- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 6
Pietà e paura
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE
TRADUZIONE
È possibile che quanto suscita paura e pietà nasca dalla messa in scena, ma è anche possibile che derivi dalla composizione stessa dei fatti, il che è prioritario e proprio del poeta migliore. Bisogna che il racconto, pur senza l’elemento visivo, sia composto in modo tale che l’ascoltatore degli eventi in corso senta, in conseguenza di ciò che accade, sia tremore sia pietà: sentimenti che si possono provare sentendo la storia di Edipo. Procurare questi effetti per mezzo della vista è abbastanza estraneo alla tecnica (poetica) e richiede la messa in scena. Chi, invece, attraverso la vista prepara non il terribile, ma solo il portentoso, nulla ha in comune con la tragedia, perché da una tragedia bisogna ricercare non un piacere qualsiasi, ma quello specifico. Poiché però il poeta deve predisporre quel piacere che nasce da pietà e paura (catarsi) mediante l’imitazione, lo si deve produrre chiaramente nei fatti. Quando il pàthos si genera nell’ambito degli affetti, per esempio quando un fratello uccide un fratello, un figlio il padre, una madre un figlio o un figlio la madre, oppure sia in procinto di farlo o compia qualche altro atto del genere, questo deve essere ricercato. Una possibilità è che l’azione si svolga negli stessi termini in cui gli antichi rappresentavano persone coscienti e consapevoli, proprio come Euripide ha rappresentato Medea che uccide i figli; ma un’altra possibilità è agire commettendo, ignari, un atto terribile e solo dopo riconoscere il legame di parentela, come Edipo di Sofocle. Una terza possibilità è quando si è in procinto di compiere per ignoranza un gesto insanabile e si opera il riconoscimento prima di commetterlo. il caso peggiore è essere in procinto di agire essendo coscienti e non farlo: ciò comporta infatti il ripugnante, e non è tragico perché manca di pàthos. E' meglio agire ignari e operare il riconoscimento dopo aver agito: il ripugnante non vi si associa e il riconoscimento colpisce. Più potente però è l’ultimo caso, intendo come nell’Ifigenia, quando la sorella riconosce il fratello.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
Caratteristiche della poesia Epica e della tragedia
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: χρη δε οπερ ειρηται πολλακις μεμνησθαι και μη ποιειν εποποιικον συστημα τραγωδιαν - εποποιικον δε λεγω το πολυμυθος ὁιον ει...
fine: εικος γαρ γινεσθαι πολλα και παρα εικος.
TRADUZIONE
Bisognerebbe anche ricordarsi di quel che è stato detto più volte e di non fare di una composizione epica una tragedia – e chiamo composizione epica quella a racconto multiplo – come ad esempio se si volesse fare un unico racconto dell’intera Iliade: giacché in questa, a motivo della sua lunghezza, le parti possono ottenere la grandezza conveniente, mentre nei drammi il risultato delude l’aspettativa. La prova ne è il fatto che quanti hanno composto una Distruziorte di Ilio per intero e non spezzandola in parti come Euripide, o una Niobe e non come ha fatto Eschilo, o sono caduti o hanno avuto un cattivo esito nelle gare, dacché anche Agatone cadde per questo solo difetto. Ma nelle peripezie e nelle azioni semplici i poeti ottengono l’effetto voluto mediante l’uso del sorprendente, giacché questo è l’elemento tragico e capace di destare umana simpatia. E questo accade quando un uomo intelligente ma malvagio venga ingannato, come Sisifo, o uno valoroso ma ingiusto soccomba; e un caso simile è anche verosimile, perché, come dice Agatone, è del tutto verosimile che accadano anche casi contrari al verosimile.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
Come costruire la trama di un racconto
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Ellenion
Inizio: Τούς τε λόγους καὶ τοὺς πεποιημένους δεῖ καὶ αὐτὸν ποιοῦντα ἐκτίθεσθαι καθόλου, εἶθ᾽ οὕτως ἐπεισοδιοῦν καὶ παρατείνειν.
fine: Ἐν μὲν οὖν τοῖς δράμασιν τὰ ἐπεισόδια σύντομα, ἡ δ᾽ ἐποποιία τούτοις μηκύνεται
TRADUZIONE
Quanto ai racconti, anche quelli d'invenzione, occorre che l'autore stesso nel crearli, li esponga dapprima in generale e solo dopo stenderli introducendo gli episodi. Quello che intendo con "in generale" potrebbe essere pensato attraverso l'esempio di Ifigenia: una giovane fanciulla viene offerta in sacrificio e, dopo essere sparita misteriosamente dagli occhi dei sacrificatori, stabilitasi in un altro luogo dove era in uso sacrificare gli stranieri alla divinità, teneva
questo ufficio sacerdotale. Qualche tempo dopo càpita al fratello della sacerdotessa di giungere in quel luogo, ma è fuori dal racconto che fu il dio ad ordinargli di andare e perché; essendo dunque andato ed essendo stato preso prigioniero, mentre stava per essere sacrificato si fece riconoscere, sia nel modo in cui succede in Euripide sia nel modo in cui accade in Poliido che, com’era verosimile, gli fa dire che non soltanto la sorella ma anche lui bisognava che fosse sacrificato, e di qui la salvezza. Dopo di che, posti i nomi ai personaggi, si possono inserire gli episodi; ma si badi che questi episodi siano appropriati, come ad esempio nel caso di Oreste la pazzia per cui fu preso e la salvezza attraverso la purificazione.
