell'ignoranza, puniscono infatti anche quelli che ignorano qualcuna delle norme di legge, che bisogna conoscere e non sono difficili.
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oratoria deliberativa e l'oratoria epidittica
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro hellenikon phronema
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συμβουλῆς δὲ τὸ μὲν προτροπή, τὸ δὲ ἀποτροπή· ἀεὶ γὰρ καὶ οἱ ἰδίᾳ συμβουλεύοντες καὶ οἱ κοινῇ δημηγοροῦντες τούτων θάτερον ποιοῦσιν. δίκης δὲ τὸ μὲν κατηγορία, τὸ δ' ἀπολογία· τούτων γὰρ ὁποτερονοῦν ποιεῖν ἀνάγκη τοὺς ἀμφισβητοῦντας. ἐπιδεικτικοῦ δὲ τὸ μὲν ἔπαινος τὸ δὲ ψόγος. χρόνοι δὲ ἑκάστου τούτων εἰσὶ τῷ μὲν συμβουλεύοντι ὁ μέλλων (περὶ γὰρ τῶν ἐσομένων συμβουλεύει ἢ προτρέπων ἢ ἀποτρέπων), τῷ δὲ δικαζομένῳ ὁ γενόμενος (περὶ γὰρ τῶν πεπραγμένων ἀεὶ ὁ μὲν κατηγορεῖ, ὁ δὲ ἀπολογεῖται), τῷ δ' ἐπιδεικτικῷ κυριώτατος μὲν ὁ παρών (κατὰ γὰρ τὰ ὑπάρχοντα ἐπαινοῦσιν ἢ ψέγουσιν πάντες), προσχρῶνται δὲ πολλάκις καὶ τὰ γενόμενα ἀναμιμνήσκοντες καὶ τὰ μέλλοντα προεικάζοντες.
TRADUZIONE
Della deliberazione i due aspetti sono il consigliare e lo sconsigliare; infatti sempre coloro che persuadono privatamente e quelli che arringano pubblicamente fanno una di queste duecose. Dell'azione giudiziaria i due aspetti sono l'accusa e la difesa( necessariamente i contendenti compiono una di queste due cose. (Del genere epidittico i due aspetti sono l'elogio e il biasimo. Quanto ai tempi di ciascuno di questi generi per il consigliere il tempo e il futuro, infatti egli persuade consigliando o sconsigliando intorno alle cose future. Per il contendente in giudizio il tempo è il passato, infatti è sempre su fatti compiuto che l'uno accusa e l'altro difende. Per l'oratore epidittico il tempo principale è il presente, infatti è a proposito di eventi presenti che tutti lodano o biasimano spesso però essi si servono anche del passato rievocandolo e del futuro congetturandolo
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La forza dell'orso VERSIONE DI GRECO di Aristotele TRADUZIONE dal libro Oi Ellenes pag. 130
L'orso e un animale divoratore e infatti mangia i frutti e a causa della forza del corpo sale sugli alberi. mangia sia miele sia i granchi sia formiche sia carne. a causa della forza non solo si scontra contro i cervi ma anche contro i capri e contro i tori. correndo infatti incontro al toro e cade supino e quando il toro vuole sottometterlo afferra con gli artigli le corna di quello colpisce l'estremità con la bocca e sconfigge il toro.
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Natura e degenerazione delle costituzioni
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Ellenion pagina 491 numero 486
inizio : επει δε πολιτεια μεν και πολιτευμα σημαινει ταυτον
fine: ολιγαρχια δε αριςτοκρατιας, δεμοκρατια δε πολιτειας.
