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L'Arabia VERSIONE DI GRECO di Strabone
TRADUZIONE
L'Arabia si estendeva addirittura fino all'India. Per queste ricchezze era considerata la sola fra tutte, ma anche se non la considerassero celebre, senz'altro appunto la nominerebbero e conoscerebbero come la più ricca. Omero senza dubbio non conosceva l'india ma l'Arabia che gli uomini di oggi desinano felice a quel tempo non era ricca ma la stessa era povera e la maggioranza di essa era di uomini nomadi, una piccola parte produttori di spezie; per mezzo della quale la ragione di guadagnava questa fama e per mezzo di questo e della merce di essere tale presso di loro. al contrario di noi era una cosa rara e onorifica. Oggi invero sono ricche e abbondanti per questo e per il commercio che è saldo e prosperoso, a quel tempo non c'era possibilità. Per il successo delle medesime spezie per i commercianti e i mercanti potrebbe esserci stata la facilità di passaggio per tali pesi.
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Numitore Amulio e Rea Silvia
VERSIONE DI GRECO di Strabone
TRADUZIONE dal libro Askesis
Υστερον δε τετρακυσιοις ετεσιν ιστορειται τα περι Αμυλλιον και τον αδελφον Νουμιντορα τα μεν ...
Dopo 400 anni ci si interroga su alcune cose riguardo Amulio e il fratello Numitore, alcune cose sulla fedeltà al leggendario, altre al piu leggendario. Infatti entrambi tra i discendenti di Ascanio ereditarono il comando di Albalonga che si estendeva fino al Tevere. Amulio, il fratello minore, avendo trattato male il piu vecchio(fratello maggiore) comandava, avendo Numitore un figlio ed una figlia uccise l'uno in una battuta di caccia e l'altra, affinché rimanesse priva di figli, la pose come sacerdotessa di Vesta, affinché rimanesse vergine e la chiamarono Rea Silva. In seguito avendo scoperto il misfatto, avendo generato lei due figli, la allontano invece di ucciderla, facendo cosa gradita al fratello getto invece quelli nel fiume Tevere secondo ...la tradizione paterna. (mancano due righe)Si narra che i bambini discesero da Ares, deposti vennero trovati e allattati da una lupa.
traduzione di altro utente
Dopo 400 anni si raccontano le vicende riguardo Amulio e il fratello Numitore, le une leggendarie, le altre più vicine al vero. Infatti ereditarono entrambi il potere di Alba dai discendenti di Ascanio, che continuava fino a Tiberio; Amulio il minore soppiantato il maggiore prendeva il potere, ma poiché Numitore aveva un figlio e una figlia, ne uccise uno durante la caccia, l'altra, affichè rimanesse priva di figli, la rese sacerdotessa di Estia affinché rimanesse vergine, la chiamano Rea Silvia. In seguito Amulio scoperta la violenza poiché la stessa generò due gemelli, rinchiuse lei invece di ucciderla facendo un favore al fratello, nascose gli altri vicino al Tevere secondo un costume patrio. Si racconta che i bambini discesero da Ares, deposti vennero tovati e allattati da una lupa.
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Gli abitanti di Crotone erano valenti atleti
VERSIONE DI GRECO di Strabone
TRADUZIONE
TRADUZIONE
Sembrache la città si esercitasse non solo nelle attività belliche ma anche in quelle riguardanti le gare atletiche; infatti in una olimpiade quelli che arrivarono prima degli altri nella corsa furono sette uomini tutti di Crotone cisicchè sembra ragionevole dire che l'ultimo dei crotoniati era il primo degli altri greci: e si dice che da quel momento in poi veniva detto il proverbio che dice che niente è più sano di crotone come se il luogo avesse qualcosa di favorevole per la buona salute e il benessere. Dunque ebbe moltissimi vincitori alle olimpiadi anche se fu abitata non per molto tempo a causa della morte di tanti uomini che erano caduti presso il fiume Sagra. Contribuirono alla fama anche la moltitudine dei pitagorici e Milone, il più famoso degli atleti che era discepolo di Pitagora, che aveva vissuto nella città per molto tempo. Dicono che una volta, durante un banchetto di filosofi, essendo pericolante un pilastro, Milone avendolo sorretto salvò tutti, e poi tirò fuori anche se stesso.