Nei drammi gli episodi devono essere brevi, mentre l’epopea rispetto ad essi è allungata.
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
Giustificazione dello schiavismo
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Inizio: Βούλεται μὲν οὗν ἡ φύσις καὶ τὰ σώματα
Fine: δουλεύειν καὶ δίκαιόν ἐστιν.
TRADUZIONE
La natura dunque vuole rendere anche i corpi differenti, dei liberi e degli schiavi, (i corpi) degli schiavi (vuole renderli) forti per l'utilizzo necessario, (i corpi) dei liberi (vuole renderli) infatti non funzionali per impieghi di tal genere, ma utili alla vita sociale. Ne consegue spesso ed al contrario che alcuni hanno i corpi dei liberi, altri le menti; poiché allora ciò è evidente, come se fossero differenti nel corpo solo tanto quanto le immagini degli dei, tutti direbbero che gli altri (i servi) meritano di essere schiavi di questi. Se allora in relazione al corpo questo fosse vero, sarebbe assai più giusto che questo fosse separato riguardo la mente; ma non è ugualmente facile vedere la bellezza della mente e quella del corpo. Poiché quindi alcuni sono per la natura alcuni liberi, altri schiavi, ovvio, a loro conviene essere schiavi ed è giusto (così).
- Dettagli
- Scritto da Anna Maria Di Leo
- Categoria: Versioni di greco ARISTOTELE
- Visite: 5
La democrazia Restaurata
VERSIONE DI GRECO di Aristotele
TRADUZIONE
Τούτους μὲν οὖν ἀφείλετο τὴν πολιτείαν ὁ δῆμος διὰ τάχους. ἔτει δ' ἕκτῳ μετὰ τὴν τῶν τετρακοσίων κατάλυσιν, ἐπὶ Καλλίου τοῦ Ἀγγελῆθεν ἄρχοντος, γενομένης τῆς ἐν Ἀργινούσσαις ναυμαχίας, πρῶτον μὲν τοὺς δέκα στρατηγοὺς τοὺς τῇ ναυμαχίᾳ νικῶντας συνέβη κριθῆναι μιᾷ χειροτονίᾳ πάντας, τοὺς μὲν οὐδὲ συνναυμαχήσαντας, τοὺς δ' ἐπ' ἀλλοτρίας νεὼς σωθέντας, ἐξαπατηθέντος τοῦ δήμου διὰ τοὺς παροργίσαντας· ἔπειτα βουλομένων Λακεδαιμονίων ἐκ Δεκελείας ἀπιέναι καὶ ἐφ' οἷς ἔχουσιν ἑκάτεροι εἰρήνην ἄγειν, ἔνιοι μὲν ἐσπούδαζον, τὸ δὲ πλῆθος οὐχ ὑπήκουσεν ἐξαπατηθέντες ὑπὸ Κλεοφῶντος, ὃς ἐκώλυσε γενέσθαι τὴν εἰρήνην, ἐλθὼν εἰς τὴν ἐκκλησίαν μεθύων καὶ θώρακα ἐνδεδυκώς, οὐ φάσκων ἐπιτρέψειν ἐὰν μὴ πάσας ἀφῶσι Λακεδαιμόνιοι τὰς πόλεις. οὐ χρησάμενοι δὲ καλῶς τότε τοῖς πράγμασι, μετ' οὐ πολὺν χρόνον ἔγνωσαν τὴν ἁμαρτίαν.
TRADUZIONE
Ma a costoro il popolo sottrasse in poco tempo la guida dello stato. Nel sesto anno dopo il rovesciamento dei Quattrocento, sotto l'arcontato di Callia di Anghele, in seguito alla battaglia navale alle Arginuse, per prima cosa successe che i dieci strateghi che avevano vinto la battaglia fossero giudicati tutti in blocco con una sola votazione, pur non avendo alcuni di essi neanche partecipato alla battaglia, altri essendosi messi in salvo su navi che non erano le loro: il popolo era stato ingannato da agitatori che ne avevano suscitato l'ira. In seguito, quando i Lacedemoni erano disposti a ritirarsi da Decelea e fare la pace sulla base dello status quo, alcuni sostenevano vivamente la proposta, ma la massa non volle ascoltare, ingannata da Cleofonte, il quale impedì di fare la pace: si presentò in assemblea ubriaco e con indosso la corazza, e diceva che egli non l'avrebbe permesso, se i Lacedemoni non lasciavano libere tutte le citta. Allora non seppero approfittare dell'occasione, ma poco dopo compresero l'errore.