- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
I tipi umani riconoscibili dalla loro anatomia
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro ellenisti
prima riga οι την ρινα ακραν παχειαν εχοντες ραθυμοι ...
TRADUZIONE
Coloro che possiedono il naso grosso alla punta sono spensierati; è riferito ai buoi. Mentre coloro che hanno il naso grosso dall'alto sono insensibili; si riferisce ai maiali. Quelli che hanno il naso aguzzo all'estremità sono irascibili; è riferito ai cani. Quelli che hanno il naso sottile all'estremità sono simili agli uccelli. Quelli che ce l'hanno ricurvo poiché è retto dalla fronte sono svergognati; è riferito ai corvi. Quelli che ce l'hanno adunco sono magnanimi; è riferito alle aquile. Quelli che hanno le gambe ossute e piene di nervi sono vigorosi; è riferito ad un maschio. Quelli che hanno le gambe ossute sono delicati: è riferito ad una femmina. Quelli che hanno la testa massiccia sono sensibili; è riferito ai cani. Sono insensibili in piccola parte: è riferito agli asini.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE versione maturità 2012
Διὸ δεῖ μὴ δυσχεραίνειν παιδικῶς τὴν περὶ τῶν ἀτιμοτέρων ζῴων ἐπίσκεψιν. ᾿Εν πᾶσι γὰρ τοῖς φυσικοῖς ἔνεστί τι θαυμαστόν• καὶ καθάπερ ῾Ηρά κλειτος λέγεται πρὸς τοὺς ξένους εἰπεῖν τοὺς βουλομένους ἐντυ χεῖν αὐτῷ, οἳ ἐπειδὴ προσιόντες εἶδον αὐτὸν θερόμενον πρὸς τῷ ἰπνῷ ἔστησαν (ἐκέλευε γὰρ αὐτοὺς εἰσιέναι θαρροῦντας• εἶναι γὰρ καὶ ἐνταῦθα θεούς), οὕτω καὶ πρὸς τὴν ζήτησιν περὶ ἑκάστου τῶν ζῴων προσιέναι δεῖ μὴ δυσωπούμενον ὡς ἐν ἅ πασιν ὄντος τινὸς φυσικοῦ καὶ καλοῦ. Τὸ γὰρ μὴ τυχόντως ἀλλ' ἕνεκά τινος ἐν τοῖς τῆς φύσεως ἔργοις ἐστὶ καὶ μάλι στα• οὗ δ' ἕνεκα συνέστηκεν ἢ γέγονε τέλους, τὴν τοῦ καλοῦ χώ ραν εἴληφεν. Εἰ δέ τις τὴν περὶ τῶν ἄλλων ζῴων θεωρίαν ἄτιμον εἶναι νενόμικε, τὸν αὐτὸν τρόπον οἴεσθαι χρὴ καὶ περὶ αὑτοῦ• οὐκ ἔστι γὰρ ἄνευ πολλῆς δυσχερείας ἰδεῖν ἐξ ὧν συνέστηκε τὸ τῶν ἀνθρώπων γένος, οἷον αἷμα, σάρκες, ὀστᾶ, φλέβες καὶ τὰ τοιαῦτα μόρια. ῾Ομοίως τε δεῖ νομίζειν τὸν περὶ οὑτινοσοῦν τῶν μορίων ἢ τῶν σκευῶν διαλεγόμενον μὴ περὶ τῆς ὕλης ποιεῖσθαι τὴν μνήμην, μηδὲ ταύτης χάριν, ἀλλὰ τῆς ὅλης μορφῆς, οἷον καὶ περὶ οἰκίας, ἀλλὰ μὴ πλίνθων καὶ πηλοῦ καὶ ξύλων• καὶ τὸν περὶ φύσεως περὶ τῆς συνθέσεως καὶ τῆς ὅλης οὐσίας, ἀλλὰ μὴ περὶ τούτων ἃ μὴ συμβαίνει χωριζόμενά ποτε τῆς οὐσίας αὐτῶν.