ἐπεὶ δὲ πολιτεία μὲν καὶ πολίτευμα σημαίνει ταὐτόν, πολίτευμα δ’ ἐστὶ τὸ κύριον τῶν πόλεων, ἀνάγκη δ’ εἶναι κύριον ἢ ἕνα ἢ ὀλίγους ἢ τοὺς πολλούς, ὅταν μὲν ὁ εἷς ἢ οἱ ὀλίγοι ἢ οἱ πολλοὶ πρὸς τὸ κοινὸν συμφέρον ἄρχωσι, ταύτας μὲν ὀρθὰς ἀναγκαῖον εἶναι τὰς πολιτείας, τὰς δὲ πρὸς τὸ ἴδιον ἢ τοῦ ἑνὸς ἢ τῶν ὀλίγων ἢ τοῦ πλήθους παρεκβάσεις. ἢ γὰρ οὐ πολίτας φατέον εἶναι τοὺς <μὴ> μετέχοντας, ἢ δεῖ κοινωνεῖν τοῦ συμφέροντος. καλεῖν δ’ εἰώθαμεν τῶν μὲν μοναρχιῶν τὴν πρὸς τὸ κοινὸν ἀποβλέπουσαν συμφέρον βασιλείαν, τὴν δὲ τῶν ὀλίγων μὲν πλειόνων δ’ ἑνὸς ἀριστοκρατίαν (ἢ διὰ τὸ τοὺς ἀρίστους ἄρχειν, ἢ διὰ τὸ πρὸς τὸ ἄριστον τῇ πόλει καὶ τοῖς κοινωνοῦσιν αὐτῆς), ὅταν δὲ τὸ πλῆθος πρὸς τὸ κοινὸν πολιτεύηται συμφέρον, καλεῖται τὸ κοινὸν ὄνομα πασῶν τῶν πολιτειῶν, πολιτεία. (συμβαίνει δ’ εὐλόγως· ἕνα μὲν γὰρ διαφέρειν κατ’ ἀρετὴν ἢ ὀλίγους ἐνδέχεται, πλείους δ’ ἤδη χαλεπὸν ἠκριβῶσθαι πρὸς πᾶσαν ἀρετήν, ἀλλὰ μάλιστα τὴν πολεμικήν· αὕτη γὰρ ἐν πλήθει γίγνεται· διόπερ κατὰ ταύτην τὴν πολιτείαν κυριώτατον τὸ προπολεμοῦν καὶ μετέχουσιν αὐτῆς οἱ κεκτημένοι τὰ ὅπλα. παρεκβάσεις δὲ τῶν εἰρη μένων τυραννὶς μὲν βασιλείας, ὀλιγαρχία δὲ ἀριστοκρατίας, δημοκρατία δὲ πολιτείας
TRADUZIONE
Poiché costituzione significa lo stesso che governo e il governo è l’autorità sovrana dello Stato, è necessario che sovrano sia o uno solo o pochi o i molti. Quando l’uno o i pochi o i molti governano per il bene comune, queste costituzioni necessariamente sono rette, mentre quelle che badano all’interesse o di uno solo o dei pochi o della massa sono deviazioni: in realtà o non si devono chiamare cittadini quelli che <non> prendono parte al governo o devono partecipare dei vantaggi comuni. Delle forme monarchiche quella che tiene d’occhio l’interesse comune, siamo soliti chiamarla regno: il governo di pochi, e, comunque, di più d'uno, aristocrazia (o perché i migliori hanno il potere o perché persegue il meglio per lo Stato e per i suoi membri); quando poi la massa regge lo Stato badando all’interesse comune, tale forma di governo è detta col nome comune a tutte le forme di costituzione politia. (E questo riesce ragionevole: che uno o pochi si distinguano per virtù è ammissibile, ma è già difficile che molti siano dotati alla perfezione in ogni virtù, tutt’al più in quella militare, ché questa si trova veramente nella massa: di conseguenza in questa costituzione sovrana assoluta è la classe militare e perciò ne fanno parte quanti possiedono le armi. ) Deviazioni delle forme ricordate sono, la tirannide del regno, l’oligarchia dell’aristocrazia, la democrazia della politica.
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LA FELICITà
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro kata logon
i nizio: επειδη πασα γνωσις και προαιρεσις...
fine: ... ηαι τουτοις πασιν αιτιον εστι του ειναι.
TRADUZIONE
dal momento che è amato ogni mezzo di conoscenza e la determinazione di ogni bene, che cosa è ciò a cui dicono che tende la politica e qual'è il più alto di tutti i beni fra quelli fattibili? dunque dalla maggior parte c'è accordo sul nome: infatti sia i più sia le persone colte la chiamano felicità, ma ritengono che il ben vivere e il ben agire sia la stessa cosa che essere felici; ma riguardo alla felicità, che cosa sia, sono in disaccordo e molto non la pensano nello stesso modo dei saggi. alcuni infatti (ritengono che la felicità) sia qualcosa di visibile, come ad esempio il piacere o la ricchezza o l'onore, ma altri (la pensano) in altro modo, anzi spesso la stessa persona (la intende) in altro modo, ; se è malato, (pensa che la felicità corrisponda) alla salute, se è povero alla ricchezza; essendo consapevoli della propria ignoranza ammirano coloro che pronunciano discorsi elevati; alcuni invece ritengono che tutte queste cose siano buone e che oltre a questi numerosi beni ce ne sia uno che esiste in sè e per sè, che per tutti loro è ragione dell'esistere.