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La felicità dell'uomo
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Δει γαρ, ωσπερ ειπομεν, και αρετης τελειας και βιου τελειου. Πολλαι γαρ μεταβολαι γινονται και παντοιαι τυχαι
fine: και των δυςτυχηματων, εχει μεν και τουτ'αμφισβητησιν τινα.
TRADUZIONE
La felicità, infatti, come abbiamo detto, richiede virtù perfetta e vita compiuta, giacché nel corso della vita si verificano molti cambiamenti e casi d’ogni genere, e può succedere che chi gode della massima prosperità precipiti in grandi disgrazie nella vecchiaia, come si racconta di Priamo nei poemi troiani: ma chi è stato vittima di simili sventure ed è morto miserevolmente, nessuno può chiamarlo felice. Dunque non potrà essere chiamato felice neppure un altro uomo, finché vive, e si dovrà attendere di vederne la fine, come vuole Solone? E se anche si deve accettare questa posizione, forse che un uomo sarà felice solo quando sarà morto? O non è questa affermazione affatto assurda, soprattutto per noi che diciamo che la felicità è un’attività? E se, d’altra parte, non diciamo che è felice chi è morto, e se non è questo che Solone vuol dire, ma che si può con sicurezza ritenere felice un uomo solo quando egli è ormai fuori dai mali e dalle disgrazie, anche questa posizione presenta un motivo di discussione.
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La tragedia
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE
TRADUZIONE
La tragedia è imitazione di un'azione seria, compiuta, che abbia estensione, fornita di un linguaggio adorno in maniera distinta per ognuna delle forme (che impiega) nelle sue parti; essa per mezzo di personaggi in azione, e non per mezzo di un'esposizione narrativa, conduce attraverso la pietà e il timore alla purificazione di tali sentimenti così rappresentati. Definisco adorno il linguaggio fornito di ritmo, musica e canto, e definisco diversamente adorno delle diverse parti quel linguaggio che sviluppa alcune parti in versi soltanto e altre con il canto. Poichè dunque realizzano l'imitazione attraverso l'azione scenica ne consegue necessariamente prima di tutto che un elemento della tragedia dia l'allestimento dello spettacolo, in secondo luogo la composizione della musica e il linguaggio: sono questi i mezzi con cui si compie l'imitazione. E chiamo linguaggio la composizione stessa dei versi, e musica ciò che possiede la sua forza manifesta.
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L'amicizia tra i giovani
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Dianoia
Inizio: Ή δε Των νεων φιλια διʹηδονην ειναι δοκει
fine: και γαρ απλος οι αγαθοι ηδεις και αλληλοις.
Sembra che l’amicizia dei giovani sia causata dal piacere: questi, infatti, vivono con passione, e perseguono soprattutto ciò che è per loro un piacere immediato. quando, poi, la giovinezza svanisce anche i piaceri diventano altri. Perciò, rapidamente diventano amici e cessano di esserlo; infatti, insieme al piacere l'amicizia si trasforma, il mutamento di siffatto piacere è rapido. E, inoltre, i giovani sono inclini all'amore: infatti, la maggior parte dell'amore avviene per passione e per piacere: perciò, amano e rapidamente smettono (di farlo), dal momento che cambiano sentimento spesso nello stesso giorno. Questi vogliono trascorrere la giornata insieme e vivere insieme: infatti, così a loro giunge ciò che deriva dall'amicizia. L’amicizia perfetta, invece, è l’amicizia degli uomini buoni e simili per virtù: costoro, infatti, vogliono il bene l’uno dell’altro, in modo simile, in quanto sono buoni, ed essi sono buoni per se stessi. Coloro che vogliono il bene degli amici per loro stessi sono i più grandi amici; infatti, provano questo sentimento per quello che gli amici sono per se stessi, e non accidentalmente. Orbene, l’amicizia di costoro perdura finché essi sono buoni, e, d’altra parte, la virtù è qualcosa di permanente.