TRADUZIONE
Bisogna non tollerare con infantile disgusto la vista degli animali spregevoli: infatti in tutte le opere della natura è innato qualcosa di meraviglioso; a proposito di ciò si dice che Eraclito avesse detto agli stranieri che desideravano incontrarlo, i quali, dopo che, avvicinandosi, lo videro riscaldarsi presso la stufa, si trattennero con lui (infatti li invitava ad entrare senza esitare: infatti diceva che anche lì vi fossero gli dei), così anche bisogna accostarsi allo studio su ciascuno degli animali senza provare turbamento, poiché in tutti c'è qualcosa di naturale e di bello. Infatti ciò non a caso ma per una qualche finalità è presente nelle opere della natura anche al massimo grado; per quale fine ha stabilito o ha generato, occupa lo spazio del bello. Se qualcuno abbia considerato che l'osservazione degli altri animali sia disgustosa, allora sarebbe necessario che la pensasse allo stesso modo di se stesso: infatti non è possibile vedere senza disgusto da quali elementi anatomici la natura ha costituito il genere umano, come sangue, carne, ossa, vene e parti come queste. Allo stesso modo bisogna considerare che colui che discute riguardo una delle parti o degli oggetti fa menzione non riguardo alla materia, né in relazione a queste, ma di tutta la forma, similmente anche colui che discute riguardo alla casa, discute non riguardo ai mattoni e alla calce e alle travi di legno; e anche colui che discute sulla natura, sulla sua composizione e sulla completa essenza, discute ma non riguardo queste cose che non accade che siano separate mai dalla loro essenza.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
I VECCHI
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro triakonta
Τὸ μὲν οὖν τῶν νέων τοιοῦτόν ἐστιν ἦθος, οἱ δὲ πρεσβύτεροι καὶ παρηκμακότες σχεδὸν ἐκ τῶν ἐναντίων τούτοις τὰ πλεῖστα ἔχουσιν ἤθη· διὰ γὰρ τὸ πολλὰ ἔτη βεβιωκέναι καὶ πλείω ἐξηπατῆσθαι καὶ ἐξημαρτηκέναι, καὶ τὰ πλείω φαῦλα εἶναι τῶν πραγμάτων, οὔτε διαβεβαιοῦνται οὐδέν, ἧττόν τε ἄγανται πάντα ἢ δεῖ. καὶ οἴονται, ἴσασι δ’ οὐδέν. καὶ ἀμφιδοξοῦντες προστιθέασιν ἀεὶ τὸ ἴσως καὶ τάχα, καὶ πάντα λέγουσιν οὕτως, παγίως δ’ οὐδέν. καὶ κακοήθεις εἰσίν· ἔστι γὰρ κακοήθεια τὸ ἐπὶ τὸ χεῖρον ὑπολαμβάνειν πάντα. ἔτι δὲ καχύποπτοί εἰσι διὰ τὴν ἀπιστίαν, ἄπιστοι δὲ δι’ ἐμπειρίαν. καὶ οὔτε φιλοῦσιν σφόδρα οὔτε μισοῦσι διὰ ταῦτα, ἀλλὰ κατὰ τὴν Βίαντος ὑποθήκην καὶ φιλοῦσιν ὡς μισήσοντες καὶ μισοῦ σιν ὡς φιλήσοντες. καὶ μικρόψυχοι διὰ τὸ τεταπεινῶσθαι ὑπὸ τοῦ βίου· οὐδενὸς γὰρ μεγάλου οὐδὲ περιττοῦ ἀλλὰ τῶν πρὸς τὸν βίον ἐπιθυμοῦσι. καὶ ἀνελεύθεροι· ἓν γάρ τι τῶν ἀναγκαίων ἡ οὐσία, ἅμα δὲ καὶ διὰ τὴν ἐμπειρίαν ἴσασιν ὡς χαλεπὸν τὸ κτήσασθαι καὶ ῥᾴδιον τὸ ἀποβαλεῖν. καὶ δειλοὶ καὶ πάντα προφοβητικοί· ἐναντίως γὰρ διάκεινται τοῖς νέοις· κατεψυγμένοι γάρ εἰσιν, οἱ δὲ θερμοί, ὥστε προωδοπεποίηκε τὸ γῆρας τῇ δειλίᾳ· καὶ γὰρ ὁ φόβος κατάψυξίς τίς ἐστιν. καὶ φιλόζωοι, καὶ μᾶλλον ἐπὶ τῇ τελευταίᾳ ἡμέρᾳ διὰ τὸ τοῦ ἀπόντος εἶναι τὴν ἐπιθυμίαν, καὶ οὗ ἐνδεεῖς, τούτου μάλιστα ἐπιθυμεῖν.