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La Corsica Versione greco Strabone traduzione libro Verso Itaca
inizia con: Ἡ δε Κυρνος υπὸ Ρωμαιν καλεῖται Κορισκα. e finisce con: Φύεται δέ τὴν νῆσον και πύξος καὶ διάσφορος, διὸ καὶ τὸ μέλι τὸ γιγνόμενον ἐν τῇ νήσῳ παντελόν ἐστι.
L’ isola di Cirno è chiamata Corsica dai Romani. Abitano la regione i Barbari avendo una lingua difficile ad intendersi che occupano soprattutto le montagne e che vivono ladrocini. E’ abitata poveramente; infatti il paese è roccioso (si trova ad essere), e in molte parti importanti impraticabile. L’ isola essendo ben grande, ha il territorio montuoso, pieno di selve continue e attraversate da piccoli fiumi. Gli indigeni usano come cibi latte e miele e carni – infatti il paese offre largamente tutte queste cose – e tra loro vivono sufficientemente e giustamente. Per l’isola nasce altro perciò anche il miele prodotto nell’ isola è interamente ugualmente amaro.
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I RITI DEI PERSIANI
VERSIONE DI GRECO di Strabone
TESTO GRECO
τὰδ᾽ ἔθη τὰ Περσικὰ καὶ τούτοις καὶ Μήδοις τὰ αὐτὰ καὶἄλλοις πλείοσι, περὶ ὧν εἰρήκασι μὲν πλείους, τὰ δὲ καίριακαὶ ἡμῖν λεκτέον. Πέρσαι τοίνυν ἀγάλματα μὲν καὶ βωμοὺςοὐχ ἱδρύονται, θύουσι δ᾽ ἐν ὑψηλῷ τόπῳ τὸν οὐρανὸνἡγούμενοι Δία : τιμῶσι δὲ καὶ ἥλιον, ὃν καλοῦσι Μίθρην, καὶσελήνην καὶ Ἀφροδίτην καὶ πῦρ καὶ γῆν καὶ ἀνέμους καὶὕδωρ : θύουσι δ᾽ ἐν καθαρῷ τόπῳ κατευξάμενοιπαραστησάμενοι τὸ ἱερεῖον ἐστεμμένον : μελίσαντος δὲ τοῦΜάγου τὰ κρέα τοῦ ὑφηγουμένου τὴν ἱερουργίαν ἀπίασιδιελόμενοι, τοῖς θεοῖς οὐδὲν ἀπονείμαντες μέρος : τῆς γὰρψυχῆς φασι τοῦ ἱερείου δεῖσθαι τὸν θεόν, ἄλλου δὲ οὐδενός : ὅμως δὲ τοῦ ἐπίπλου τι μικρὸν τιθέασιν, ὡς λέγουσί τινες, ἐπὶ τὸ πῦρ.
TRADUZIONE ITALIANA
Le abitudini persiane sono le stesse sia per questi (quest'ultimi) sia per i Medi sia per la gran parte di altri (popoli), circa i quali in molti hanno già raccontato e anche noi dobbiamo riferire le cose opportune. Dunque i Persiani non ielevano statue e altari, compiono sacrifici in un luogo elevato, considerando il cielo come Zeus; venerano anche il Sole, che chiamano Mitra, Selene e Afrodite e poi il fuoco, la terra, i venti e l'acqua; sacrificano in un posto purificato dopo aver pregato, mostrando la vittima incoronata; dopo che il sacerdote ha smembrato le carni, se ne vanno dividendosi da quello che conduce il rito sacro, e non assegnandone nessuna parte agli dei; dicono infatti che la divinità ha bisogno dell'anima della vittima, e di nient'altro; tuttavia, come dicono alcuni, pongono una piccola parte dell'arredo nel fuoco
traduzione in inglese