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L'argomento dell'Odissea
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Greco Terza edizione
Ὀδυσσείας οὐ μακρὸς ὁ λόγος ἐστίν· ἀποδημοῦντός τινος ἔτη πολλὰ καὶ παραφυλαττομένου ὑπὸ τοῦ Ποσειδῶνος καὶ μόνου ὄντος, ἔτι δὲ τῶν οἴκοι οὕτως ἐχόντων ὥστε τὰ χρήματα ὑπὸ μνηστήρων ἀναλίσκεσθαι καὶ τὸν υἱὸν ἐπιβουλεύεσθαι, αὐτὸς δὲ ἀφικνεῖται χειμασθείς, καὶ ἀναγνωρίσας τινὰς ἐπιθέμενος αὐτὸς μὲν ἐσώθη τοὺς δ᾽ ἐχθροὺς διέφθειρε. Τὸ μὲν οὖν ἴδιον τοῦτο, τὰ δ᾽ ἄλλα ἐπεισόδια.
L'argomento dell'Odissea è breve. Dopo che un uomo fu lontano dalla patria per molti anni, perseguitato da Poseidone e rimasto solo, e per di più a casa la situazione era tale che le sue ricchezze vennero sperperate dai Proci e suo figlio era oggetto di complotti, giunse battuto dalla tempesta e avendo egli stesso riconosciuto alcune persone, rivolgendosi contro i nemici, egli si salvò uccidendo i nemici. Dunque questo è proprio dell'argomento, mentre il resto è fatto di episodi.
TRADUZIONE da altro libro
Infatti l’argomento dell’Odissea non è certo lungo: un uomo viene tenuto lontano dalla patria per molti anni, è perseguitato da Posidone ed è rimasto solo; ed inoltre la situazione della sua casa è tale che i suoi beni sono dissipati dai Proci ed il figlio insidiato; allora lui, dopo essere stato sbattuto dalle tempeste, arriva, e fattosi riconoscere da alcune persone si rivolge contro i nemici, ed egli si salva mentre distrugge i nemici. Questo è quel che è proprio dell’argomento, mentre il resto è fatto di episodi.
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Le costituzioni nell'ambito familiare
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Klimax
Inizio: Δ'αυτων και οιον παραδειγματα λαβοι τις αν και εν ταις οικιαισ
fine: παρα την αξιαν γαρ αυτο ποιει, και ουχ η αμεινων.
TRADUZIONE
Somiglianze con le costituzioni, che, anzi, fungono quasi da modelli, si potranno trovare anche nelle comunità familiari. Infatti, la comunità che c’è tra padre e figli ha la struttura di un regno, giacché il padre ha cura dei figli. È per questo che anche Omero chiama Zeus "padre": il regno vuol essere un’autorità paterna. Tra i Persiani, invece, l’autorità del padre è tirannica: trattano i figli come schiavi. Tirannica, poi, è anche l’autorità del padrone nei riguardi degli schiavi: in essa, infatti, si fa solo l’interesse del padrone. Ma mentre quest’ultima autorità è manifestamente corretta, quella dei Persiani, invece, è errata, giacché differenti devono essere i modi di governare uomini differenti. La comunità di marito e moglie è manifestamente di tipo aristocratico: il marito, infatti, esercita l’autorità conformemente al suo merito, e nell’ambito in cui è il marito che deve comandare; quanto invece si addice alla moglie, lo lascia a lei. Il marito, invece, che comanda su tutto trasforma la comunità matrimoniale in oligarchia, perché fa questo al di là del suo merito, cioè non per quanto è superiore alla moglie. Talvolta, poi, comandano le mogli, quando sono delle ereditiere: quindi, la loro autorità non deriva dal valore personale, ma si fonda sulla ricchezza e sul potere, proprio come nelle oligarchie.
La comunità dei fratelli assomiglia a quella timocratica: essi, infatti, sono uguali, tranne che nella misura in cui differiscono per età; perciò, se la differenza d’età è grande, non sorge più l’amicizia fraterna. La democrazia, infine, si trova soprattutto nelle case dove non c’è un padrone (giacché qui sono tutti su un piano di uguaglianza) e in quelle in cui chi comanda è debole e ciascuno può fare quello che vuole.