TRADUZIONE
Tale è dunque il carattere dei giovani. I vecchi, invece, e coloro che hanno oltrepassato la maturità, hanno la maggior parte delle qualità di carattere pressoché opposto alle suddette; infatti, avendo vissuto molti anni ed essendo stati più volte ingannati e avendo più volte errato, e poiché la maggior parte delle cose umane sono poco belle, essi non vogliono affermare con certezza nulla, e si tengono sempre troppo al di sotto di quello che dovrebbero. Essi dicono di opinare, mai di sapere e, quando si esprimono dubbiosi, aggiungono sempre il * forse ', il * probabilmente *, e parlano sempre così, mai con sicurezza. Inoltre essi sono di cattivo carattere; poiché il cattivo carattere consiste nel prender sempre tutto nel senso peggiore. Inoltre sospettano sempre il male a causa della loro diffidenza e sono diffidenti a causa della loro esperienza. Essi né amano, né odiano troppo per questi motivi, bensì, secondo il precetto di Biante, amano come se dovessero odiare e odiano come se dovessero amare. Inoltre sono meschini, perché sono stati umiliati dalla vita; essi infatti non desiderano nulla né di grande, né di eccezionale, bensì desiderano solo in funzione della vita comune. E sono avari; la proprietà è infatti una delle cose necessarie, ed essi sanno) pure, per esperienza, come essa sia difficile ad acquistarsi e facik a perdersi. E sono vili e timorosi in anticipo; essi infatti sono nella disposizione d'animo opposta a quella dei giovani; poiché sono d'animo raffreddato, mentre quelli sono ardenti; cosicché la vecchiaia ha preparato loro la via alla viltà, e il timore è una forma di raffreddamento. Essi amano la vita e tanto più quanto sono al tramonti poiché il loro desiderio riguarda un bene che ormai non c'è più e si desidera soprattutto ciò di cui si è privi.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
λα μεσοτης - la mesotes
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
Proporzionalità delle parti di un'opera
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro n p
δεῖ ἄρα τοὺς συνεστῶτας εὖ μύθους μήθ’ ὁπόθεν ἔτυχεν ἄρχεσθαι μήθ’ ὅπου ἔτυχε τελευτᾶν, ἀλλὰ κεχρῆσθαι ταῖς εἰρημέναις ἰδέαις. ἔτι δ’ ἐπεὶ τὸ καλὸν καὶ ζῷον καὶ ἅπαν πρᾶγμα ὃ συνέστηκεν ἐκ τινῶν οὐ μόνον ταῦτα τεταγμένα δεῖ ἔχειν ἀλλὰ καὶ μέγεθος ὑπάρχειν μὴ τὸ τυχόν· τὸ γὰρ καλὸν ἐν μεγέθει καὶ τάξει ἐστίν, διὸ οὔτε πάμμικρον ἄν τι γένοιτο καλὸν ζῷον (συγχεῖται γὰρ ἡ θεωρία ἐγγὺς τοῦ ἀναισθήτου χρόνου γινομένη) οὔτε παμμέγεθες (οὐ γὰρ ἅμα ἡ θεωρία γίνεται ἀλλ’ οἴχεται τοῖς θεωροῦσι τὸ ἓν καὶ τὸ ὅλον ἐκ τῆς θεωρίας) οἷον εἰ μυρίων σταδίων εἴη ζῷον· ὥστε δεῖ καθάπερ ἐπὶ τῶν σωμάτων καὶ ἐπὶ τῶν ζῴων ἔχειν μὲν μέγεθος, τοῦτο δὲ εὐσύνοπτον εἶναι, οὕτω καὶ ἐπὶ τῶν μύθων ἔχειν μὲν μῆκος, τοῦτο δὲ εὐμνημόνευ τον εἶναι
TRADUZIONE
Bisogna dunque che le favole, se vogliono essere ben costituite, né comincino da qualunque punto capiti, né dovunque capiti finiscano; ma si attengano a quelle idee di principio e di fine che abbiamo ora dichiarato. Inoltre, siccome il bello, sia esso un essere animato o sia un qualunque altro oggetto purché egualmente costituito di parti, non solo deve presentare in cedeste parti un certo suo ordine, ma anche deve avere, e dentro determinati limiti, una sua propria grandezza; — di fatti il bello consta di grandezza e di ordine: né quindi potrebbe esser bello un organismo eccessivamente piccolo, perché in tal caso la vista si confonde attuandosi in un momento di tempo quasi impercettibile; e nemmeno un organismo eccessivamente grande, come se si trattasse, per esempio, di un essere di dieci mila stadi, perché allora l'occhio non può abbracciare tutto l'oggetto nel suo insieme e sfuggono a chi guarda l'unità sua e la sua organica totalità; — da tutto questo dunque risulta che, come nei corpi in genere e negli organismi viventi, deve esserci una certa grandezza, e questa ha da essere facilmente visibile nel suo insieme con un unico. sguardo, così anche nelle favole dev'esserci una certa estensione, e questa ha da potersi con facilità abbracciare nel suo insieme con la mente
- Come scegliere gli uomini giusti nei più importanti incarichi di governo - Aristotele versione greco
- il governo dei trenta - Aristotele versione greco
- Le cure pubbliche si effettuano con le buone leggi Aristotele versione greco klimax
- Aristotele - La costituzione degli Ateniesi XXVII (27) - testo greco e traduzione